Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

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“Il 9 maggio non è soltanto una ricorrenza simbolica: è una responsabilità storica, un impegno che guida il nostro presente e orienta il nostro futuro. La Festa dell’Europa richiama tutti alla responsabilità di custodire e rinnovare i valori sui quali si fonda il progetto europeo, nato dalle macerie della guerra come la più alta risposta politica e morale alle tragedie del Novecento”. Così l’europarlamentare Giusi Princi in occasione della Festa dell’Europa.
“Settantasei anni fa, con la Dichiarazione Schuman – prosegue -, l’Europa imboccò una strada che appariva impensabile: sostituire la logica del conflitto con quella della cooperazione, trasformare antiche rivalità in una comunità di destino. Fu un’intuizione politica straordinaria, figlia della visione di uomini e donne come Robert Schuman, Jean Monnet, Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli, Anna Lindh e Konrad Adenauer, che compresero come la pace dovesse nascere da una costruzione quotidiana, paziente e condivisa”.
“Da Schuman a Monnet, fino a Jacques Delors – evidenzia l’On. Princi -, i grandi interpreti del progetto europeo hanno compreso che l’Europa non nasce dalla comodità degli equilibri acquisiti, ma dalla capacità di trasformare le crisi in occasioni di integrazione e progresso condiviso. È, infatti, proprio nei momenti più difficili che il progetto europeo è chiamato a ritrovare i propri valori: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, diritti umani, stato di diritto. Oggi l’Europa – continua – si confronta con sfide nuove e complesse. I conflitti alle sue frontiere, le tensioni geopolitiche, le pressioni economiche e commerciali, le minacce ibride e digitali, il terrorismo, le derive autoritarie ci ricordano quanto la stabilità sia fragile e quanto la pace non possa mai essere data per scontata”.
“Per questo l’Unione europea – spiega l’eurodeputata – deve saper rafforzare la propria autonomia, consolidando la capacità di agire con unità e visione nello scenario globale per garantire prosperità e coesione sociale, tutelare le libertà fondamentali e rafforzare società aperte e democratiche, fondate sul pluralismo, sulla solidarietà e sul rispetto della persona”.
“In questo tempo di profonde trasformazioni internazionali – aggiunge l’On. Princi -, la Festa dell’Europa assume dunque un valore ancora più significativo: non soltanto celebrare ciò che l’Unione ha rappresentato, ma riattualizzarne il senso per le nuove generazioni. L’UE non è un concetto astratto né una costruzione burocratica: è la possibilità concreta di studiare, lavorare, muoversi e costruire relazioni senza frontiere, è la generazione Erasmus, che ha imparato davvero a sentirsi europea, è il mercato unico che ha favorito crescita e opportunità, è la forza della cultura europea, il progresso scientifico e tecnologico, la cooperazione nella ricerca, la difesa dei diritti e delle libertà. L’Europa, dunque, non può essere considerata soltanto uno spazio geografico o economico: deve continuare a riconoscersi come una comunità fondata su valori condivisi. Oggi più che mai abbiamo il dovere di trasmetterne il significato ai giovani, affinché diventino i veri custodi e ambasciatori del progetto europeo. Perché il futuro dell’Unione – conclude – non dipenderà soltanto dalle istituzioni, ma dalla capacità delle nuove generazioni di riconoscersi in questa comunità di valori e di responsabilità condivise”.
