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“Festival Rapsodie Agresti”, due nuovi appuntamenti tra musica, poesia e danza

Prosegue, con due nuovi appuntamenti tra musica, poesia e danza, il “Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival”, promosso da Traiectoriae, con il sostegno del Mic, e diretto da Domenico Gatto e Renato Bonajuto. La rassegna continua la programmazione all’Auditorium Santa Chiara di Tropea, che nei giorni scorsi ha ospitato due concerti – realizzati in collaborazione con “Armonie della sera – International Concert Series” – che hanno conquistato il pubblico. Il duo pianistico formato da Marco Sollini e Salvatore Barbatano ha entusiasmato la platea con il concerto a quattro mani dal titolo “Le venti dita d’oro”: i due musicisti hanno trasportato gli spettatori in un percorso tra le note di Mozart, Schubert e Brahms. Atmosfere affascinanti, create dall’unione sapiente tra tecnica e interpretazione, che hanno connotato anche il secondo concerto, “Il canto della sirena”, che ha visto protagonisti lo stesso Marco Sollini e la voce del soprano Valentina Varriale, in una successione di brani di grande intensità e coinvolgimento.

Dopo questi appuntamenti il Festival torna, dunque, a Tropea, nel prossimo fine settimana, con due importanti proposte artistiche. Venerdì 15 maggio, alle 21, sempre all’Auditorium Santa Chiara, di scena, come si diceva, uno spettacolo in cui teatro, musica e danza si incontrano, in una sperimentazione portata avanti da Mana Chuma Teatro e che, sul palco, si materializzerà attraverso la nuova produzione “Sfumature sonore – Capitolo II – Dissonanze tra tradizione e innovazione”. Un progetto di Luigi Polimeni, che lo ha ideato insieme a Massimo Barilla: sulla scena creata da Aldo Zucco, le note eseguite dal vivo dallo stesso Polimeni al piano, theremin, marranzano, flauti e synth, e da Giuseppe Alan Lisa alle chitarre e voce, tra ambienti sonori ed elettronica curati da Davide Crimi e insieme alle coreografie di Sarah Lanza interpretate dalla danzatrice Aurora Galteri, si uniranno ai testi di Massimo Barilla, in una performance che diviene sintesi artistica tra parola poetica, suono e gesto.

Ancora Tropea, domenica 17 maggio, sempre alle 21, sarà teatro di un altro concerto, “Radici”: protagonista la voce di Luisa Cottifogli, insieme alla chitarra di Gabriele Bombardini e alla fisarmonica di Vincenzo De Vitis, in un viaggio musicale che trae ispirazione dalle tradizioni e dai dialetti italiani, reinterpretandoli in chiave contemporanea, con influenze jazz, rock e world music. Questo progetto è la ripresa di “Aiò Nenè (Vengo dal Nord ma sono del Sud)”, commissionato a Luisa Cottifogli dalla ORF (Radio Nazionale Austriaca), e che, dopo il debutto a Vienna, ha riscosso grande successo in numerosi festival internazionali.

Dopo un percorso accademico come cantante e attrice, Luisa Cottifogli ha iniziato a comporre e sperimentare con la voce. Per 5 anni cantante dei  Quintorigo, ha collaborato, inoltre, con nomi quali Glauco Mauri, Giovanna Marini, Teresa De Sio, Lucio Dalla, The Chieftains, Andrea Parodi (Tazenda), Flavio Premoli (PFM), David Riondino, Roberto Cacciapaglia, Riccardo Tesi, in festival in Italia, Europa, Asia e America. Dal 2020 è direttrice artistica del Festival itinerante “In mezzo scorre il fiume – percorsi fra musica e natura”.
Chitarrista, compositore, arrangiatore, Gabriele Bombardini ha studiato, fra gli altri, con Tomaso Lama, John Scofield, John Abercrombie, Jim Hall, Joe Di Iorio, Mike Stern, Paul Bley. Oltre alle collaborazioni in tour internazionali con Massimo Ranieri, Gianni Togni, Grazia Di Michele, Adriano Celentano, ha lavorato con le ballerine e coreografe Teri Weikel, Monica Francia, Maristella Martella e con gli artisti visual Massimo Ottoni, Andrea Bernabini, Gianluca Beccari. Fondatore del progetto e della band “Metissage”, di “Liquid Desire” con Matteo Scaioli e della “Electronic Modular Orchestra”, e autore di produzioni in solo, ha curato anche l’arrangiamento degli album “Anita” e “Come un albero d’inverno” di Luisa Cottifogli.

Dopo essersi diplomato in pianoforte al Conservatorio di Napoli e aver studiato composizione al conservatorio di Pescara, Vincenzo De Ritis ha proseguito lo studio, iniziato in giovane età, sulla fisarmonica, approfondendo i linguaggi del jazz, del pop e specializzandosi fra gli altri con Richard Galliano. Fra le sue collaborazioni, oltre a quella con lo stesso Galliano, anche quelle con Marco Tamburini, Giancarlo Caporilli, Antonella Ruggiero. Ha suonato sia in vari festival in Italia, che in Svizzera, Lussemburgo, Hong Kong, Sud Africa.

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