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Gli italiani più consapevoli e responsabili con “Mangia Sicuro”

Sono stati pubblicati i dati dell’ultimo questionario online, nell’ambito di un progetto di ricerca sulla percezione del rischio alimentare e comunicazione digitale dell’Istituto Superiore di Sanità, con lo scopo di indagare le conoscenze dei consumatori in materia di sicurezza alimentare all’interno delle mura domestiche. In poco più di un mese hanno risposto 6.869 italiani che hanno accettato la sfida di “Mangia Sicuro!”, il questionario online sulla Sicurezza Alimentare Casalinga (SAC). I partecipanti hanno aderito da tutte le regioni del Paese. La fascia più rappresentativa è stata quella tra i 31 e i 60 anni (58%), seguita dagli over 61 (32%). Le donne sono il 63% del campione. Il livello di istruzione degli intervistati è mediamente alto: oltre la metà ha una laurea. L’88% dichiara di occuparsi sia della spesa che della preparazione dei pasti in casa (un dato che rende il campione particolarmente rilevante rispetto al tema indagato). Pochi minuti, mediamente quindici, per rispondere a domande su abitudini, conoscenze e comportamenti legati alla sicurezza del cibo nelle nostre cucine. Le domande sono state suddivise in quattro sezioni: generale, microbiologica, chimica e nutrizionale. Il risultato? Un quadro incoraggiante ma con zone d’ombra ben precise. Molti, per fortuna, i risultati positivi. Il punteggio medio è stato di 14 risposte corrette su 18: un risultato al di sopra della sufficienza, che segnala una buona base di cultura sulla sicurezza alimentare domestica. Alcune risposte hanno sfiorato la perfezione: il 99% degli Italiani sa che per ridurre i residui di pesticidi basta lavare frutta e verdura sotto acqua corrente; il 98% conosce le regole per sostituire pentole e padelle antiaderenti; il 99% sa riconoscere un’abitudine alimentare corretta. Anche sulla contaminazione incrociata (93%) e sull’etichetta “da consumarsi preferibilmente entro” (91%) il campione si è dimostrato preparato. Si annidano però ancora delle lacune, le criticità emergono su due fronti distinti: quello microbiologico e quello chimico. Sul fronte microbiologico, solo il 54% sa dove conservare correttamente le uova in frigorifero (non nello sportello, ma nel ripiano centrale). E appena il 48% conosce la frequenza corretta con cui andrebbero cambiate le spugne per i piatti (vanno igienizzate regolarmente ad ogni utilizzo e cambiate ogni mese). Inoltre, il 72% è a conoscenza del fatto che il pollo crudo non deve essere lavato nel lavandino. Sul fronte chimico, le percentuali scendono ancora: solo il 44% riconosce l’istamina come una sostanza che si sviluppa nel pesce mal conservato, e soltanto il 37% sa che cuocere eccessivamente carne, pesce, pane e patate può generare sostanze dannose per la salute. Significativo anche il dato sulla consapevolezza del concetto stesso di “sicurezza alimentare casalinga” un termine ancora poco familiare, infatti, solo un terzo dei partecipanti (34%) dichiara di sapere esattamente di cosa si tratta. Un altro terzo ne ha sentito parlare senza conoscerne il significato preciso e il 31% apprende questo termine per la prima volta. Grazie a questo sondaggio emerge un segnale chiaro: informare non basta, bisogna anche rendere il tema riconoscibile e vicino alla quotidianità. Le molteplici bufale che girano su internet sono un potenziale rischio per i consumatori i quali sembrano disorientati e diffidenti anche verso fonti attendibili. Come ci si informa e quanto ci si fida? Sul fronte delle fonti, il campione mostra un atteggiamento critico: l’86% cerca informazioni sulla sicurezza alimentare solo su siti e canali social di enti ufficiali e affidabili. Il 57% dichiara di fidarsi poco delle informazioni trovate sui social media e di controllare sempre la fonte. Un segnale positivo, in un contesto in cui la disinformazione alimentare è sempre più diffusa. Il questionario ha ricevuto una valutazione media di 8,15 su 10. Quasi 2.800 partecipanti hanno lasciato un commento aperto: la risposta più frequente, “tutto chiaro e molto interessante”, suggerisce che il pubblico è pronto e desideroso di approfondire. I temi più richiesti saranno ora al centro delle prossime fasi del progetto, per lo sviluppo di materiale divulgativo per migliorare le conoscenze sulla sicurezza alimentare domestica. Gli Italiani, quindi, sono più consapevoli e responsabili all’interno delle proprie cucine.

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