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Grande partecipazione per la presentazione di “Istruzioni per la fine del mondo” nella Sala del Palazzo di Santa Chiara a Tropea: Mauro Vasta esplora  il confine tra memoria e scienza

​La Sala del Palazzo di Santa Chiara a Tropea ha ospitato la presentazione del romanzo “Istruzioni per la fine del mondo. Le Vite degli Altri”, l’opera di Mauro Vasta edita da Castelvecchi che sta raccogliendo un crescente interesse per la sua capacità di fondere il realismo magico del Sud con le suggestioni della fisica moderna. Una  cornice barocca con gli stucchi dorati e gli affreschi sul soffitto che rende ogni evento speciale: la bella chiacchierata intorno al libro di Vasta ha assunto un’aura quasi magica tra l’autore, la giornalista Viviana Mazzocca e il professore Pierluigi Tavella, autore della prefazione. Il pubblico attentissimo e interessato ha goduto anche delle letture dell’attore  Giancarlo Davoli, soffermandosi a dialogare informalmente con l’autore, prolungando la grande piacevolezza della serata.

Al centro del dibattito la figura di Marco, soprannominato “gemelluzzu”, un protagonista che nasce segnato da un’assenza e che attraversa lo sradicamento dalla propria terra calabrese per approdare a una vita cittadina fatta di studi e silenzi, senza mai recidere quel filo invisibile che lo lega alle proprie origini. Mauro Vasta ha descritto con precisione il nucleo del libro, spiegando come la “fine del mondo” non sia un evento catastrofico globale, ma un’esperienza intima e quotidiana che si rinnova ogni volta che un individuo cessa di esistere, portando con sé un intero ecosistema di ricordi e sguardi. Durante la serata è stato approfondito il ruolo simbolico del “quadernetto nero” ricevuto da nonna Nina, un testamento spirituale che mescola latino, citazioni presocratiche e formule scientifiche, divenendo la bussola per orientarsi nel caos dell’esistenza.

 L’evento si è concluso con una riflessione sulla speranza e sulla circolarità del tempo, lasciando al pubblico il messaggio centrale che dà senso a tutta la narrazione: la consapevolezza che, nonostante le innumerevoli fini che costellano una vita, tra l’inizio e il termine di tutto esiste lo spazio inalienabile del “mondo” vissuto e condiviso.
La numerosa affluenza e il lungo dibattito finale hanno confermato l’impatto di un romanzo che invita i lettori a camminare lentamente tra le proprie radici per riscoprire il valore di ogni singola esistenza.

Mauro Vasta sarà oggi, 8 maggio 2026, alle ore 18 a Santa Severina  presso il Museo del Caffè, in Piazza Campo. A conversare con l’autore saranno Pierluigi Tavella e Bruno Cortese.

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