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I VERI RIFORMISTI NEL PARTITO DEMOCRATICO

Magari fosse così semplice. Magari si riducesse tutto alla “guerra” interna – l’ennesima – contro un/una Segretario/a. Qui si rischia invece di fermare la costruzione di un’alternativa politica ai Sovranisti.
Una parte del PD in Europa non segue la Schlein perché la segretaria critica il concetto di “riarmo”, perché sembra assurdo partire dalle munizioni “nazionali” e non dall’Europa politica … perche’ la Commissione sembra poco ambiziosa.
Per fortuna queste divisioni non coinvolgono il Parlamento italiano dove il Gruppo Democratico si ricompatta.
Ed attenzione, la premessa del PD (e della Schlein) e’ sempre la stessa:
la condanna dell’aggressione russa e la necessita’ di sostenere anche militarmente l’Ucraina.
In qualche modo l’espressione Nonviolenta del PD (non pacifista, e’ molto diverso) rappresenta tantissimi amici e compagni di Centrosinistra, anche e soprattutto di chi si riconosce del Magistero di Francesco.
Una situazione complessa e plurale, quindi.
Un PD che cerca di orientare il PSE verso una posizione più ferma sui principi propri, realizzando una spinta progressista.
In questo quadro, nel contesto dell’esercizio delle funzioni di una Segretaria che sta intercettando con successo il consenso dei militanti e degli elettori, cosa aggiunge l’attacco degli apparenti “dissidenti” in Europa contro la “donna sola al comando”, per un ennesimo “nuovo” (vecchissimo per la verità) PD?
Nella temperie in corso occorre Unità e Radicalità (non radicalismo) degli approcci. Dobbiamo costruire un’alternativa alle Destre non abbattere di nuovo i nostri vertici, non costruire carriere “di minoranza”.
Capisco l’esigenza di visibilità e l’importanza del dibattito ma rappresentare – OGGI – il PD come un partito vittima di verticismo e autoritarismo e’ una bestemmia politica che fa il gioco degli avversari e non aggiunge nulla da un punto di vista “ideologico” perche’ i fondamentali delle posizioni rappresentate sono le medesime, perché le “differenze”, appunto, vanno ricomposte dalla segretaria e non diventare un’ occasione per attacchi personali.
In ultimo, questi distinguo polemici non arrivano al punto di chiedere un congresso … si attacca la segretaria ma non si giunge all’esito … e’ uno stillicidio.
Perche?
Perché si sa che se la Schlein volesse indire un congresso anticipato ci sarebbe un plebiscito nei territori, si ridimensionerebbero ancora cacicchi e correnti stantie.
Il PD ha davanti un’occasione imperdibile per rappresentare il perno di una coalizione “democratica, repubblicana, antifascista” che si contrapponga con successo ai rigurgiti post fascisti della Meloni e di chi preferisce il Manifesto della Razza a quello di Ventotene.
Di fronte a questo aut aut epocale, innanzi ad un compito essenziale per tutti i veri riformisti e progressisti, che senso ha la “nostalgia canaglia” per posizioni annacquate, neo centriste?
Alla “radice” significa alla fonte del proprio destino, non cerchiobottismo tattico.

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