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IL GOVERNO AGGIRA IL VINCOLO DEL 40 PER CENTO DEI FINANZIAMENTI AL SUD

Sei parlamentari dem meridionali hanno depositato un’interrogazione il cui primo firmatario è il pugliese Ubaldo Pagano. Si rivolgono al ministro per il Sud Tommaso Foti per chiedere che fine abbia fatto l’obbligo di destinare la quota fissa delle risorse dei programmi di spesa in conto capitale finalizzati alla crescita o al sostegno degli investimenti da assegnare sull’intero territorio nazionale. Il governo non rispetta il vincolo del 40 per cento dei finanziamenti destinati al Sud.

“Nel corso degli anni – dicono i deputati – la clausola volta a destinare una quota vincolata (prima il 34%, successivamente elevata al 40%) di investimenti in favore del Mezzogiorno ha trovato di rado applicazione, il rispetto di questo obiettivo è particolarmente importante in Italia poiché consente di mettere fine alla riduzione dei divari territoriali tra Nord e Sud del Paese”. Pagano e i suoi colleghi – Marco Lacarra, Claudio Stefanazzi, Toni Ricciardi e Piero De Luca, oltre al responsabile delle politiche per il Mezzogiorno dei Dem Marco Sarracino – chiedono anche una relazione sul rispetto della clausola, prevista annualmente dalla legge, con l’indicazione delle idonee misure correttive eventualmente necessarie. L’ultimo rendiconto, però, riguarda quasi esclusivamente il Pnrr ed è datato 31 dicembre 2022. Si richiede, inoltre, “quali iniziative e misure intenda adottare per incrementare gli investimenti nelle Regioni meridionali qualora le verifiche relative all’osservanza della suddetta clausola dovessero far emergere nuovamente un quadro di spesa insufficiente rispetto agli obiettivi previsti”.

Del mancato rispetto del vincolo si parla in un libro scritto da Rosella Cerra e Roberto Longo per Città del Sole edizioni, che contestano un “tranello”: il vincolo percentuale, nella sua ultima formulazione, si riferisce alle “risorse allocabili”, “senza un criterio fisso, scientifico e prevedibile” e quindi rimesso alla discrezionalità dei ministri. Non è la prima volta che la questione viene sollevata in Parlamento: un’interrogazione analoga l’avevano presentata il deputato del Movimento 5Stelle Alessandro Caramiello e il senatore tarantino Mario Turco, che avevano dimostrato come non fosse mai stata applicata neanche la precedente clausola del 34 per cento.

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