“IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE”Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, scrive ai potenti della terra
“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....
Siamo dentro un mondo che corre più della possibilità umana di comprendere e assorbire i cambiamenti: quello che forse manca è un solido ancoraggio alle nostre radici. Perché solo esse sono in grado di dare un senso e un orientamento alla realtà che muta.
Questa è la sfida che, da anni, i ‘reduci’ di quella che fu (ed è) una grande Società di Atletica leggera (la Minniti di Reggio Calabria) tentano di portare avanti coltivando, attraverso scambi quotidiani, gli antichi valori che hanno guidato la loro crescita, come atleti, ma soprattutto come persone: il rispetto verso gli altri, lo spirito di squadra, l’impegno severo e costante in pista e sulle pedane, la fratellanza.
E’ inutile dire che, in un mondo che si sta scompaginando, a tutti i livelli, vi è un bisogno vitale di stringersi attorno a questi valori, forti e positivi.
Per cementare questo legame e questo quotidiano impegno per tenere viva la scintilla della solidarietà attiva, di tanto in tanto (giova ricordare gli incontri di Roma, Scilla e Campiglia Marittima) e. in particolare dopo dieci anni dal primo, i ‘reduci’ si sono incontrati ancora una volta, nello stesso rinomato ristorante della città, per festeggiare il 60° dalla nascita della gloriosa società reggina. Ed è particolarmente bello e commovente vedere come non si ritrovino solo quelli che sono rimasti a Reggio, ma che tornino, per l’occasione, da ogni parte d’Italia, quelli che, come tanti, hanno lasciato la nostra terra per cercare uno sbocco professionale al Nord, facendosi sempre onore e, con ciò, onorando la nostra terra e il comune passato fatto di impegno, sacrificio, fatica e sudore nei campi d’atletica.
Così tra un aneddoto, i tanti ricordi e i successi sportivi di ieri, nei vari anelli di pista italiani in terra rossa, come quello che circondava l’ex Stadio Comunale (oggi Oreste Granillo) e di oggi, si è ritrovato sabato 5 aprile il nucleo storico di quel meraviglioso gruppo, dove la nostalgia ha brindato con l‘orgoglio, l’amicizia sincera con la comune passione per la regina degli sport, olte che per una grande scuola di vita.
Una società, la A.S.D. Minniti i cui atleti e atlete ancora oggi calcano con successo e records le piste calabresi e nazionali, grazie ai sacrifici alla dedizione, alla passione e alla competetenza di colui che la tiene in vita da circa 40 anni, lo straordinario presidente, ex lanciatore di livello nazionale del giavellotto Pino Pignata.
Il successore di altri grandi e indimenticati presidenti, dal primo, Pino Minniti, dal quale prende il nome la società, a Cosimo Itri e Ciccio Pignata (papà di quello attuale che, peraltro, ricopre diversi prestigiosi incarichi nella F.I.D.A.L. a livello regionale e nazionale.
Così, tra una gustosissima pietanza e l’altra dello chef Filippo Cogliandro e un brindisi gioioso si sono ritrovati gli ex atleti degli anni ‘65/’75: Paolo De Stefano, Ignazio Tripodi, Diego Macheda, Renato Cama, Gianni Dato Gregorio Tito, Franco Tropea, Franco Cafarelli, Umbertoo Gatto, Piero Corigliano, Ferruccio Salazzaro, Pino Giordano, Enzo Crupi, Gaetano Ripepi, Gianfranco Falduto. Salvatore Silivestro e Angela Neri, una delle prime atlete del settore femminile della società..
Una festa ed una reunion che nell’occasione e per la prima volta è stata resa ancora più ricca, allegra e carica di significato dalla presenza delle mogli dei presenti.
Nella gioia della ricorrenza si sono anche voluti ricordare dirigenti e atleti che hanno lasciato, prematuramente, la vita terrena, ma sempre nei cuori di tutti: i presidenti Pino Minniti e Ciccio Pignata e gli atleti Claudio Coppola, Ninni Delfino, Mimmo Durante, Massimo Guglietti, Nicola Malaria, Bruno Giordano, Enzo Pignata, Paolo Polimeno, Diego Sergi, Sarino Dato, Gianni Chirico, Riccardo Barbucci e Mimmo Tropeano, che unitamente a tutti gli altri hanno scritto la storia di un sodalizio sportivo straordinario, ieri come oggi..
Gregorio Tito e Salvatore Silivestro
