IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Giovani in biblioteca
Mediterranea

JASMIN UNA STORIA DA RACCONTARE

Jasmin, una ragazza normale. Come i tanti ragazzi che noi non riusciamo a vedere perché ci ostiniamo ad ingabbiarli in una macrocategoria dove non c’è spazio per il singolo. Sono tutti uguali, per il pensiero riduttivo che tanto si impone, con la sua comodità, in tempi superficiali. Pensiamo i ragazzi incapaci di pensieri autonomi e riteniamo impossibile che in loro alberghi il germe buono della coscienza critica. E così perdiamo la possibilità di conoscerli, ed essere migliori.

Jasmin era una di questi. Era una moltitudine di pensieri oppositivi e critici rivelati con il linguaggio di adesso. La rete, i social, dove tutti usano i filtri dell’irrealtà.

Ecco il diario 2.0. La propria pagina Facebook. Come una moderna Anna Frank affidava al diario elettronico i propri pensieri, fatti di distanza da un mondo becero, tossico, prevaricatore. Come Anna ottenne il suo oppressore. Implacabile e irreversibile. Si chiamava cancro, e ogni tanto attacca le vite nascenti, come tributo inopportuno alla sua ferocia. Una splendida lotta non finisce sempre in commisurata vittoria. E nel 2017, a 21 anni appena, Jasmin come sono tante e noi non le vediamo, morì. Accade allora un avvenimento forse terapeutico, forse casuale. La madre, la gentile e silenziosa Maria, nome di madre per eccellenza, legge nella pagina di Jasmin i quotidiani pensieri, li stampa, li raccoglie, li affida a chi edita per amore, e poi per mestiere.

Nasce così un “libro smilzo”. Cos’è altrimenti la letteratura se non un’eternità tascabile? Piccolo, semplice e blu, il contenitore dei pensieri di Jasmin la sconosciuta, e della madre, e della sorella e della amica, viene presentato un paio di tramonti fa a Bernagallo (frazione di Gioiosa Jonica), luogo di cultura abusiva tra le canne e l’altalena per bambini (e non solo). Il luogo, le parole confidenziali, le panchine e le sedie tipo circolo della FIGC anni Settanta, hanno sciolto i pensieri. La leggerezza ha affiancato la commozione, e Jasmin è tornata con il volto di tutti, a turno. Una volta era me, una volta Marzia, una volta Andrea, una volta Gianluca. Sempre era Carlo.

La confidenza di un dolore grande è il dono migliore che ci possa essere.

Bagna la gente per farla diventare migliore.

E dolore della famiglia di Jasmin è diventato confidenza, apertura, conoscenza.

E la serata è passata leggera e serena, come tra amici antichi.

E ci lascia una raccomandazione.

Ogni giovane non ascoltato è un’occasione persa, per le nostre misere ordinarie vite.

I ragazzi ci indicano la via, e noi, ragionieri della vita, rispondiamo loro con giudizi affrettati, sentenze superficiali.

Tra le pagine Instagram e i crocchi in riva al lungomare ci sono aspettative di esistenza che il mondo adulto sovente sacrifica all’altare del pragmatismo.

Ringrazio la ribelle Jasmin volata via e tutte le Jasmin che incontro nella sequenza ordinaria dei giorni residui.

Noi che pieghiamo verso la sera abbiamo sempre più bisogno di visionaria gioventù.

 

Maria Guttà-Rebecca Racco, Jasmin una storia da raccontare, P Librerie Locri 2021

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto