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L’ELEGANZA DEL CIGNO ROGER

Ci sono storie che crediamo non possano mai finire. 

Storie affascinati che fermano il tempo, nell’illusione che questo non passi.

Storie di uomini, di icone da ricordare.

Quella di oggi è una storia di sport, di tennis per la precisione e di uno dei suoi più grandi interpreti, Roger Federer.

All’età di 41 anni il tennista svizzero ha annunciato il ritiro con una lettera affidata ai social.

Una scelta dettata da un fisico falcidiato dagli infortuni negli ultimi anni, dopo 14 mesi di totale inattività e una graduale uscita di scena dai palchi che contano. 

La Laver Cup, appuntamento a squadre di grande prestigio, sarà il suo ultimo torneo nel circuito Atp. Un addio al quale stanno seguendo le reazioni, i messaggi di tutto il mondo dello sport, di tennisti, amici e rivali, in primis il maiorchino Rafa Nadal, appassionati e non.

Gli omaggi per aver vissuto il privilegio di assistere a vent’anni di sfide sul campo da gioco si intrecciano con la consapevolezza che in una cosa, più di tutte, il Re rimarrà ineguagliabile. Le nuove generazioni dei tennisti, dallo spagnolo Carlos Alcaraz, fresco vincitore dell’ultimo US Open ai nostri fuoriclasse Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, solo per citarne alcuni, non potranno mai raggiungere l’eleganza del venti volte campione Slam.

Parola di John McEnroe che, in una recente intervista, l’ha definito “artista senza eguali”.

Federer, col suo stile unico, ha incantato, proprio come un cigno dal portamento regale.

Si dice che i cigni siano i simboli dell’amore eterno e della fedeltà.

Roger ha giurato eterno amore al tennis, cambiandolo per sempre, indelebilmente.

Il giusto lieto fine a un sogno, a una storia divenuta realtà

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