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La carezza della prossimità: il ricordo vivo di Don Antonino Iachino nelle opere di Betania

Di Felice Francesco Delfino

Ci sono persone che continuano a parlare anche attraverso il silenzio lasciato dalla loro assenza. Don Antonino Iachino è una di queste. A pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 maggio, la sua testimonianza continua a vivere nelle opere che ha contribuito a costruire e nelle tante persone che hanno condiviso il suo cammino di fede e di servizio.

Durante una celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Mons. Fortunato Morrone, la comunità ha ricordato la figura del sacerdote, da sempre vicino agli ultimi attraverso il suo impegno nella Caritas diocesana.

Nell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il significato del sabato nella tradizione biblica, ricordando come la fede trovi il suo compimento quando si traduce in gesti concreti di misericordia e vicinanza. Un messaggio che sintetizza bene il ministero di Don Antonino, vissuto quotidianamente nell’ascolto delle persone, nel rispetto della loro dignità e nell’attenzione verso ogni forma di fragilità.

Il suo esempio continua a ispirare anche l’Associazione Nuova Solidarietà, presieduta da Fortunato Scopelliti, che ha scelto di intitolargli il Centro d’Ascolto e il magazzino destinato alla distribuzione di viveri e indumenti. Un gesto che va oltre la semplice dedica: rappresenta la volontà di custodire una memoria che continua a tradursi in servizio concreto.

Il centro Betania rappresenta ancora oggi una delle espressioni più significative dell’impegno sociale e pastorale maturato negli anni attorno alla figura di Don Antonino.

Tra le attività portate avanti vi sono il Centro di Pronta Accoglienza per le emergenze sociali, la mensa quotidiana, il Centro d’Ascolto e il Centro di formazione permanente alla solidarietà e al volontariato, nato con l’obiettivo di preparare volontari capaci di accompagnare le persone con competenza e sensibilità. Don Antonino era solito ricordare che «la formazione rafforza la speranza», una convinzione che ha orientato molte delle iniziative promosse nel corso degli anni.

Accanto a questi servizi proseguono numerosi interventi di prossimità rivolti alle famiglie e alle persone che vivono situazioni di disagio, nella convinzione che la solidarietà non possa limitarsi all’assistenza materiale, ma debba diventare occasione di relazione, ascolto e accompagnamento.

Nel memoriale dedicato al sacerdote, Alfonso Canale ne ricorda la serenità, la determinazione e la capacità di infondere coraggio anche nei momenti più difficili. Tra le espressioni che più lo rappresentavano resta impressa una frase semplice quanto profonda: «La vita è dura, ma è bella.»

Nel corso del suo ministero Don Antonino ha saputo coniugare carità, formazione e promozione umana, accompagnando persone sole, famiglie in difficoltà e tanti giovani nel loro percorso di crescita. Il suo sguardo andava oltre il bisogno immediato, puntando a restituire fiducia, responsabilità e speranza.

È questa l’eredità che continua a vivere nelle opere di Betania: una rete di relazioni costruita giorno dopo giorno, nella quale la persona rimane sempre al centro. Un patrimonio umano e spirituale che continua a indicare una strada concreta a quanti scelgono di mettersi al servizio del prossimo.

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