IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Giovani in biblioteca
Mediterranea

LA MODA E I SUOI CODICI

Incontri contemporanei

Un appuntamento settimanale tra arte e società

L’arte contemporanea si pone al centro di una complessa rete di stimolazioni sociali, culturali e finanche legate ai territori in cui nasce.

Bisogna anche dire che sempre più l’arte è manifestazione estemporanea e performativa dell’artista. Ma anche il ‘gesto’, di cui si è sempre nutrita l’arte è spesso non più frutto di un singolo, ma di un’équipe, a cui aderiscono maestranze, come è sempre successo, ma non solo.

Il codice artistico ha cambiato lessico, non racconta più una storia, ma frammenti di storie.

La metonimia visiva del nostro tempo permea l’arte di nuovi stimoli, in un gioco incessante di ruolo tra significante e significato.

Questo nostro appuntamento settimanale, vuole essere un punto di incontro per una riflessione su quello che sta accadendo oggi nel settore della comunicazione, dell’espressione artistica e creativa, con uno sguardo all’evoluzione sociale e culturale dei nostri territori.

 

E iniziamo questo primo appuntamento soffermandoci sulla Moda e i suoi codici, con una analisi della sua scrittura, che narra di architetture ancestrali, dove possiamo immaginare un contemporaneo labirinto di Cnosso, in cui il Dio del Tempo, Kronos, insegna ad Arianna un contemporaneo alfabeto segnico in cui sono nascoste le storie di noi tutti.

E forse proprio queste suggestioni sono la matrice segnica che ha fatto prediligere a molti artisti contemporanei proprio il ‘materiale’ tessile, in tutte le sue declinazioni, e anche la stessa Moda, espressione in sé già compiuta, finita, e definita, abbandonato oggigiorno finanche un ‘guardaroba’ di stagione, sempre più libera di esprimersi fuori da rigidi canoni formali di genere ma anche di materiali che, in passato, erano meno performativi.

La capacità dataci da questo settore, con tutti i suoi sottocodici, che diventano tutti strumenti magnifici, amplificandone la capacità di narrare storie, attraverso un’opera di frammentazione, che riesce a rendere infinita la storia, proprio come Penelope rendeva infinita e ‘non finita‘ la sua tela, facendola diventare stupenda metafora di un ‘Tempo’ che si dilata nel fare e disfare.

Oggi che la nostra società ha superato la visione di Z. Bauman che vedeva la nostra ‘modernità’ come ‘liquida’, ora che in questo suo essere così senza forma ed ‘adattabile’, nutre i suoi stessi ‘prodotti’ di una mancata identità culturale, l’unica risposta consolatoria è l’arte, e anche, le eccellenze dell’artigianato artistico.

D’altronde la Storia ce lo insegna, in passato una saliera del Cellini è diventata rappresentazione raffinatissima dell’Arte di un periodo importantissimo per l’Italia e il Mondo in generale: il Rinascimento, ma era anche oggetto di ‘uso quotidiano’, reso arte dal genio dell’Artista.

Le nostre eccellenze, ed i nostri talenti, possono davvero aiutare a mantenere il nostro ruolo nel ‘creare’ e, anche, nel mantenere il prestigio delle nostre lavorazioni e della nostra Arte.

Dagli anni 2000 la Moda guarda alla tecnologia più avanzata, creando scenari inimmaginabili prima.

Ed è nel 2014 che il Boston Museum of Fine Arts ha commissionato a CuteCircuit[1] la creazione di un abito interattivo di haute couture per la loro mostra #techstyle.

L’abito da sera, ricamato con migliaia di cristalli Swarovski su chiffon di seta nera, è caratterizzato da un tessuto magico, illuminato che crea un’affascinante esposizione di immagini ispirate ai capolavori del museo come la Grande Onda di Kanagawa del leggendario artista Hokusai e il meravigliosamente multicolore Blu Verde Giallo Rosso arancio di Ellsworth Kelly.

Uno dei primi esempi di questo tipo di applicazione è quello, sempre di CuteCircuit, dove i Led che sono posizionati su un elemento in grafene trasparente e altamente conduttivo, che ci sembravano galleggiare sul corpo di chi li indossava.

‘Una visione al microscopio elettronico del grafene mostra formazioni esagonali simili a cristalli, questo ha ispirato le applicazioni traslucide simili a cristalli stampate in 3D combinate con elementi leggeri che cambiano colore tagliati al laser che innovano le tecniche di alta moda’.

L’abito era dotato di sensori elasticizzati potenziati con grafene che catturavano il modello di respirazione di chi lo indossava. In sintesi i dati venivano archiviati in un database in tempo reale e un potente microprocessore ne analizzava i dati e, a seconda della profondità del respiro fatto da chi lo indossava, cambiava il colore della decorazione LED. Con un respiro leggero i LED passavano dall’arancione al verde, per un respiro profondo dal viola al turchese. E poi nel 2020, La Hug Shirt®, una maglietta che ti permette di inviare abbracci a distanza! Incorporati nella Hug Shirt® sono presenti attuatori che ricreano la sensazione del tatto e l’emozione di un abbraccio alla Hug Shirt® di una persona cara lontana, un progetto che aveva origini lontane, l’idea nasce nel 2002 per poi approdare nel 2020, una t-shirt realizzata proprio durante il Covid, quasi per abbattere le distanze fisiche a cui eravamo costretti dalla pandemia.

E, ultima, sempre nel 2020, la SoundShirt™ crea un’esperienza viscerale della musica, dandole vita in un modo davvero differente!

Si tratta di una maglietta che consente al pubblico, sia quello non udente che udente, di sperimentare la musica e la realtà virtuale arricchita da sensazioni tattili in tempo reale. Durante un’esibizione dal vivo o virtuale, chi la indossa sperimenta fisicamente ogni passaggio musicale, diversi strumenti corrispondono a diverse posizioni sulla maglietta. Consente a coloro che hanno problemi di udito, non udenti o con problemi di udito, di esplorare profondamente il mondo della musica utilizzando i propri sensi tattili, trasformando qualsiasi audio in un’esperienza multisensoriale.

Stiamo tutti assistendo ad un ulteriore trasformazione della moda, che diventa appunto, come accennato prima, sempre più performativa, sempre più capace di farci vivere il nostro tempo.

Unire la scienza alla nostra estetica, alla nostra volontà di costruire il futuro, partendo dalle nostre tradizioni, la vera scommessa da cogliere per noi, e i nostri giovani.

I nostri territori hanno una Storia antichissima, e mi fermo qui, per questo primo incontro, giusto il tempo di suggerire una curiosità su dove stiamo andando, e su come oggi tutto possa essere estetica unita alla comunicazione, arte ma anche scienza, e di come la nostra tradizione debba nutrirsi, per rimanere viva, di nuovi stimoli e possibilità, unendo in uno stesso codice la nostra Storia con il nostro presente…

[1]  CuteCircuit è un’azienda di moda con sede a Londra fondata nel 2004 da Ryan Genz e Francesca Rosella

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto