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LA PICCIRELLA (GLOBAL SUMUD FLOTILLA):”GOVERNO SCORRETTO. PIANO DI PACE? UN INCUBO”

A poche centinaia di miglia dall’ingresso nella zona definita ad “alto rischio” dalla Marina israeliana, Tony La Piccirella, tra i volti simbolo della Global Sumud Flotilla, è intervenuto in collegamento in diretta su Newzgen, la trasmissione in streaming prodotta da Alanews e condotta da Andrea Eusebio e Alessandra D’Ippolito, in onda ogni giorno alle 14.30 su YouTube e Twitch.

La Piccirella ha raccontato la tensione e la determinazione a bordo: “Siamo a 200 miglia da Gaza. Mi ha chiamato il ministro Crosetto, il quale mi ha avvertito che in giornata la Marina italiana ci lascerà; da altre fonti, poi, ho saputo che poco prima di lasciarci lanceranno un’allerta invitandoci al dietrofront. Trovo questo molto scorretto in tipico stile Tajani, Mattarella e Farnesina. Dopo un mese di navigazione non torniamo indietro: non lo abbiamo mai considerato”.

La Piccirella ha già avuto a che fare con la Marina israeliana pochi mesi fa, mentre un precedente parecchio citato dai media in questo momento è quanto accadde nel 2010 alla Freedom Flotilla: “Rispetto alla Mavi Marmara di quindici anni fa, la situazione è diversa: allora avevamo meno dati e meno visibilità. Oggi, con un genocidio in corso visibile a chiunque grazie ai social, qualunque azione del governo israeliano sarebbe politicamente molto più pericolosa per loro. Il rischio c’è, ma chi è salito a bordo sa che vale la pena”.

Sul piano politico e umanitario, l’attivista ha criticato il piano di pace presentato da Trump e Netanyahu nella giornata di ieri: “Quella non è una proposta di pace, è una proposta di resa: si baratta l’accesso a cibo, acqua e cure – che sono diritti inalienabili – con la promessa di un dominio permanente di Israele, mediato dagli Stati Uniti e con Tony Blair in mezzo… un incubo. Questa missione esiste dal 2008, da quando esiste il blocco navale, e continuerà a esserci finché sarà necessario”.

A chi gli chiede come si gestisca la paura a bordo di una missione così pericolosa, La Piccirella ha risposto: “Non leggo paura attorno a me. La paura più grande la sentivo prima, quando ero costretto a non fare nulla davanti a un genocidio tollerato dai nostri governi. Qui sentiamo di andare nella direzione giusta”.

Il rappresentante della Flotilla ha respinto con fermezza le accuse di legami con Hamas“Con la scusa di Hamas hanno sterminato 60.000 persone. Non abbiamo alcun legame. Il problema è che Israele possiede il linguaggio e la narrativa: hanno trapanato per due anni l’opinione pubblica con quella storia, e ora chiunque osi opporsi deve prima difendersi da quell’accusa”. La Piccirella ha anche riflettuto sul valore simbolico e collettivo della missione:“Molti di noi non erano nemmeno abituati al mare: ci siamo adattati grazie al sostegno popolare. Ma quello che accade in mare è solo la punta dell’iceberg: la vera forza sta nelle mobilitazioni, negli scioperi, nei blocchi della logistica. Lì si incide davvero”.
Infine, sullo spirito con cui gli attivisti affrontano le prossime ore: “Le persone qui sono attaccate alla vita, al suo senso pieno, alla condivisione e alla comunità. Questo ci dà forza e anche il sorriso, nonostante tutto. È liberatorio: è un atto di rottura verso un sistema che ci ha abituati alla rassegnazione”.

RIVEDI L’INTERVISTA A TONY LA PICCIRELLA

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