Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

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3 ottobre 2023, data storica per il nuovo Contratto di Servizio RAI 2023-2028. È il giorno in cui viene dato il via libera della Commissione di Vigilanza Rai al parere sul contratto di servizio, e che per la prima volta fa riferimento alla tutela della minoranza linguistica arbëreshë in Calabria.
Ci sembra qui fondamentale rileggere qui insieme a voi i passaggi che il nuovo Contratto di Servizio dedica ad uno dei temi di maggiore confronto di questi anni, e cioè quello delle Minoranze Linguistiche, su cui in Parlamento il senatore Maurizio Gasparri ha firmato decine e decine di interventi, di mozioni, di interpellanze e di documenti scritti, soprattutto per quanto riguarda la “Calabria e la diffusione della lingua arbëreshë sui canali RAI”.
Non a caso oggi il Vice Presidente del Senato parla di una vittoria politica fondamentale per gli arbëreshë di Calabria, e per tutto quello che la diffusione della cultura arbërsehë/albanese comporta per la storia e le tradizioni di questo popolo.
Per Maurizio Gasparri sono stati anni e anni di battaglie personali e spesso anche solitarie, e che oggi finalmente vedono inserita nel Contratto di Servizio che è stato appena trasmesso al Ministero delle Imprese il termine “Calabria”. Ma questo Gasparri lo aveva già anticipato qualche mese fa in Senato, partecipando ad un convegno sugli Arbereshe, che l’ex direttore delle Sede RAI della Calabria ing. Demetrio Crucitti, oggi Consigliere Nazionale della FIGEC, aveva fortemente voluto proprio per riaprire nella massima sede istituzionale del Paese il dibattito sulla lingua degli
Italo-albanesi e in particolare sulla tutela della lingua arbëreshë in tutte le sedi possibili e immaginabili.
Addirittura, in Calabria da anni si parla dell’”emendamento Gasparri” sulle minoranze linguistiche calabresi, perché la prima volta che il senatore di Forza Italia ne parlò ufficialmente in pubblico fu al Teatro Rendano di Cosenza,20 anni fa, per la festa in onore dei 50 Anni di RAI Calabria, e già in quella occasione Gasparri teorizzava che “la RAI regionale dovesse occuparsi a fondo della tradizione e della cultura arberesh come già accadeva in altre regioni d’Italia per altre minoranze linguistiche”.
Un’utopia forse, ma che oggi prende corpo materiale in questo nuovo Contratto di Servizio.
La “ Calabria” per la prima volta compare dunque nel contratto di Servizio. E questo significherà per la Sede calabrese della RAI una vera rivoluzione culturale, oltre che strutturale, perché ci si dovrà attrezzare a mandare in onda una programmazione arberesh di sana pianta, con programmi, serie, documentari, docfilm, fiction, riprese televisive anche in diretta e quindi anche servizi, inchieste, dossier, tg, approfondimenti e speciali che potrebbero significare per la Calabria nuove risorse, nuovi investimenti, nuovi progetti di integrazione culturale, , e grazie alle nuove tecnologie, T2, satellite e web-tv diffondere e ricevere dalle altre Sedi Regionali dove insistono le comunità Arbereshe e ridiffonderle in un canale comune dedicato a tutta la comunità Arbëreshë, insomma nuovi posti di lavoro per il mondo della comunicazione e della produzione televisiva in tutte le regioni; e la Sede regionale RAI della Calabria diventa Centro di Produzione Decentrato e regia finale per tutto il mondo dell’Arbereria, come da sempre declinato dal Sen. Gasparri.
Che dire di più? Le premesse per una nuova stagione tutta da vivere a RAI Calabria ci sono tutte. Il futuro è già alle porte e vedremo cosa ne verrà fuori. Credo però che su questo la battaglia del sen. Maurizio Gasparri sia stata determinante per il successo finale. E forse anche merito della “cocciutaggine” con cui ha inseguito questo “suo sogno” il vecchio direttore di Sede Demetrio Crucitti.
