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La Sede  Regionale RAI  della Calabria, salvata  dall’assenza  di un “umarello”

Spieghiamo  subito,   sono definiti “umarelli”  i pensionati, di solito,   di genere  maschile che  passano  diverse  ore  del loro  tempo  davanti ai cantieri  edili  della città e talvolta danno anche  dei consigli agli operai. L’assenza  di fronte al cartello di divieto di sosta  ai malpensanti ha  destato  qualche preoccupazione  in quanto ancora
manca all’appello  la presenza  di un umarello  impegnato  dal suo UGS, Ultimo Giorno di Servizio  a fare  del bene alla Sua  beniamata Calabria. Questa  che vi racconto  è una storia vera grazie a delle  persone  che mi hanno  seguito per diversi anni  nella  “ mia follia “ di voler a tutti i costi salvare  una importante  infrastruttura  che rappresenta il cuore pulsante di tre pilastri  di qualità che sempre  ha contraddistinto la RAI Radiotelevisione Italiana, che sono:  l’Educazione, l’Informazione e l’Intrattenimento.  E grazie  alla  Legge  di Riforma  della RAI la numero  103 del 1975 che ha introdotto le sedi regionali   e La Legge  Gasparri, riconosciuta questa legge  a corrente  alternata, ma nel caso che spieghero’  viva l’Onestà intellettuale . La mia preoccupazione è iniziata nel 2014  quando  a distanza di  pochi mesi  l’uno dall’altro  il  Commissario  alla Spending Review  del Governo Renzi il Prof. Cottarelli  annuncia  che saranno  vendute le Sedi Regionali della RAI, e di li’ a poco  il Ministro  per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta  in una audizione in Commissione  per le questioni regionali annunzia  che saranno garantite le Sedi Regionali  che gestiscono le Minoranze Linguistiche e che manterranno  l’autonomia finanziaria e “che fungano  da Centro di Produzione  Decentrato” Ohibo’, e la cosa piu’ bella e che la Provincia Autonoma di Bolzano si farà carico dei costi  pagati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri allora (2014) erano circa 15.000.000,00 euro  (Quindici milioni/00 di euro) (per precisione occorre vedere il Decreto  del Presidente  del Consiglio dei Ministri dell’epoca sarebbero stati coperti  dalla Provincia di Bolzano, su cui non ho nulla  da recriminare  perché per analogia con i LEP  questa  sarà garantito  anche in Calabria con il Bilinguismo Italiano –Arbëreshe  ovvero parte del Canone, secondo quanto dichiarava la Lanzetta, è quello che si prevede  con a L’Autonomia differenziata oggi per tutte e Regioni a Statuto Ordinario, sarà poi vero? Si vedrà.

e poi la Legge  220 del 2015 del Governo Renzi sulla RAI e ha non poco  stravolto la Legge Gasparri. Ohibo’ Legge Gasparri. Ma chi la citata  positivamente è  proprio l’associazione Art. 21  in un articolo del  marzo 2014, di  cui riporto  un estratto,

l’articolo completo lo trovate  alla  fine del  testo dell’articolo , dell’Associazione Art.21.

Già Catricalà aveva più volte tentato di interpretare a modo suo la legge Gasparri, annunciando, contra legem, la “scadenza” e la messa a gara della Concessione di servizio pubblico per spalancare le porte alla privatizzazione della Rai. Ora ci riprova Cottarelli (nella foto), proclamando, sempre contra legem, la vendita delle sedi regionali della Rai. La legge Gasparri (art. 17, lett. p) e il Testo Unico media audiovisivi (art.45, lett. p), in continuità, specificazione ed aggiornamento della l. n. 103/75 che istituiva il decentramento tecnico e produttivo e il potenziamento delle sedi periferiche, prevedono testualmente che la Rai deve dotarsi di sedi in “ciascuna regione” disponendo per fonte primaria l’articolazione locale della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

La legislazione speciale sulla Rai non si ferma alla mera enunciazione del principio (realizzare sedi in ciascuna regione) ma a corollario contempla una serie di norme per l’autonomia finanziaria e contabile delle sedi e destina una quota del canone alle sedi di articolazione territoriale.
All’art. 47, comma 3, ultima disposizione, il Testo unico prevede che “la ripartizione del gettito del canone dovrà essere operata con riferimento anche all’articolazione territoriale delle reti nazionali per assicurarne l’autonomia economica”.
L’Art. 45, comma 4, prevede che le sedi regionali e provinciali (delle provincie autonome) operino in regime di autonomia finanziaria e contabile.
L’Art. 45 lett. r) prescrive il potenziamento dei Centri di produzione decentrati per le esigenze di promozione delle culture locali. Di fronte a questo inequivocabile quadro legislativo, arriva Cottarelli e cancella tutto!
Contestualmente, in Commissione parlamentare di vigilanza dove si discute degli emendamenti al Contratto di servizio, il Senatore Rossi – quello che voleva revocare il canone alla Rai per destinarlo alle Tv private – propone, più furbescamente, ma pur sempre in violazione della norma di legge, di accorpare le sedi regionali.
Al commissario Cottarelli, che vuole sostituirsi al legislatore e al Parlamento, vorremmo intanto ricordare che i conti RAI non fanno parte del bilancio  consolidato dello Stato (nel senso che eventuali risparmi non potrebbero comunque essere drenati dal Ministero dell’economia in quanto azionista, essendo le risorse del servizio pubblico dedicate (non a caso l’imposta radiotelevisiva è di scopo) e vorremmo suggerirgli di occuparsi piuttosto dei criteri di trasparenza delle nomine dei manager pubblici, dei giri di poltrone senza concorso pubblico, degli avvicendamenti in importanti cariche pubbliche il cui criterio di attribuzione non è noto… o anzi è notissimo.

Fonte:  https://www.articolo21.org/2014/03/cottarelli-vende-le-sedi-regionali-rai-contro-la-legge/

Ma desidero  precisare  in particolare  che l’’articolo  riporta  riferendo  l’art. 45 lettera r) che prescrive  il potenziamento  dei Centri di produzione decentrati per le  esigenze di promozione delle culture locali.

“Promozioni delle Culture  locali”: questo era il termine  utilizzato dal legislatore per  indicare  Minoranze Linguistiche  nel 1975  ( riferendosi solo  all’art. 6  della Costituzione, la Legge  482/99  non era stata neanche ancora pensata). E la Legge  Gasparri, che non è stata mensionata  da nessuno  in tempi  recente  serve  ancora per tutelare  la Sede Regionale della Calabria. A questo  punto  della  storia dell’Umarello, in molti  anche in Calabria mi avrebbero ben visto  appoggiato ad una rete di cantiere, e invece  no! Ho accettato di buon grado un invito del Consiglio Regionale e del Co.Re.Com  Calabria  e ho partecipato ad un convegno  sulla Tutela delle Minoranze Linguistiche  il 10 marzo 2022 e grazie  a fatto che chiesti  delle riprese  di qualità televisive oggi  posso fare  vedere  un estratto  del mio intervento  in cui  faccio riferimento  ad un importante personaggio  degli Arbereshe  ovvero il prof. Alfredo Frega ( https://drive.google.com/file/d/1TUbOrkDTh9VEmn0HrJ1jXl5d_6oIiNmx/view?usp=drivesdk )  che mi ha permesso  nel mio iter di  tutela  di reingegnerizzare i processi, compatibilmente con le Direzioni a cui ero  in dovere  di seguire  alfine  di avvicinarmi  sempre di più a meta, ovvero  far partire le trasmissioni  della  RAI a favore  delle Minoranze  Linguistiche presenti in Calabria  iniziando con la Lingua Arbëreshe, grazie alla Legge  103/1975.

E allora  invece  di essere impegnato a fare “ l’Umarello”, ho chiesto aiuto al Senatore Gasparri  all’epoca  Vice Presidente del Senato della Repubblica  e nella  Sala  Zuccari   del Senato  il 3 Luglio 2023  abbiamo organizzato una Giornata di Studi molto eloquente e in quella occasione il Vice presidente del Senato Maurizio Gasparri  chiese agli organizzatori  una stringata   relazione, che puntualmente  ha avuto per sostenere  la causa  delle trasmissioni della Rai  in lingua    Arbëreshe e di seguito  la prima pagina della locandina della Giornata  di Studi del 3 Luglio 2023  che alla luce  dei fatti  è stata ad altissimo rendimento per la Calabria che almeno per

il momento  la Sede Regionale RAI della Calabria è salva ma perché, questa presunzione   va diritta dritta  alla pancia della gente in quanto  con questo processo e la reingegnerizzazione  dei processi  non solo tecnologici ma anche di quelli organizzativi per esempio analizzare  le mancate  applicazioni delle Leggi si è arrivati nei giorni nostri ad avere le trasmissioni  in lingua Arbëreshe. Rientrando la Sede Regionale RAI della Calabria nella tutela  di una Minoranza Linguistica Storica , certo riconosciuta dopo tante peripezie dalla Legge  Nazionale 482/99 diviene  Centro di Produzione Decentrato (Legge 103/1975  e Legge Gasparri)  in quanto fino al 2017  la Sede Regionale della Calabria non era inserita  come Sede che gestiva  le  Minoranze Linguistiche  a sinistra la mappa di seguito riportata   mette in evidenza  un documento dell’AGCOM – è da precisare  che il Co.Re.Com  della Calabria che ha funzioni delegate importanti dall’AGOCM  è stato il primo ente laico  a riconoscere  in Italia  la lingua Arbëreshe     in un bando per la produzione di audiovisivi per Minoranze Linguistiche Storiche.  Mentre  a destra  della  figura  riporto la  cartina  dove la RAI interviene  per  rimodernare i propri ASSET, perché rispetta la Sede  Regionale RAI della Calabria  in quanto  non avendo  gestione di Minoranze Linguistiche sarebbe  potuta  rientrare  nell’”efficeintamento”, termine al quanto importante ma funesto, utilizzato  fino al 2021  relativamente alla  sede rai  di cosenza.  La RAI  accettando la scelta  della Sede Regionale RAI come capofila  per la Minoranza Linguistica  Storica ovvero per la Lingua Arbëreshe  ha onorato i desideri del prof. Alfredo Frega perché lui  è intervenuto nel 1981 in un importante  convegno tenutosi al Consiglio Regionale della Calabria , che grazie agli atti oggi  sono reperibili al Polo Culturale Mattia Preti del Consiglio Regionale, si tramandono i sogni in un convegno organizzato dall’Assessore alla Cultura e alla Informazione  dell’epoca la dott.ssa  Ermanna Carci Greco e la RAI  Radio Televisione Italiana visto  che dal passato ancora  possiamo imparare molto.

Per concludere,  dimenticavo che  occorre prestare la massima attenzione per il futuro in quanto va potenziato il rapporto  tra Rai  e gli enti territoriali  di tutti i livelli, nel rispetto delle linee  aziendali  della RAI, e delle Dignità sociali  di tutti i cittadini. Occorre  rispettare  i tre  principi  delle  trasmissioni della RAI ovvero  Educazione, Informazione e  Intrattenimento con un continuo dialogo con associazioni del territorio per  elaborare  le istanze anche di chi sta all’estero e per  fasce  di età, per esempio  pensavo ad un programma  per l’ Alfabetizzazione della Lingua Arbereshe, cartoni animati  per i bambini in lingua  arbëreshe,  programmi di intrattenimento per esempio teatrali e festival  certo da stabilire  attraverso il Comitato Previsto  dalla  Convenzione, Comitati di Ascolto e provvedere a delle provvidenze per acquistare  dei dispositivi  analogici per ricevere la radio in quanto molti anziani non hanno o non guidano la macchina, Abbattere il GeoBlocking anhe satellittare  per paesi  come l’Albania e la Romania ecc, ecc.di recente la convenzione Presidenza del Consiglio dei Ministri e la RAI  pubblicata in Gazzetta Ufficiale  n. 88  del 16 Aprile 2026 prevede l’interazione con la Regione Calabria che dovrebbe  farsi carico di sposare  anche  le comunità  delle altre  regioni d’Italia e solo cosi  che le trasmissioni in lingua diventano profittevoli, fin da Ottobre del 2026 è necessario  rivedere possibilmente il Palinsesto  per la crescita socioeconomica delle Minoranze Linguistiche  Storiche, ed  aprire un dibattito  per il coinvolgimento  delle Comunità Arbereshe presenti in altre regioni  dalla Sicilia al Piemonte, fermo restando il rispetto  della Legge  482/99 per  la scelta di una sede per Lingua Arbereshe, come ha già fatto  la Santa Sede  a partire dal 1919  che ha individuato delle Eparchie estese e non regionali è il cao  dell’Eparchia di Lungro (CS)  e il Governo sicuramente sarà maggiormente impegnato per trovare quanto prima accordi e protocolli  condivisi, per esempio similmente alla  Carta Europea e/o ratificando la stessa  per  individuare  altre  Sedi Regionali per coprire, e questo si che sarebbe  molto innovativo  nei confronti delle giovani generazioni, come richiesto dai Governanti degli Stati di Riferimento, in diverse  visite  specialmente in Calabria  perché non perdano la loro Lingua Madre   per esempio per gli  Albanesi  in Italia e dei Rumeni in Italia. Instaurando quel principio di reciprocità che fa bene ad emtrambi le nazioni interessate.   Se  qualcuno pensasse  a re-ingegnerizzare i processi  ( non quelli  dei tribunali) ma a snellire  nella piu’ complea  trasparenza le procedure utilizzate al sud che sono molto obdsolete  il Sud stesso  non avrebbe perso come una recente indagine di Eurispes  840 miliardi di euro in 16 anni. Il 2027   sarà l’anno della svolta, Consiglio Europeo a Presidenza Italiana secondo semestre 2027,  Elezioni Politiche, scadenza della Concessione decennale della RAI   e occorre prepararsi  in tempo senza  la sindrome  che colpisce naturalmente i bambini ( l’ho visto prima io, con un eccesso  di possesso!) è normale nei bambini ma  che diviene un po’ patologica a pensare  che gli adulti  ne siano colpiti. Tutti devono  contribuire  al Bene Comune, con Onestà Intellettuale e senza  che le ideologie  stravolgono la realtà,  perché ciò che conta  è il risultato per lo sviluppo delle  persone e dei territori. Da calabrese convinto  che ama la sua terra, dico ancora Grazie RAI, a partire  dal Suo Amministratore  Delagato dr. Giampaolo Rossi, per aver  consentito alla RAI  di sottoscrivere il Contratto di Servizio RAI-STATO per la lingua Arbëreshe  degli Italo Albanesi  d’Italia discendenti  delle Popolazioni  che hanno subito una Diaspora  per motivi religiosi presenti  in Italia da circa 500 anni  e che da circa 50 anni  le Comunità Arbereshe aspettavano e di aver  considerato la Sede RAI della Calabria ancora utile per lo sviluppo della Calabria e dei Calabresi.

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