“IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE”Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, scrive ai potenti della terra
“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

Da giornalistitalia.it
Nel 2023 Romeo Editore acquisisce il quotidiano l’Unità, che non veniva pubblicato da oltre sette anni, e ne affida la direzione a Piero Sansonetti che, contestualmente, lascia a Matteo Renzi la direzione de Il Riformista acquistato dallo stesso Romeo che, nel 2019, lo aveva fondato assieme ad Antonio Polito e Claudio Velardi.
Un gruppo, quello fondato da Alfredo Romeo nel 2019 «con l’intenzione di dare il proprio contributo all’opinione pubblica attraverso pubblicazioni editoriali con tre idee fondanti: quella riformista, quella libertaria e quella garantista».
Tre anni dopo l’acquisizione de l’Unità, arriva l’annuncio della sospensione delle pubblicazioni. La terza nella storia del quotidiano fondato il 12 febbraio 1924 da Antonio Gramsci che è stato organo ufficiale del Partito Comunista Italiano (1924-1991) e dei partiti che gli sono succeduti: Partito Democratico della Sinistra (1991-1998), Democratici di Sinistra (1998-2007), Partito Democratico (2007-2017). A comunicarlo è stata la stessa Romeo Editore ricordando che anni fa aveva, appunto, rilevato la storica testata sottraendola a un fallimento che, secondo l’editore, ne avrebbe segnato la fine definitiva.
La decisione arriva dopo il mancato esito della trattativa con il Partito Democratico per riportare il giornale nella disponibilità di quella che Romeo Editore definisce la sua “casa naturale”. Fin dall’acquisizione, spiega l’editore, l’obiettivo era duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale, e custodirne la storia, con la prospettiva di restituire la testata alla comunità politica e culturale che l’ha generata.
Negli ultimi mesi, su questa base, si era aperto un lungo confronto con il Pd. Romeo Editore riferisce di aver manifestato la disponibilità a cedere l’Unità a un prezzo puramente simbolico, sottolineando come l’operazione non fosse mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di preservare e poi restituire il giornale al suo contesto originario.
Il dialogo, secondo quanto ricostruisce l’editore, sembrava avviato verso una conclusione positiva. Il Partito Democratico ha, però, deciso di non dare seguito alla trattativa. Preso atto di questa decisione, venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno degli ultimi tre anni, e considerando le ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore annuncia di essere costretta a sospendere le pubblicazioni. L’editore ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno consentito la continuità di una testata che, sottolinea Romeo, “appartiene alla storia del Paese”.
Secondo indiscrezioni, però, la trattativa con il Pd non sarebbe conclusa. Il nodo, però, sarebbe rappresentato dalla richiesta del Gruppo Romeo di rimanere socio di minoranza. Ipotesi che, ha anticipato Roberto D’Agostino su Dagospia, viene esclusa dal Pd che vorrebbe, invece, il 100 percento delle quote in cambio di «più dei 900mila euro tirati fuori all’asta nel 2022».
Il direttore Piero Sansonetti, forte della sua lunga e navigata esperienza, sta alla finestra e non commenta, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein spera di riuscire a impossessarsi della testata in vista della prossima campagna elettorale considerato anche che la Repubblica fondata da Eugenio Scalfari è finita in mano all’editore greco Theodore Kyriakou. E visto come stanno le cose non è improbabile che un accordo si trovi.
