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LE SCELTE DELLA RAI RISPETTANO

LA COSTITUZIONE E I DETTAMI EUROPEI

Con riferimento alle recenti dismissioni di ASSET della RAI. Il Problema nasce da lontano. Il primo a rendere pubblica l’idea delle dismissioni delle Sedi Regionali della RAI (2014), all’epoca si paventava un taglio “lineare”, fu proprio il prof. Cottarelli nella veste di Commissario alla Spending Review del Governo Renzi, ma fece sollevare non pochi dubbi e a reagire prontamente fu l’Associazione art. 21 che denunciava le scelte Contra Leggem, riferendosi alla Legge n. 112/2004, meglio nota come Legge Gasparri. In un altro precedente articolo abbiamo apprezzato l’Onestà Intellettuale dell’Associazione Art. 21 che ha messo in evidenza come una Legge del Centro Destra favoriva la tutela delle Minoranze Linguistiche anzi potenziando le infrastrutture dedicate alla promozione delle culture locali (cosi venivano definite le Minoranze Linguistiche nella Legge di importantissima Riforma della RAI la Legge 103/1975 che attivò le Sedi Regionali e in tutte le Regioni comprese le Province Autonome) Inoltre la Legge Gasparri elevava le Sedi Regionali che gestivano le Minoranze Lingusitiche in Centro di Produzione Decentrato. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero ma non si possono piu’ sentire, in contesti istituzionali , affermazioni in cui gli altri non sono “abilitati alla tutela delle Minoranze Linguistiche” perché secondo l’art. 6 della Costituzione, questo articolo, e lo sappiamo tutti, nasce come reazione al periodo fascista, ma chi ha il dovere di applicare oggi la Costituzione e riesce anche a farlo meglio di chi continua a nascondersi dietro quelle affermazioni ormai fuori tempo e fuori luogo . Oggi occorerebbe ammettere, che i risultati dopo 50 anni ci sono e non prendersi meriti, ma riconoscere la verità. ( e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, vedi le trasmissioni radiofoniche e televisive per la Lingua Arbereshe in RAI, sancito prima dal Contratto di Servizio RAI-STATO 2023-2028 rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Febbario 2024 e di recente la

sottoscrizione della Convenzione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e RAI, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 Aprile 2026. Purtroppo ci chiediamo come mai il Consiglio d’Europa, secondo un rappoprto del 2024 non conosce ufficialmente che sono partite le trasmissioni in RAI per la Lingua Arbëreshe, nenache come mensione di quanto è avvenuto nel 2023 e a ridosso degli incontri con gli esperi del Consiglio d’Europa non è stato comunicato nulla ufficialmente in particolare dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano all’epoca del Febbraio 2024, dovremo aspettare purtoppo ancora almeno tre anni, prima che il Consiglio d’Europa sappia, quanto è accaduto e quanto stava accadendo, forse i rappresentati italiani erano poco informati?)

La mancata comunicazione nel rapporto al Consiglio d’Europa dovrebbe una volta per tutti far capire che dopo la Carta Costituzionale non si puo’ agire in questo modo perche oggi cone la comunicazione disponibile non si possono piu’ celare questi aspetti perche ad essere danneggiato è l’intero paese, non dovrebbero piu’ servire “patenti” per trattare certi argomenti, concesse da altri. La valenza socioeconomica dell’avvio delle trasmissioni radiofoniche e televisive in RAI è oggi UN PATRIMONIO DI TUTTI e non solo di chi è chiamato oggi ad intervenire in trasmissione ecc. Grazie all’impegno Comune è stata incaricata/ delegata la Sede Regionale RAI per la Calabria come capofila per la lingua Arbëreshe e questo non è una perdita anzi è un punto di partenza, infatti in una attenta analisi di revisone dei processi/ procedimenti talvolta obsoleti e con una migliore organizzazione e una diversa visione dell’azione e dei Diritti sanciti proprio dalla Costituzione si potrà certamente fare di più . La Giornata di Studi del 3 Luglio 2023 presso il Senato della Repubblica ha avuto doppia valenza “di arrivo” con una discussione aperta e di confronto, ma anche di partenza con il Sen. Maurizio Gasparri che pubblicamente ha preso l’impegno di seguire l’iter del Contratto di Servizio RAI-STATO in discussione. Nessuno esclude che ci sono state persone che grazie al proprio ruolo hanno portato avanti le istanze. Ma tutti i relatori che hanno preso parte alla Giornata di Studi hanno dato il loro importante contributo intervenendo durante la Giornata di Studi, e sono stati: Sen. Maurizio Gasparri, On.le Gianluca Gallo, S.E. Mons. Donato Oliverio, Prof. Diana Kastrati, avv. Tommaso Bellusci, Prof. Vincenzo Cucci, Prof. Fernanda Pugliese, il dott. Massimo Fedele, dott. Lorenzo del Boca, dott. Carlo Parisi, dott. Ernesto Madeo, Pier Franco Bruni. In un articolo successivo faremo riferimento all’importanza del Comitato di Tutela della Lingua Arbereshe in Italia e nel Mondo che ha operato con riunioni in video conferenza per la buona riuscita della Giornata di Studi.

Tutti hanno contribuito a gettare le basi e a sostenere la proposta delle trasmissioni radiofoniche e televisive grazie alla Legge 103/1975, in seguito daremo delle spiegazioni perché è importante riferirsi anche alla Legge 103/1975 e non solo alla Legge 482/99.

Pertanto vi proponiamo come primo intervento video quello del dott. Ernesto Madeo: https://drive.google.com/file/d/1va_6q9kDfUwihzxRPQKURZAnvjbLaHP7/view?usp=sharing

Tutti gli interventi saranno resi disponibili per una valutazione oggettiva di quanto è stato detto e fatto. Come momento di CIRCOLARITA’ DELLA CONOSCENZA, Come nel ciclo di Miglioramento Continuo o ciclo di Deming quello è stato un momento di proposta adesso è arrivato il momento delle verifiche e se necessari dei miglioramenti, per esempio palinsesti diversificati, corsi di alfabetizzazione ( non è mai troppo tardi per la lingua arbëreshe) condivisi con i rappresentanti degli steakolders di tutte le regioni dove insistono gli arbereshe. La legge lo prevede per le altre minoranze linguistiche e per rpincipio di uguaglianza dovrebbe essere previsto e attivato anche per la Comunità Arbëreshe.

Dobbaimo anche ricordare che la Giornata di Studi è stata magistralmente moderata da Pino Nano: giornalista di lungo corso ( già Caporedattore Centrale della RAI e oggi Direttore della importante rivista dell’Associazione RAI Senior ( Associazione forndata da alcuni Dirigenti RAI nel lontano 1953) che si chiama Nuova Armonia.

Prima di chiudere vogliamo per un attimo riprendere le motivazioni delle vendite degli immobili della RAI, e ce lo dice l’Art. 41 della Costituzione, ovvero: L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali. E anche l’Europa si è espressa favorevolmente su quanto riporta l’art. 41 della nostra Costituzione.

L’enunciato dell’art. 41 da parte di illustri giuristi viene associato all’art.3 della Costituziome sulla Dignità Sociale delle Persone e della rimozione degli ostacoli da aprte della Repubblica. Poi il nome della Sede RAI di Cosenza appariva nel piano di efficentamento delle Sedi, ci siamo sempre chiesti ma la Giornata di Studi del 3 Luglio 2023 ha contribuito a creare quelle condizioni favorevoli per fa partire le trasmissioni in lingua Arberëshe alla luce dei fatti sembra di si, ma occorre continuare a fare delle verifiche perché la strada ancora da percorrere per aumentare l’occupazione dei giovani la strada non è certamente in discesa, occorre solamente avere fiducia negli altri e non agire per omologazione o con pensiero unico, come ha fatto notare , nel suo intervento il Segretario Generale dott. Carlo Parisi della FIGEC Federazione Italiana Giornalismo, Editoria e Comunicazione.

Nella figura è riportata la mappa delle trasmissioni in corso nel 2017 su una Ricerca fatta dall’AGCOM, Le tramissioni per la Lingua Arbereshe sono iniziate il 20 settembre 2025. Mentre a destra della figura sono riportate le Sedi Regionali e i Centri di Produzione interessate alla dismissione, come si puo’ constatare la Sede Regionale della Calabria non viene considerata per effetto della Legge Renzi che ha ribadito quanto riportato dalla Legge Gasparri che il potenziamento delle Sedi Regionali divenendo Centro di Produzione Decentrato.

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