GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Il 23 APRILE – Una Giornata per la Lettura, la Conoscenza e il Rispetto della...

Da La Novità Online di Ilario Ammendolia
Caro Cardinale,
Nel maggio 2019 Lei ha riallacciato la corrente elettrica in un palazzo di Roma dove 400 persone, tra cui tanti bambini, erano costretti da giorni a vivere senza acqua corrente, senza frigo e cucine, senza luce, con bagni intasati.
La verità ufficiale aveva catalogato gli occupanti come fuorilegge e aveva ridotto il tutto ad un problema di ordine pubblico.
Lei, al di là dei giornali, dei rapporti di polizia, delle posizioni dei politici e degli atti della magistratura, ha visto la verità o, meglio ancora, la sofferenza degli “ultimi” e, con un gesto “rivoluzionario”, apparentemente illegale, ha fatto ciò che altri avrebbero dovuto fare.
Ha ribadito con i fatti che gli indifesi hanno sempre la protezione di “Dio”, che è più forte dei potenti del mondo.
Giorni fa, è stata staccata la “spina” al Santuario di Polsi e così il prossimo 2 settembre, interrompendo una tradizione secolare, la festa della Madonna della Montagna non si farà.
Ufficialmente per ragioni tecniche, concretamente perché il Santuario è cinto d’assedio da oltre un ventennio ed ora siamo all’assalto finale.
Mi creda, Eccellenza, la ndrangheta non c’entra proprio nulla: l’assalto vero è contro il popolo di Polsi.
E non ci sarà nessuno a riattaccare la spina e a squarciare le menzogne di regime che pesano come un macigno sulla vicenda del Santuario e sulla Calabria.
Sono certo, Signor Cardinale, che se Lei avesse avuto modo di guardare negli occhi i pellegrini che raggiungono Polsi si sarebbe accorto che hanno lo stesso sguardo implorante dei bisognosi del mondo:
• degli occupanti del palazzo di Roma,
• dei migranti per cui Ella tanto ha fatto,
• delle vittime di guerra che Lei ha sempre cercato di aiutare.
Molti arrivano scalzi e portano ex voto per chiedere grazia per gli ammalati, in una terra dove la sanità non c’è più; altri chiedono giustizia, dove giustizia non c’è quasi mai; altri ancora chiedono alla Vergine dell’Aspromonte la forza di sopportare la vita in una terra dove tutto è difficile e dove la menzogna diventa verità ufficiale.
Ed è questo popolo che si vuole sconfiggere, è questo popolo che si è voluto e si vuole regalare alla ndrangheta da parte di uno “Stato” che si presenta ancora con la visiera, con le manette, con politici che, molto spesso, sono scarti di regime.
In tutti questi anni Polsi ha incarnato il rifiuto all’omologazione.
I pellegrini adorano la Madonna così come la Chiesa ha insegnato loro di fare e non a caso la religione cattolica è stata un costante, a volte unico, punto di riferimento per questo nostro popolo.
Oggi la Chiesa, sovrastata da un potere vincente e volgare, chiude loro la porte in faccia: troppo ingombranti, troppo compromessi.
E così anche la Chiesa si adegua al pensiero imposto (ma non accettato) e porta a termine il disegno degli strateghi dell’antimafia di regalare i pellegrini di Polsi alla ndrangheta.
Lei avrebbe la possibilità e l’autorità di ristabilire la verità.
Io, che cattolico non sono, Le sarei immensamente grato.
Intanto il 2 settembre alle 18,30 sarò a San Luca, sul sagrato della Chiesa, dove il popolo di Polsi renderà onore alla Vergine della Montagna.
Altro non posso fare.
