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Mediterranea

 L’Isola bruna, un romanzo fuori dagli schemi

‘La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta’.

Fernando Pessoa

‘L’Isola bruna’ è un testo uscito da pochi giorni per Giannini editore, dopo una gestazione durata anni.

L’autore, Gioacchino de Candia, un profondo conoscitore della sua isola, Procida, ma anche dei tipi umani, e in particolare dello spirito dei procidani, suoi conterranei.

Ho fortemente sostenuto il suo lavoro, che finalmente ha visto la luce, con una prima presentazione a Procida, il 3 luglio scorso.

In un’intervista di pochi giorni fa afferma: ‘Il lavoro parte da un’ideazione lontana, antica. Dacché ricordi ho sempre avuto l’impulso di scrivere; ciò nonostante è stata l’applicazione alla lettura favorita dalla mia formazione umanistica che ha fatto sì realizzassi quanto potesse essere gratificante creare meccanismi letterari’ e continua: ‘Innanzi tutto tengo a precisare che Procida non è mai nominata. In merito ti confesso che ho cercato d’evitare qualsiasi critica che si potesse risolvere ad un “mero provincialismo di maniera”.

La verità è che tenevo a rendere la narrazione corale. In tale quadro mi ci sono dedicato mettendo in gioco valori universali quali: lo sviluppo e l’educazione dei sensi, la trasformazione dei luoghi e della gente, i sentimenti fondanti dell’essere umano colti nel loro percorso. In sostanza, nella mia narrazione, l’isola altro non è che un luogo dell’anima. Probabilmente la sua lettura verrà immaginata adatta ai “borghigiani” ma, credimi, ho lavorato per renderla gradevole anche ai forestieri’.

Ed è infatti opera gradevolissima, da leggere con calma, ma ancor più da rileggere, per scoprirne sfumature ad una prima lettura non colte, suggestioni e emozioni non elaborate se non nel tempo.

E il ‘senso’ del tempo è nel nostro Sud, diverso che altrove, capace ancora di avere una dimensione umana quasi ancestrale, legata ancora a ritmi naturali.

L’Isola bruna è l’Isola che parla, e che racconta. L’Autore, la voce narrante che, personalissima, riesce a coglierne suggestioni, colori, e ritmo attraverso il dipanarsi delle varie storie, riuscendo infine a costruire una sorta di metalinguaggio che attraverso i vari capitoli ci porta a ri-conoscere la vera ‘natura’ dei luoghi via via narrati.

Non più solo una raccolta di varie vicende umane, che vedono per protagonisti o comprimari isolani e forestieri, ma anche attraverso i quattro elementi che identificano i vari capitoli, un racconto unico che diventa ancestrale memoria e viatico per il futuro.

Le Storie, quasi tutte reali, con la licenza che si da alle narrazioni letterarie, di sfumare la precisione che, invece è necessaria nella cronaca. Ma la Storia, infatti, quella che riesce a cavalcare il Tempo, non è quasi mai ‘cronaca’, perché porta in sé narrazioni che abbandonando la sequenza meccanica dei fatti, ne costruiscono il racconto intimo, vero più che reale, essenziale.

Come nell’amore dove la noia del quotidiano è spesso sconfitta da quanto ‘rubato’ all’immaginario che ne ridisegna le dinamiche, donando ai significanti che lo adornano il dono della trasposizione sognante verso la sintesi del cuore.

E questo, romanzo non romanzo, è appunto racconto del ‘cuore’, mai sdolcinato, a tratti austero, a volte duro e spigoloso, contradditorio e per questo estremamente sincero, come appunto la natura stessa dell’isola.

Chi ama quest’Isola non può non riconoscerla in questa opera che è accattivante come un romanzo ma complessa come un saggio, una sorta di saggio introspettivo e profondo su ciò che è il Genius loci di questa particolarissima Terra in mezzo al mare, proprio figlia del Mediterraneo.

Romanzo, ricco di storie, capace di sovrascrivere la Storia di quest’Isola, raccontandone aspetti spesso segreti, inediti sconosciuti e in esso svelati, opera mirabile di una scrittura attenta e mai banale.

E come tutte le scritture interessanti ha un ritmo e un colore particolarissimi, che hanno bisogno di un attimo di tempo per farsi comprendere ed amare, ma che rivela sorprese e regali al lettore fino alla fine.

L’autore, uomo quasi schivo nel raccontarsi in quest’opera, nelle varie storie, che non sempre è protagonista, ma sempre presente in tutte, come narratore attento e preciso.

Ha scritto e pubblicato altre cose, poesie e racconti brevi, a volte sotto pseudonimo, ma questa sua opera è la prima ad essere pubblicata nella sua interezza, ed è anche la più complessa.

Ricco di personaggi noti, e sconosciuti che si affacciano sull’isola bruna, ne dipinge a pennellate intense, capaci di mostrarcene tutto il ‘carattere’, pezzi di Vita vera, vicende che diventano subito a noi care per la loro intensità e la loro caratteristica unica di svelarci aspetti capaci di rivelarci non solo la natura umana di quest’isola, ma anche aspetti di noi stessi, come spesso solo la buona letteratura riesce a fare, per la capacità propria dell’Arte dello scrivere.

A chi gli ha chiesto chi potrebbe essere il ‘lettore tipo’ della sua opera, ha risposto:’ Vedi, mio nonno materno era un eccellente vinificatore e quello paterno un bravo pescatore. Non si può negare esistano poi sacerdoti ispirati, panettieri intimisti e tavernieri saggi. Ma neanche che infieriscano il pettegolezzo, l’ittero dell’invidia, i politici poliformi e tutta un’umanità impegnata a spendere il proprio tempo fuori ad un bar. Insomma: ad ognuno il proprio talento!

La verità? È che credo di averne avuto a “raccontarli”. Con ciò non voglio essere ipocrita, questo lavoro aspira ad essere qualcosa che resti nel tempo, rinsaldi una memoria e che poi, col trascorrere degli anni, ne produca una radiazione di fondo’.

Potrebbe essere questo libro un compagno di viaggio ideale per chi si accinge a visitare l’isola, per chi vuole capirla, e ‘sentirla’, un compagno di viaggio per aprirci ai misteri della più misteriosa isola del Golfo di Napoli.

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