È MORTO MELO FRENI, VIVONO LE OPERE SUE
A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

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di Nadir Masuero
Il Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Archivio Mario Sironi, presenta il progetto per la valorizzazione dell’artista, seguendo l’idea del ministro Alessandro Giuli. È stata infatti ufficializzata l’iniziativa dedicata a Mario Sironi, che porterà alla nascita di un museo e di un archivio inediti interamente dedicati a uno dei protagonisti più influenti e complessi del secolo scorso. Questo nuovo polo espositivo non si limiterà a celebrare la carriera del pittore, ma si propone come un centro di ricerca dinamico, capace di svelare documenti, bozzetti e materiali mai esposti prima d’ora, offrendo una prospettiva totalmente rinnovata sulla sua monumentale produzione. L’apertura di questo spazio rappresenta un atto di restituzione storica necessario per comprendere appieno l’evoluzione culturale del nostro Paese.
Per carpire l’importanza di un archivio dedicato, occorre ricordare la straordinaria versatilità di Mario Sironi, nato a Sassari nel 1885 ma romano d’adozione. Formatosi inizialmente nell’alveo del Divisionismo e poi del Futurismo accanto a Balla e Boccioni, Sironi seppe distaccarsi dalle avanguardie per approdare a uno stile unico, caratterizzato da volumi plastici e tonalità brune. Fu il teorico e l’anima del movimento Novecento, fondato nel 1922, attraverso il quale promosse un ritorno all’ordine e alla classicità intesa come solidità costruttiva. La sua arte non fu solo pittura da cavalletto: Sironi fu architetto, scultore, illustratore e, soprattutto, massimo esponente della pittura murale. Egli credeva fermamente che l’arte dovesse avere una funzione civile e sociale, uscendo dalle gallerie private per abbracciare i grandi spazi pubblici, come dimostrano le sue imponenti decorazioni in molti palazzi istituzionali italiani.
Il nuovo museo porrà un’attenzione particolare su uno dei temi più iconici della sua produzione: i paesaggi urbani. In queste opere, l’artista ha saputo cristallizzare la solitudine della periferia industriale, tra ciminiere, camion e palazzoni cupi, evocando un senso di maestosità tragica. Come emerge dai dati biografici, la vita di Sironi fu segnata da profondi tormenti personali e politici, che si riflettono nella drammaticità delle sue pennellate. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la sua visione si fece ancora più frammentata e scarna, culminando in cicli pittorici di rara intensità emotiva. L’archivio inedito che accompagnerà il museo permetterà di esplorare questa evoluzione stilistica, attraverso lettere e disegni preparatori che testimoniano il laborioso processo creativo dietro ogni singola composizione, svelando l’uomo dietro l’artista pubblico.
Grazie al recupero di materiali finora rimasti segreti, studiosi e appassionati potranno finalmente accedere a una documentazione completa che ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso, dalle prime prove giovanili fino alle opere della maturità. Il progetto mira a creare un ponte tra il passato e le nuove generazioni, utilizzando le tecnologie digitali per rendere l’archivio consultabile e interattivo. In questo modo, la figura di Sironi viene sottratta alle polveri della storia per essere riconsegnata alla contemporaneità come un pilastro imprescindibile dell’identità culturale europea. In questo modo si presenta un’operazione culturale di ampio respiro che punta a ridare la giusta centralità a un maestro capace di interpretare, con i suoi volumi e le sue ombre, lo spirito rapido e contraddittorio del Novecento italiano.
