È MORTO MELO FRENI, VIVONO LE OPERE SUE
A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

Da Rhegium Julii
Non siamo solo un giorno segnato in rosso,
né un mazzo di mimose tra le mani.
Siamo passi antichi
che hanno imparato a camminare
anche scalzi.
Siamo voce che trema
e poi si rafforza,
siamo il “basta” sussurrato
che diventa tempesta.
Dentro di noi vive
la bambina che sognava senza misura,
la ragazza che ha stretto i denti,
la donna che ha capito
di non dover più chiedere spazio —
ma di essere spazio.
Abbiamo cucito ferite in silenzio,
raccolto pezzi,
ricostruito case dentro il petto
quando fuori crollava tutto.
Ci hanno chiamate fragili
perché sentiamo troppo.
Ma è forza, la nostra.
È coraggio restare sensibili
in un mondo che indurisce.
Siamo mani che creano,
menti che guidano,
cuori che non smettono di credere.
Siamo sorelle anche quando non ci conosciamo,
specchi l’una dell’altra,
radici intrecciate sotto la stessa terra.
L’8 marzo non è un fiore.
È memoria.
È strada fatta e ancora da fare.
È la promessa che ci diciamo piano:
non torneremo più piccole
per far stare comodo il mondo
Noi siamo luce che insiste.
E non chiede permesso.

