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Non sempre ciò che è possibile è anche opportuno

di Ing. Francesco Costantino

Il Consiglio Regionale della Calabria, in occasione della seduta d’insediamento di questa legislatura, ha lavorato fino a tarda notte per modificare lo Statuto Regionale al fine di poter incrementare il numero di componenti della Giunta, portandolo da 7 a 9, e prevedendo anche la possibilità di nomina di Sottosegretari.

Niente da eccepire sul piano formale perché si è trattato di recepire una norma nazionale che PERMETTE di nominare Giunte fino a 9 componenti per le Regioni da 1 fino a 2 milioni di abitanti e di nominare anche Sottosegretari.

Il tutto, a condizione di invarianza di spesa pubblica e rispettando l’autonomia statutaria regionale.

Vedremo come quest’ultima condizione potrà essere in concreto rispettata.

Sennonché nessuno tiene in conto che la regione Calabria è sottoposta da ben oltre un decennio a Piano di Rientro in quanto il deficit di Bilancio per le spese destinate alla sanità è superiore al 5% del finanziamento ordinario e delle entrate proprie destinate al capitolo sanità.

In questa condizione, circa i 2/3 del Bilancio complessivo della nostra Regione è sottratto ad ogni gestione e controllo da parte, rispettivamente, della Giunta e del Consiglio Regionale.

La programmazione e la gestione delle risorse viene affidata ad un Commissario nominato dal Governo, con il controllo affidato ai Ministeri competenti di Economia e Sanità, senza che debba renderne alcun conto alla Giunta e/o al Consiglio regionale.

Che nella circostanza della Calabria il Commissario ad Acta coincida con il Presidente della Giunta nulla cambia.

In pratica il Consiglio Regionale si appresta ad utilizzare LA POSSIBILITA’, E NON L’OBBLIGO, di aumentare il numero di assessori e di nominare anche sottosegretari per programmare e gestire circa 1/3 dell’intero Bilancio Regionale di cui gran parte rappresenta spesa vincolata.

NON E’ CHE POI CI SI POSSA LAMENTARE SE LA POLITICA HA PERSO CREDIBILITA’ E LA GENTE DISERTA LE URNE.

TEMO CHE FRA NON MOLTO A RECARSI ALLE URNE CI ANDRANNO SOLO I “CLIENTES”

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