“IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE”Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, scrive ai potenti della terra
“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

Da pagina Facebook Comune di Melito Porto Salvo
Abbiamo letto con vivo interesse e un pizzico di divertimento la colta lectio magistralis di giornalismo e sociologia che il direttore di Strettoweb ha voluto dedicarci oggi, tacciando la nostra comunità di “provincialismo”, “vittimismo” e persino di una “sindrome da accerchiamento” degna di un trattato di psicopatologia geopolitica.
Tutto questo per cosa? Per aver osato chiedere una semplice, banale e doverosa rettifica geografica su un sequestro avvenuto in un altro comune.
Anzitutto rendiamo edotto il direttore che gli abitanti di Melito di Porto Salvo si chiamano “melitesi” e non melitoti, termine, questo sì, che lascia trasparire disprezzo e denigrazione.
Arrampicandosi sugli specchi di una “innocente sintesi”, paragona poi Melito di Porto Salvo a Roma, evocando Fiumicino e Ciampino. Ringraziamo per l’ambizioso accostamento, ma la localizzazione e l’accuratezza dei fatti, che un tempo erano le fondamenta del giornalismo, non sono “questioni di pura lana caprina”.
Se un fatto cronaca avviene a Roghudi, San Lorenzo o Montebello Ionico, attribuirlo a Melito non è sintesi, bensì è un errore.
E correggerlo non è vittimismo, ma è rispetto per la verità storica e per i territori vicini, che hanno una loro dignità amministrativa e identitaria che nessuno, nemmeno la fretta del web, ha il diritto di ignorare “al millimetro”.
Precisando a chiare lettere che abbiamo una immensa stima per la stampa e per il ruolo fondamentale che svolge quotidianamente, tuttavia non possiamo non stigmatizzare un attacco gratuito alla nostra comunità quando questo avviene sulle testate di informazione. Ma la vera “caduta di stile”, tuttavia, non sta nell’errore geografico iniziale che può capitare a chiunque lavori con scadenze serrate, ma nel livore e nell’arroganza della replica odierna. Trasformare una legittima richiesta di precisione da parte di un’Amministrazione Comunale in un pretesto per denigrare un’intera comunità, definendola “pittoresca” e affetta da “indignazione a comando”, è un esercizio di superiorità intellettuale decisamente fuori bersaglio.
Caro Direttore, a Melito non gridiamo al complotto internazionale e non abbiamo armi da deporre. Sorridiamo già moltissimo, soprattutto di fronte a chi, pur di non ammettere una svista, preferisce teorizzare che la precisione geografica sia un optional e che la verità dipenda dalla sede della Compagnia dei Carabinieri.
Difendere l’esatta realtà dei fatti non significa sguainare la spada, significa semplicemente amare il proprio territorio e pretendere che la cronaca sia cronaca, e non una “pratica sintesi” a geometrie variabili.
Accettiamo volentieri i consigli sulla serenità intellettuale, e ricambiamo l’assist augurando alla redazione una più serena consultazione delle mappe catastali e con ciò consideriamo chiusa questa incresciosa e già troppo amplificata vicenda.
Senza acrimonia, ma con fermo orgoglio “melitese”.
Il Sindaco di Melito di Porto Salvo
