LA FONDAZIONE CORRADO ALVARO SALUTA IL NUOVO VESCOVO DI LOCRI-GERACE
Ecco il testo della lettera che Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro, ha inviato...

Ecco il testo della lettera che Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro, ha inviato...

I
L’energia rinnovabile in Italia si è manifestata ed imposta all’interno della logica bellica del sacrificio: protetta dallo scudo normativo ma incostituzionale dell’interesse nazionale prevalente ha preteso che sul suo altare si immolassero i territori, la loro vita economica e sociale con gli ecosistemi, la biodiversità, la storia, la spiritualità e la cultura. Non ha abbracciato, invece, la logica pacifista dell’armonia, dell’inserimento felice, calibrato sulle caratteristiche di ogni luogo, senza consumo di suolo e occupazione del mare, policentrico, finalizzato al raggiungimento di una produzione e di una gestione collettive e democratiche.
I nodi di questa impostazione prepotente e vandalica sono venuti al pettine: i territori cercano di non essere impiccati al capestro di una transizione insostenibile, contrastano la decarbonizzazione / truffa perché vogliono la decarbonizzazione vera, rispettosa delle matrici ambientali e delle attività ed esigenze di chi li abita. Ma nei territori, purtroppo, si sono incistati pure gli ascari, coloro che lavorano per favorire i profitti di gruppi finanziari internazionali, come fa la società a capitale risibile Parco eolico San Vito s.r.l., cavalier servente del fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan.
Il 2 agosto nella montagna sopra San Vito sullo Jonio un popolo in cammino, con una biblica marcia verso la dignità e la consapevolezza, esprimerà il bisogno di confronto con i decisori politici e la volontà di bloccare il progetto dei ricconi americani presentato dai loro vassalli, pronti a piazzare un impianto eolico industriale nel bel mezzo del percorso Coast to coast di Kalabria Trekking, che richiama ogni anno 30-40 mila visitatori e alimenta un indotto di attività connesse al turismo di qualità e ai prodotti locali. La gente delle Serre Occidentali, sospinta dagli organizzatori del “Kalabria Eco Fest” e guidata dai sindaci di Polia e Monterosso Calabro, Luca Alessandro e Antonio Lampasi, partirà dalla faggeta della Gigghiara per raggiungere Passo Napoli dove la popolazione della dorsale orientale e dell’altopiano convergerà muovendo dal Lago Acero con il sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari, il sindaco di Petrizzi Giulio Santopolo, quello di Chiaravalle Centrale Domenico Donato e altri amministratori in testa.
Una marcia per la fine della guerra coloniale, per la cessazione della rapina di risorse ed opportunità, per la possibilità di dedicarsi ad attività lavorative dignitose e liberamente scelte. Il movimento che si è organizzato e consolidato in questi anni ha un respiro come minimo nazionale, e la questione dell’impianto progettato a San Vito contro le attività economiche locali e contro l’ambiente è paradigmatica: riassume e rappresenta altri casi scellerati dello stesso tenore.
Perciò, per esempio, parteciperanno all’iniziativa, convinti della necessità dell’unione delle vertenze e della contestazione delle cause del fenomeno (un affare privato garantito da troppo generose sovvenzioni pubbliche), anche i contadini di Maierato, minacciati nelle loro coltivazioni di grano Rosìa da un progetto di mega impianto fotovoltaico, che hanno dato vita nei giorni scorsi a una partecipatissima assemblea pubblica; ci saranno alcuni componenti del Comitato spontaneo Costa Viola, che fronteggia un assurdo progetto per un impianto idroelettrico a pompaggio dell’acqua marina, candidatosi a massacrare Scilla, Favazzina, Melìa e tutto il loro celebrato comprensorio, e non mancheranno i vivaci Pacciamanti, presenti in numerose aree della Calabria, che praticano l’ecoagricoltura e stili di vita ecocompatibili. Tante realtà geografiche insieme alle Serre per far prevalere la giustizia e il buon senso, l’energia rinnovabile come cura del Pianeta e non più come cancro mascherato di verde.
