MIMMO MINUTO L’UOMO CHE NON VOLEVA DISTURBARE
Altri scrivano di lui con sapienza e dotta conoscenza, di come la Calabria abbia avuto...

Altri scrivano di lui con sapienza e dotta conoscenza, di come la Calabria abbia avuto...

C’è un dato che colpisce: mentre l’Italia intera nel suo complesso vota No al referendum sulla giustizia, due piccoli Comuni dell’Aspromonte Calabresi Platì e San Luca, scelgono di votare Sì con percentuali altissime che vanno dall’80% all’89%.
Molte testate, locali e nazionali, hanno subito gridato allo scandalo, presentado questo risultato come l’ennesimo “caso strano” proveniente da territori considerati da sempre “difficili”.
Eppure, questa lettura per cosi dire semplicistica non solo è ingiusta: è anche sbagliata. Ridurre il tutto a semplici etichettature e stereotipi impedisce di cogliere il profondo “Status Identitario” di queste due comunità che hanno scelto di esprimersi e di raccontarsi attraverso il Referendum.
Ignorare volutamente o peggio ancora cercare di denigrare questi risultati territoriali attraverso squallide etichettature del tipo: Referendum: “il Sì trionfa nei Comuni a più alto tasso di ‘ndrangheta” – del Fatto Quotidiano -, significa solo una cosa, non voler considerare la complessità storico-culturale, le ferite e la dignità di questi territori che da decenni gridano: “ Noi Siamo qui, e vogliamo essere ascoltati” .
Per molti osservatori esterni il Sì potrebbe apparire come un voto semplicemente “contrario” alle aspettative, senza considerare, invece, che questo risultato è da intendersi semplicemente come un voto che richiama e afferma con forza: “ Abbiamo bisogno di istituzioni più presenti. Noi non siamo invisibili.”
Firmato
Il Consigliere Comunale di Platì Dott. Nicola foti
