“IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE”Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, scrive ai potenti della terra
“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

“Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta....

di Elisa D’Ascola
Ti cerco
nel punto esatto
in cui la luce si spezza
e il giorno
consegna alla sera
le sue ultime domande.
Sei rimasto lì,
tra una sillaba e l’altra del cielo
nel respiro che precede l’alba,
nell’esile istante
in cui l’anima si affaccia
sull’ eternità
e riconosce il proprio volto.
Avevi negli occhi
la primavera di chi ancora crede
che il cielo sia una promessa
e non una distanza.
Avevi mani
capaci di raccogliere il vento
come fosse pane,
e il cuore pieno
di piccole eternità
che nessuno avrebbe dovuto spegnere.
Poi arrivò il rumore.
La violenza
che divorò il nome,
che confuse il grano con la cenere,
che lasciò sulle pietre
l’impronta invisibile
di ciò che non può morire.
E il silenzio,
quello che segue il fragore,
venne a raccogliere
i tuoi frammenti di luce
come petali dopo la tempesta.
Ma tu
non sei rimasto
nelle macerie,
Fakir.
Le macerie custodiscono
soltanto
ciò che appartiene alla terra.
Tu
sei passato oltre
come una preghiera attraversa
la bocca di chi soffre
come una stella continua a brillare
anche quando il suo corpo
è già lontano nel tempo.
Ora sei polvere di luce
sulle finestre del mattino,
sei il silenzio che fiorisce
quando tutti
hanno smesso di ascoltare.
Sei il seme nascosto
sotto la pelle oscura della notte,
la radice ostinata
che prepara senza rumore
il ritorno della primavera.
Sei il canto nascosto
dentro la gola del mondo,
la parola che il dolore
non è riuscito a cancellare.
Ogni alba porta con sé
un frammento del tuo respiro.
Perché non esiste abisso
abbastanza profondo
da inghiottire
un’anima che ha conosciuto la luce.
Nessuno
potrà cancellarti.
Vi sono vite
che non finiscono con l’ultimo battito,
diventano
vento
tra gli ulivi,
pioggia
sulle mani,
eco
nelle stanze vuote.
E ogni volta
che qualcuno sceglierà la cura
invece della ferita,
la luce invece del buio,
la misericordia invece dell’odio,
tu tornerai.
Non come un’ombra,
non come un ricordo.
Come tornano i fiori
all’indomani di un invernotroppo rigido
con la fragile forza
di chi ha conosciuto la morte
e ha scelto comunque
di generare vita.
Perché l’anima,
quando è stata amata davvero,
non scompare.
Cambia soltanto cielo.
