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SPIGOLATURA D’INVERNO: Servizi Sociali e Intelligenza Artificiale, Santa Sofia di Epiro (simulazione, capofila – IA?)

Onore al Maestro Franco Azzinari, arbëreshe, meglio conosciuto nel mondo come pittore del vento, che ci ha dato la possibilità della bella immagine di un prato al vento e di una donna, quest’ultima figura è al centro della Comunità Arbëreshe e non solo, vediamo il grande successo che stanno avendo le donne nella Governance materiale e immateriale del Bene Comune nella società, e ovviamente ci riferiamo al sud. Che nel raccolto “fatto da lontano” spesso la vedono ancora dietro i fornelli di casa ad accudire la prole…. Niente di più sbagliato. E poi in questo momento magico abbiamo un Premier donna Giorgia Meloni che sta portando l’Italia in una posizione di prestigio in tutti gli scenari mondiali.

La Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni

Prima cerchiamo di dare un contesto alla spigolatura. Nel significato della lingua italiana la spigolatura è l’atto di “andare a cercare” e raccogliere piccole cose lasciate indietro, sia nel senso letterale del grano, sia in quello figurato di informazioni e dettagli. Vogliamo lavorare in quel senso figurato degli aspetti non presi in considerazione, che sembrano secondari, a cui molto spesso nessuno ci pensa, ma dopo ci si appropria senza pudore e senza Onestà Intellettuale. Ma prima di addentrarci tra le Comunità che hanno molto sofferto tra queste troviamo la Comunità Arbëreshë di tutta Italia (La Comunità Arbëreshë si trova (in piena sintonia con una Diaspora (diversa da immigrazione!) Internazionale e Nazionale, come in Piemonte!)  in 8 Regioni: Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia, Puglia e Piemonte) e non solo della Calabria. Questa Comunità tutta che Pasolini definisce “Fenomeno Antropologico” è sopravvissuta in tutti i territori in cui è presente  perché ha  avuto dalla Madre Terra grande ristoro, come pure dalla Lingua Madre, Tutelata per secoli  dalla Chiesa Cattolica di Rito Greco – Bizantino, questa religiosità è  riconosciuta dal Vaticano a partire dal 1919 con l’  Eparchia di Lungro degli Italo Albanesi d’Italia per tutta l’Italia continentale ,  poi a seguire l’Eparchia di Piana degli Albanesi  riconosciuta dal Vaticano nel 1939.  Non esistono in Italia ancora Istituti di Formazione, di Cultura che usano il termine “Lingua Arbëreshe” come elemento distintivo, non esclusivo di nessuna lingua.  Occorre dare merito al Governo della Repubblica di Albania (Premier Edi Rama) se nel 2020 ha costituito in seno (oggi!) al Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri il Dipartimento “Centro Studi e Pubblicazioni Arbëreshë” in lingua albanese: QSPA (QENDRA E STUDIMEVE DHE PUBLIKIMEVE PËR ARBËRESHËT), il cui Direttore è la prof. Diana Kastrati.

da sin. Il dott.  Alessandro Tocci Sindaco di Civita (CS) la Direttrice del QSPA la prof. Diana Kastrati e l’On. Damiano Guagliadi già Assessore Regionale al Turismo e alle Minoranze Linguistiche.  

  riportiamo un articolo dell’epoca in cui Damiano Guagliardi (già Assessore Regionale alle Minoranze Linguistiche) sosteneva e presentava il Centro.  https://www.deliapress.it/1-cronaca/perche-sostenere-il-qspa-qendra-e-studimeve-dhe-publikimeve-per-arbereshet/ . Questa, appena detta, potrebbe essere la prima spigolatura, perché nella stampa e le radiotelevisioni in generale non parlano mai di questo importante Dipartimento che difende gli Arbëreshë e la loro Lingua sia in Italia (esempio importante il protocollo d’intesa con la Regione Puglia, per l’istruzione) e nel mondo, con importanti Congressi internazionali l’ultimo dei quali svoltosi a Tirana il 30 Ottobre 2025 per festeggiare i primi cinque anni di successi.

Perché il coinvolgimento dei servizi sociali? Abbiamo preso come riferimento la foto n. 1 tratta da un importante audiovisivo dedicato all’utilizzo della Lingua Madre nell’ambito socio -sanitario nel mondo audiovisivo realizzato dall’Istituto di Cultura per la Lingua Ladina della Val di Fassa (TN) in cui si vede una signora calabrese che lavora in un Hospice della Provincia di Trento e i lavoratori sanitari hanno frequentato corsi di lingua ladina per far sentire a casa propria i degenti di quella struttura.  

Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Provincia di Trento, e l’Istituto di Cultura della Val di Fassa (TN), 2024.

La lingua originale usata nel frame dell’audiovisivo che riportiamo nella immagine   è la lingua Ladina, ma i sottotitoli sono in inglese perché l’audiovisivo è stato distribuito in tutti i continenti della terra, e prodotto per la Giornata Mondiale della Lingua Madre.

Ma ora torniamo ai nostri giorni la Regione Calabria ha diffuso un importante Comunicato Stampa a cura dell’Ufficio Stampa della Regione a supporto della Comunicazione Istituzionale dell’Assessore On. Pasqualina Straface che ha le   competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale.

On. Pasqualina Straface, Assessore competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Che per dovere di cronaca riportiamo, di seguito: viene annunciato che giovedì 22 gennaio ci sarà il primo degli incontri con i Comuni d’Ambito che sono convocati, a causa del maltempo riunione posticipata a giovedì 22 gennaio per le ore 10,30, il primo dei cicli d’incontri, presieduti dall’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che si svolgeranno alla Cittadella regionale e coinvolgeranno, secondo un calendario articolato, tutti gli Ambiti territoriali sociali della Calabria. Nella sala verde sono convocati gli Ambiti territoriali sociali della provincia di Cosenza, con i Comuni capofila di Cosenza, Acri, Amantea, Cariati, Castrovillari, Corigliano-Rossano, Montalto Uffugo, Paola, Praia a Mare, Rende, Rogliano, San Marco Argentano, Trebisacce e San Giovanni in Fiore. Alle ore 15.00, poi, sempre nella Sala Verde, l’incontro è dedicato agli ATS della provincia di Reggio Calabria, con i Comuni capofila di Reggio Calabria, Caulonia, Locri, Melito Porto Salvo, Polistena, Rosarno, Taurianova e Villa San Giovanni. Rimane confermato l’appuntamento di venerdì 23 gennaio, previsto alle ore 10.30 nella sala oro. Sarà la volta dei Comuni d’Ambito delle province di Crotone e Vibo Valentia (Crotone, Vibo Valentia, Cirò Marina, Mesoraca, Serra San Bruno e Spilinga) mentre alle 14.30, nella Sala Verde, si chiuderà con quelli della provincia della città capoluogo (Catanzaro, Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli). In questo quadro, l’assessore Straface, ha chiesto espressamente ai Comuni capofila degli Ambiti territoriali sociali di estendere l’invito alla partecipazione agli incontri a tutti i Comuni afferenti ai rispettivi Ambiti, al fine di garantire un coinvolgimento pieno e rappresentativo dell’intero sistema territoriale.  Il percorso di confronto è finalizzato all’analisi della situazione attuale del sistema regionale dei servizi sociali, con particolare riferimento alla gestione associata degli interventi, alla qualità della programmazione, al monitoraggio delle azioni e alla rendicontazione delle risorse destinate alle politiche sociali.

Ma di cosa parleranno? In base a quanto riportato sul sito web della Regione Calabria gli argomenti sono notevoli e vasti e certamente sono interessati anche i piccoli comuni delle aree interne in particolare delle Comunità appartenenti alle Minoranze Linguistiche Storiche.

In figura si riportano le materie in generale e sicuramente non sono piccole questioni, perché vanno ad impattare sulle persone anche quelle che vengono tutelare dall’art. 3 della Carta Costituzionale, …… ovvero la Repubblica rimuove gli ostacoli per dare Dignità Sociale anche agli aspetti socioeconomici.

Il link della Regione Calabria per consultare la pagina è: https://sisrc.regione.calabria.it/sac/documenti

Sicuramente il sistema delle informazioni, dei documenti, dei moduli ecc. ecc. è molto complesso e per quanto sia fatto bene un data base (Banca Dati) e le sue query (le interrogazioni) le interfacce uomo-macchina sono perfette, ma   alle prime richieste di soluzioni un po’ particolari il sistema rischia di andare in tilt. Oggi  come tutti  noi sappiamo  sono gli oggetti la parte  preziosa  di un sistema, ovvero quelli  che in gergo si chiamano  “dati” o meglio BIGDATI  (informazioni, anagrafe, documenti, moduli, rappresentazioni  grafiche, elementi economici, rendiconti, programmazione, progettazione  sociale, ecc. ecc. ) poi ci sono i soggetti veri e propri, un po’ come nel catasto gli oggetti sono i terreni e i fabbricati, mentre i soggetti sono i proprietari, e tutti noi sappiamo le relazioni  che legano gli uni agli altri. Nella  società che stiamo vivendo  sempre più fluida  e pigra perché spesso  si agisce senza pianificazione e tanto meno programmazione un po’ come quelli che assaltano la diligenza che sembrano dilettanti allo sbaraglio, senza creatività e senza possibilità di apprendimento per un cambiamento si adottano gli stessi approcci utilizzando magari strumenti potentissimi ma che si ignorano le potenzialità, è come quello che ha la Ferrari, ma non sapendola guidare  la porta come se fosse un calesse.

Ma allora qual è la differenza tra i software che aiutavano a prendere le decisioni, erano chiamati sistemi di supporto alle decisioni ovvero Decisioni Support System (DSS) ora invece fa capolino, sempre più dirompente e pervasiva, l’Intelligenza Artificiale (AI) che se applicata alle decisioni presiede il passaggio da un approccio passivo/statico basato su regole (DDS) a uno attivo/dinamico basato sull’apprendimento. Perciò i vecchi DSS aiutano l’uomo solo ad analizzare i dati, mentre l’IA moderna è in grado di prevedere scenari e suggerire azioni, riesce ad apprendere molto velocemente e dinamicamente grazie a degli “Agenti” dedicati, per esempio ad un contesto specifico, spaziando dai lavori pubblici al conferimento dei servizi sociali. Mi viene in mente alla prodigiosa opera di Elena Sodano con Casa Paese, a cui abbiamo dedicato una   intervista carica di spunti di riflessione, che tutti dovrebbero leggere, per comprendere come la distanza dei servizi reali alla persona sono lontani mille   miglia rispetto alle regole che attuano certi servizi. Allora vediamo una applicazione concreta, ovviamente da prendere con il beneficio della verifica.  È stato preso a riferimento il Comune di Santa Sofia, attraverso la cosiddetta “Ingegneria del Promt” sono state poste ad un sistema di IA generico alcune precise domande in sequenza attraverso passaggi successivi e la richiesta principale era se per comune al di sotto i 5000 ab. Era possibile avere  dei miglioramenti dei Livelli di Prestazioni e abbiamo chiesto di predisporre un documento da presentare nella Riunione organizzata  dall’Assessore  Pasqualina Straface, per un comune di 2000 abitanti come quello di Santa Sofia di Epiro (2100 ab.) e  i risultati  sono stati sorprendenti, tempo impiegato  circa 8 minuti compresi i tempi per la elaborazione del promt, durata dell’interazione “chiacchierata” complessiva solo 9 minuti, per cinque domande ed altrettante 5 cinque risposte nidificate, riportiamo solo un esempio, la domanda era:” il Fabbisogno di assistenti sociali nei piccoli comuni ed in particolare comuni riconosciuti Minoranza Linguistica Storica in Italia, segue prima  risposta  data  da IA:

“Ecco una guida pratica su come si elabora il fabbisogno di assistenti sociali nei comuni con meno di 5.000 abitanti, con un focus specifico sui comuni riconosciuti come territori di Minoranza Linguistica Storica in Italia:

�� 1. Quadro normativo nazionale sul servizio sociale

Livelli essenziali delle prestazioni sociali

Secondo la Legge di Bilancio 2021 e successive note operative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, esiste un livello essenziale di assistenza sociale basato sul rapporto tra assistenti sociali e popolazione:

livello minimo: 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti

obiettivo di servizio (migliorato): 1 assistente sociale ogni 4.000 abitanti �

Queste soglie sono utilizzate per valutare fabbisogni e finanziamenti (contributi agli Ambiti Territoriali Sociali – ATS) e per redigere prospetti annuali da trasmettere al Ministero tramite la piattaforma SIOSS. �

�� Questo rapporto è un parametro di riferimento nazionale, ma non è prescrittivo, nel senso che i comuni possono avere servizi organizzati in modo diverso in funzione delle esigenze sociali del territorio.

�� 2. Elaborazione del fabbisogno di assistenti sociali

Passi operativi principali

Per un Comune (anche sotto i 5.000 abitanti):

Analisi demografica

Numero di residenti.

Andamenti strutturali (anziani, minori, fragilità ecc.).

Analisi dei bisogni sociali

Situazione delle povertà, disabilità, fragilità, rischio esclusione, etc.

Numero di casi in carico, servizi già attivi, interventi esterni.

Riferimento alla soglia normativa

Confronto con la soglia del LEP: almeno 1 assistente ogni 5.000 abitanti.

Anche se il Comune è più piccolo, questa soglia resta un parametro utile per analisi comparativa e richiesta di risorse comunitarie o ATS. �

Ministero del Lavoro

Determinazione delle ore necessarie

Traduzione del fabbisogno in “equivalenti a tempo pieno” (ETP).

Considerare le specificità locali: servizi obbligatori (assistenziale, inclusione) e quelli opzionali.

Coinvolgimento dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS)

I comuni sotto i 5.000 spesso aderiscono ad ambiti associati per organizzare i servizi sociali in forma associata in base alla normativa regionale e nazionale.

Il fabbisogno complessivo va poi inserito nel piano dei servizi dell’ATS per la programmazione e l’accesso ai contributi. �

Ministero del Lavoro

�� 3. Cosa cambia per i comuni con Minoranze Linguistiche Storiche

Normativa di tutela delle minoranze

La legge nazionale n. 482/1999 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosce ufficialmente alcune minoranze linguistiche in determinati comuni e prevede:

uso della lingua minoritaria negli atti e nei rapporti con l’amministrazione;

diritto alla traduzione e all’assistenza in lingua;

possibile impiego di personale capace di usare la lingua minoritaria (anche negli sportelli pubblici); �

Parlamento +1

�� Dal punto di vista organizzativo, non esiste una norma che imponga un diverso rapporto assistente sociale/abitanti solo per i comuni di minoranza linguistica. Tuttavia:

l’ambito di tutela linguistica può richiedere competenze linguistiche specifiche se si vuole garantire l’accesso ai servizi nella lingua minoritaria;

questo può tradursi in maggiore fabbisogno di personale con competenze bilingui (italiano + lingua di minoranza) per interfacciarsi con la cittadinanza;

nelle pianificazioni comunali e degli ATS va tenuto conto di questo elemento qualitativo nel fabbisogno professionale.

�� In pratica: la tutela linguistica non modifica il parametro di fabbisogno quantitativo, ma genera un fabbisogno qualitativo aggiuntivo (personale con competenze linguistiche, traduzioni, comunicazione bilingue negli sportelli) da includere nelle valutazioni.

�� 4. Differenze nei comuni piccoli (< 5.000 abitanti)

Per i comuni sotto i 5.000 abitanti:

spesso non hanno un assistente sociale di ruolo e si affidano all’ATS o strutture intercomunali;

il fabbisogno va individuato valutando non solo la soglia numerica (1/5.000), ma anche:

caratteristiche sociali della popolazione;

servizi erogati e loro qualità;

eventuale necessità di personale bilingue in comuni di minoranza linguistica.

��️ Consigli pratici per l’elaborazione del fabbisogno

�� Definire indicatori chiari

Usa indicatori come il rapporto assistente sociale/popolazione, numero di casi presi in carico, ore di servizio richieste, etc.

�� Coinvolgere stakeholder locali

Servizi sociali scolastici, sanitari, associazioni locali e rappresentanti delle minoranze linguistiche.

�� Documentazione rigorosa

Le stime di fabbisogno devono essere quantificate e motivate, soprattutto se finalizzate ad accesso a contributi o a giustificare nuove assunzioni.

�� Inclusione delle competenze linguistiche

Nei comuni con minoranza linguistica, includi nel fabbisogno professionale la capacità di operare nella lingua minoritaria quando utile per l’accesso e la fruizione dei servizi.

Domanda del sistema IA: Se vuoi, posso anche prepararti un modello di calcolo del fabbisogno (in formato tabella Excel o scaletta) adattato a uno specifico comune di minoranza linguistica!    

Grazie ai giornali on-line è possibile dare queste ulteriori informazioni.
Emerge da questa simulazione con IA, che poi tanta simulazione non è che occorre conoscere bene le norme, quello che può essere offerto, in soldoni bisogna prepararsi a convivere con la Fabbrica dei Bisogni, e saperli presentare.
Oggi siamo proprio sicuri di dare un contributo alla Governance Regionale per fornire in maniera Trasparente i veri bisogni delle persone e dei territori fragili, la tecnologia può fare dei miracoli ma deve essere l’uomo/donna, istruendosi, formandosi, studiando a fare la differenza e a padroneggiare sulle macchine, sempre più code-less, sempre più studiare le interrelazioni tra i processi e le procedure e non linee di programmi software.

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