IL CONTEST LETTERARIO “Il MaR fra mezzo” PROCLAMA I VINCITORI
Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...

Agata De Luca e Daniela Scuncia Sono pubblici gli esiti del Contest per racconti brevi...
In Calabria la politica è in zona rossa. Ormai da troppo tempo.
Dal punto di vista sanitario l’ordinanza di Speranza, che ha dichiarato la Calabria zona rossa a partire da lunedì, sembra quasi una beffa, perché è arrivata nel giorno in cui il Generale Figliuolo, in pompa magna e piuma al vento, annunciava che in Calabria le cose vanno bene… Incurante dei dati che relegano la regione agli ultimi posti quanto a vaccinazioni, specie agli ultraottantenni e ai soggetti fragili. Mentre Spirlì e Longo annunciano che addirittura potranno essere vaccinati anche gli accompagnatori e i conviventi degli stessi soggetti fragili. Ovviamente quando e se arriveranno i vaccini. Una beffa anche perché in Calabria non si registra un incremento preoccupante dei contagi, ma si teme per la tenuta delle strutture sanitarie. Esattamente quello che dovrebbe interessare Longo e Spirlì e per certi versi anche il Generale Figliuolo, che ha sicuramente impresso una diversa intensità ed efficacia all’azione per uscire dall’emergenza Covid. Ma il problema è che Spirlì in questi ultimi tempi sembra più preoccupato di ritagliarsi un ruolo politico che di traghettare senza danni la regione verso la normalità istituzionale e democratica. Spirlì in questo momento, suo malgrado, sembra la nave portacontainer Evergreen, che si è incagliata nel Canale di Suez impedendo il normale traffico alle tante navi cariche di merci, che lo devono attraversare. Da novembre scorso occupa un posto non suo, che doveva essere assolutamente provvisorio e temporaneo e si è trasformato vieppiù a tempo indeterminato. Spirlì è persona simpatica e intelligente, sicuramente onesta e animata di tanta voglia di fare. Ma la Calabria ha drammaticamente bisogno di altro. Di certezze politiche e istituzionali, credibilità e capacità di governo. Il Presidente ff. ha la responsabilità di non aver favorito lo svolgimento delle elezioni regionali alla prima data utile del 4 febbraio scorso, quando anche le condizioni e i numeri della pandemia potevano consentirlo. Ha voluto giocare un ruolo politico, assecondando le aspettative opportunistiche di destra e sinistra, che erano e continuano ad essere assai preoccupate del vaglio degli elettori calabresi. Spirlì si è rivelato sicuramente una risorsa, che potrà tornare utile a questa terra per un rilancio dal punto di vista culturale. Perché non affidare al buon Nino la direzione di Calabria Film Commission, la direzione artistica del Teatro Rendano di Cosenza o del Politeama di Catanzaro, ruoli nei quali certamente riuscirebbe ad esprimere il meglio delle sue indubbie qualità intellettuali e delle sue esperienze artistiche? La situazione calabrese richiede una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità di portata ciclopica. Lo sa il Governatore ff. che la Calabria è la regione più povera d’Italia? il PIL pro-capite è meno del 60% della media nazionale e la povertà interessa quasi un quarto della sua popolazione; con poco meno di 2 milioni d’abitanti è la regione che presenta uno dei più alti decrementi demografici; i calabresi hanno una speranza di vita inferiore di 8 mesi rispetto alla media nazionale. Il bilancio regionale per quanto riguarda le entrate dipende al 63% dalle imposte, che sono tra le più alte d’Italia e solo per il 2% dalla vendita di beni e servizi, mentre la capacità di attrarre risorse esterne è quasi inesistente e i fondi europei assommano a poco più di 51 milioni di euro. La tutela della salute impegna il 55% del bilancio regionale e presenta il peggior saldo, dopo la Campania, tra mobilità attiva e passiva, avendo, solo nel 2019, speso 221.229.451,49 euro per curare i cittadini calabresi fuori regione. Ma la vera perla è il costo per gli organi istituzionali, Consiglio, Giunta e Commissioni, che è il più alto d’Italia impegnando 0,64% del bilancio regionale, come il costo per il personale regionale che incide per l’8% della spesa corrente, la gestione dei rifiuti “è disastrosa, alti costi e pessime performance”, l’indebitamento è piuttosto alto e “le previsioni finanziarie sono scarsamente affidabili”.
Un capitolo a parte, ovviamente, riguarda la questione sociale, che è diretta conseguenza di quella economica e che presenta uno scenario dal punto di vista della criminalità inquietante, che non può continuare ad essere demandato all’opera esclusiva, anche se meritoria, delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Questi dati Spirlì dovrebbe conoscerli bene perché sono ufficiali e di Marzo 2021. A fronte di essi, che chiaramente non attengono alla responsabilità dell’attuale Governatore ff. per i pochi mesi della sua gestione, ma riguardano proprio diversi lustri di incapacità e malgoverno di intere classi politiche e dirigenti, ritenere che un’azione di governo si qualifichi per le puntigliose ordinanze, pedissequamente imitate dal Sindaco di Catanzaro, sulla chiusura a giorni alterni delle scuole, puntualmente censurate dal TAR, appare improprio rispetto alla gravità della situazione. Così come inappropriato e sconfortante si presenta l’approccio del candidato della sinistra Nicola Irto, che non trova di meglio che accusare il centrodestra calabrese di essere il responsabile della dichiarazione di zona rossa della Calabria. Mentre uguale responsabilità non avrebbero i Governatori del PD, De Luca, Emiliano e Bonaccini per le zone rosse di Campania, Puglia ed Emilia Romagna…
Un pessimo esempio di comunicazione partitica, ma soprattutto un segnale desolante sul tono e il livello della competizione elettorale che ci attende nei prossimi mesi e che conferma che in Calabria la più grande emergenza continua ad essere la Politica che non c’è. Pandemia a parte.
