Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...
Terzo tempo. Siamo ancora in tempo. Tempo terso: senza macchie e senza paure. Terzo tempo d’avventure. In genere, nel calcio e nel cinema, ci sono due tempi: il primo tempo (in senso temporale) e il secondo tempo (se non scoppia il temporale oppure se la pellicola non vale). Terzo tempo di Giuseppe Falcomatà; ed eccoci tutti qua. Per il terzo – terso non perso – tempo … Il primo tempo era stata una bella vittoria elettorale.
Mica male! Il secondo tempo era stato «sospeso» dalla magistratura. Che iattura! Il terzo tempo, finalmente «reintegrato» vede una città che aspetta, che ha fretta! Terzo tempo completamente da inventare: cose che vanno bene, cose che vanno male. Terzo tempo da ri-cominciare. Tanto per non farsi mancare nulla: terzo tempo in una «bolla»: i soliti problemi di sempre (le buche nelle strade, le tasse comunali, le società di servizi metropolitani) e le solite «possibilità» di dicembre … pardon di gennaio! Terzo tempo come una «bolla» dentro un «salvadanaio». Con gli auguri a Giuseppe Falcomatà che si apra una nuova stagione – qui i poeti da quattro soldi avrebbero scritto: «di felicità».
Che si apra una nuova stagione – nelle pizze ce ne sono quattro – dove chi dice gatto ce l’ha nel sacco, dove non ci sia spazio per la confusione, l’improvvisazione e la disattenzione e dove ogni cosa torni al suo posto esatto. Terzo tempo di una città avvelenata da troppa retorica. E se è vero che Cicerone affermava che la retorica è nemica della logica allora che cosa ci dobbiamo dire? Che ritorni la logica delle cose? Che ci si riprenda in maniera euforica? Che non si parli (e si scriva sui giornali telematici) solo per sentito dire ma che finalmente ci sia (finalmente) qualcosa da dire.
E allora via con questo terzo tempo. Sei contento? Sei scontento? È un problema che io sento? È un problema che lo scirocco sia un vento? Terzo tempo dove c’è un’Italia che – oramai – va per i fatti suoi. C’è chi ferma i treni; e non i buoi. C’è chi legge documenti secretati – affari suoi? C’è chi spara nel mezzo del cenone di capodanno – avrà fatto un danno? – e poi? E poi se lo sguardo si amplia oltre l’orizzonte nazionale: Trump, Milei, Orban, i quattro di Visegrad – due guerre mondiali, l’inflazione, il cambiamento climatico, il ritorno del Covid19 – le credit-card … Insomma un panorama abbastanza destrorso. Masha che direbbe?
