Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...
La parrocchia aveva il pavimento a scacchiera. Il bianco e il nero si alternavano come in un immane partita col Demonio. Il soffitto, un cielo stellato di affreschi pagani. La stella a cinque punte, le rose, una svastica: dalle ceneri di una Chiesa cristiana era sorto questo tempio quasi massonico, ma pregno d’esotismo come una serata alla locale Pro Loco. Composta da alcuni soci onorari, detti «Benemeriti» ed «Effettivi», l’associazione locale di promozione e sviluppo del territorio, come recita il suo statuto: «persegue gli scopi previsti nel proprio statuto, con le iniziative deliberate dal Consiglio Direttivo e con l’ausilio operativo di alcuni stretti collaboratori che, con la loro opera, rendono possibile la realizzazione degli eventi».
Eventi come il veglione di Capodanno. Il 2023 stava per finire; occorreva mobilitare tutte le proprie forze, e quelle dei 97 abitanti di Rosazza, per dare al biellese una festa degna di essere ricordata. Così fu. Il sindaco, la banda, con le bandiere in mano e qualche ballo, qualche trenino, qualche karaoke, giochi vari, pizzette, due battutine sui colleghi assenti. Capodanno del 2024: Gilbert Keith Chesterton (quello di «Padre Brown»: a proposito, in questo veglione: «neanche un prete per chiacchierar»? Eppure siamo vicini alla Parrocchia …) da qualche parte ha scritto: «Se in un racconto nella prima scena c’è una pistola state sicuri che prima della fine del racconto questa pistola sparerà». In effetti … Per sparare spara … «E ti offro l’intelligenza deli elettricisti così finalmente un po’ di luce avrai», cantava Paolo Conte in Un gelato al limon … Per portare un po’ di luce (e un po’ di piombo) sugli elettricisti (Luca Campana, elettricista era sposato con la figlia di Pablito Morello, ispettore capo della polizia penitenziaria e caposcorta di Andra Delmastro, sottosegretario alla «Giustizia» del governo di Giorgia Meloni) una pistola revolver (marca «North American Arms Provo Ut», calibro 22, long rifle) «spara» tra i panettoni, le crocchette e i tartufi salati.
La parrocchia (dei Santi Pietro e Giorgio), il castello (progettato da Giuseppe Maffei e caratterizzato per la sua palazzina sormontata dalla torre guelfa nonché per l’inserimento di elementi di richiamo esoterico come la creazione di finti colonnati, al solo scopo di richiamare l’atmosfera di antichi templi come quelli di Paestum, e la presenza di simbologia massonica come le stelle a cinque punte), il famoso Centro Storico, tutta Rosazza – cittadina giustamente denominata già in precedenza «il borgo più misterioso d’Italia» ma anche «il borgo degli spiriti» – si accende di luce e fuoco per una sera e una notte che dovevano salutare l’anno vecchio e felicitarsi, finalmente, con quello nuovo. Si addensano le nubi del mistero.
Si narra di Rosazza, ancora prima di Emanuele Pozzolo, di riunioni segrete, di piani inquietanti messi a punto tra i vicoli dell’antico borgo per anni. Si conoscono inquietanti riti, con sedute spiritiche, legati a molte decisioni che l’eponimo fondatore della cittadina, Federico Rosazza, prese proprio qui, prima di iniziare qualsiasi opera. E poi c’è la simbologia nemmeno troppo nascosta che richiama occultismo e stregoneria. Mistero su mistero, adesso le pistole si mettono, anche, a sparare da sole. I camion solcano le strade senza che nessuno sieda al loro volante.
E i grissini si sbriciolano ancora prima di essere cotti. Qual è il segreto di Rosazza? Cosa «dorme», insepolto e infelice, sotto le strade di questo comune italiano? Cosa «giace» nelle sue fondamenta? Cosa «aleggia» tra i suoi vicoli ameni? Cosa «insegue» da presso e sempre più velocemente la chiarità del giorno, la distinzione e l’esattezza della «verità»? Un antico rituale, carte che non sono state mai lette da nessuno, volti che spariscono nell’ombra. Risate agghiaccianti che squarciano l’aria nella sera… Il mistero di Rosazza (e della sua Pro Loco) è un gemito e un lamento. Tende tirate via in fretta. Ululati. Gli oggetti si azionano da soli senza l’intervento umano. Fra i giornalisti si è fatta strada, fin da subito, un’ipotesi. Perché non ChatGPT? Potrebbe davvero essere questo il «fulcro» del «mistero» che avvolge Rosazza. L’Intelligenza Artificiale che fa muovere gli oggetti. Tosta le fette di pane. Prepara la doccia senza che si apra manualmente nessun rubinetto …
