Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...
«Il signore, di cui è l’oracolo che si trova a Delfi, non dice né nasconde, ma allude». Cioè indica. Mi sia consentito un breve cenno rispetto alla situazione attuale. Neoliberismo. Globalizzazione. Crisi della democrazia. Demagogia. Individualismo. Social al posto del sociale. Crescente impoverimento di larga parte della popolazione mondiale. Surriscaldamento del Pianeta. Certo che «Il signore» non fa che «indicare»… La mancanza di un fondamento; dei fondamenti. E nella mancanza di un fondamento non si «dice» (cosa vuoi dire?) e non si «nasconde». Si naviga a vista attraverso qualche svista e qualche cosa soltanto intravista. La contingenza «Sai è come il vento/che fa dimenticare chi non s’ama» cantava Domenico Modugno. Questo vento, al pari di quello celebrato da Bob Dylan: è la sede della «risposta». Nella conclamata assenza di un fondamento, tutti i fondamenti vanno bene. O forse nessuno … Nanni Moretti diceva della satira che «Non ha padroni e perciò sta bene sotto ogni padrone». Abbiamo voluto la libertà; dopo la caduta del Muro di Berlino la libertà ha avuto la meglio sull’uguaglianza. Norberto Bobbio affermava che tre sono le cose per cui vale la pena vivere: libertà, eguaglianza e pace; dell’ultima di esse, oggi, sembrano non esserci più tracce… Ma il fatto che il sistema sovietico sia caduto (in verità tre anni dopo l’evento di Berlino) non per questo ha determinato la fine di tutte le diseguaglianze nel Pianeta. La libertà nella quale naviga la contingenza, nella totale assenza dei fondamenti, ha prodotto qualcosa di molto simile al paradosso dell’asino di Buridano. Tale somaro non mangia il fieno perché è stato lasciato libero di scegliere fra due cumuli perfettamente uguali. Dunque, la stasi. Non la morte ma l’atrofia. L’atonia. L’immobilità. L’afonia. In questo stato di cose non c’è nulla da dire e neppure da nascondere; si può solo accennare. Mi permetto di farle osservare questa cosa! Provi a seguire questo percorso! Per quello che ne so dovrebbe essere così! Ma che cos’è l’accenno? L’allusione certe volte è manifesta. Un paragone da salumificio per indicare la voglia di fare l’amore. Altre volte il cenno è più misterioso. Lo si deve interpretare. Se non che, ci hanno spiegato che «I fatti non ci sono, bensì solo interpretazioni». Dunque? Visto che ci sono solo interpretazioni e visto che l’indicazione deve essere interpretata, va da sé che anche l’accenno è un interpretrazione. Del resto, è chiaro!, non ci sono i fatti … Per cui tutto il mistero di questo breve accenno alla contemporaneità è che il segnale, il crocevia e il segnavia non è un fatto. Non è una cosa che accade. Forse è un ricordo inconscio, non si sa. Eppure, Friedrich Nietzsche ha mancato di far notare che equiparando la libertà con le interpretazioni quello che si perde di vista sono proprio le interpretrazioni. Che in assenza di alcun freno: diventano fatti. Ecco perché Umberto Eco ha avuto modo di dire, a margine di una conferenza stampa, che con l’avvento dei social si è dato libero sfogo agli imbecilli. Ma, torniamo all’accenno. Accennare vuol dire non enunciare pienamente qualcosa oppure occultare qualcosa oppure ancora non avere le idee chiare. Ma può anche voler dire: azione! Prova tu, secondo questo indizio, a trovare la strada! Qualcosa che spinge all’azione, giusta o sbagliata che essa sia, è pur sempre meglio di quella «Palude definitiva» della quale parlava Giorgio Manganelli. «Un luogo da cui è difficile entrare e impossibile uscire», eppure ci siamo entrati … Qualche anno fa si parlava di «tempesta perfetta». E se la tempesta perfetta ci ha condotti dentro la palude definitiva allora è davvero necessaria una qualche azione. Al filosofo sudcoreano Byung Chul-Han, oggi, la rivoluzione pare impossibile. Una piccola rivolta quotidiana e domestica come quella dello scrivano Bartleby di Melville? E a che serve? Allora questo accenno ci indica un azione all’interno del sistema? In politica: queste sono le riforme. Che azione ci indica dunque questo accenno? Non importa. Davvero non importa. «Attesa, speranza, intenzione verso una possibilità ancora non divenuta sono non soltanto una caratteristica fondamentale della coscienza umana ma, giustificate e comprese in maniera concreta, una determinazione fondamentale interna alla realtà obiettiva nel suo complesso». Basta già solo che qualcuno ci faccia questo accenno. Per accendere la speranza ci vuole un segno.
