Sanremo e il talento calabrese: Fiat131 firma il successo di Serena Brancale al Festival
L’articolo è apparso oggi nella sezione Redazione-Sud Calabria de “Il Quotidiano d’Italia”, edito da Giuseppe...

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Chi, stamattina, ha sfogliato Gazzetta del Sud, di certo, un’occhiata all’articolo dedicato all’annoso caso della regional sanità l’avrà data!
Alla diciassettesima pagina, in base, leggiamo della necessità di “riformare il sistema ospedaliero calabrese così come immaginato dal governatore forzista Roberto Occhiuto”.
E ancora: “ne sono convinti anche gli esponenti del Pd. Carlo Guccione, ex consigliere regionale da sempre attento alle tematiche sanitarie, ricorda – leggiamo sempre nell’articolo – come già nel 2020 l’allora gruppo consiliare Dem a Palazzo Campanella presentò una proposta di legge che aveva come oggetto: Misure di razionalizzazione delle attività delle Aziende del servizio sanitario regionale.
E cosa suggeriva quel testo? “Il cuore della proposta normativa era appunto la creazione di Aziende ospedaliere su base provinciali – che poi è lo stesso modello immaginato dall’attuale maggioranza di centrodestra – portando le strutture hub e spoke sotto un’unica cabina di regia. Alle Aziende sanitarie provinciali veniva invece lasciato il compito di costruire una rete territoriale attualmente inesistente, sgravandosi dalla gestione degli ospedali, per gestire case di comunità, assistenza domiciliare integrata e digitalizzazione della sanità territoriale”.
Ottimo, utilissimo, necessario. Tuttavia…
…tuttavia, se il centrodestra elabora una proposta già proposta dal centrosinistra, entrambi gli schieramenti peccano in… attenzione…!!!
Ebbene si! Nel 2018, primo fra tutti, Rubens Curia, Uomo lungimirante (e non credo sia necessario star qui ad elencare tutto ciò che ha compiuto e che realizza), pubblica, con Città del Sole Edizioni, il “Manuale per una riforma della sanità in Calabria”.
104 pagine che scolpiscono una visione nuova della sanità. In Calabria. Assolutamente realizzabile. Per esempio… Curia suggeriva di istituire “3 Aziende Sanitarie Ospedaliere (ASO), oltre alla già operante Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini di Catanzaro, che prenderanno in carico tutti i presidi ospedalieri appartenenti alle aziende sanitarie provinciali e stipuleranno i contratti con le case di cura accreditate”.
E tutto ciò, annotava Curia, “valorizzerà i presidi ospedalieri allocati nelle attuali ASP, perché, facendo parte di Dipartimenti del Presidio Ospedaliero Unico, potranno operare in rete con equipes itineranti dove gli operatori sanitari accresceranno la loro professionalità con il continuo scambio di esperienze dei singoli medici coordinati dal Direttore del Dipartimento”.
Insomma, chiosava Curia, in ogni Presidio Ospedaliero il Direttore di ciascun Dipartimento dovrà garantire “qualità delle prestazioni utilizzando al meglio le risorse umane, tecnologiche, economiche”.
Altro esempio? Curia lanciava l’istituzione di “5 Aziende Sanitarie Territoriali (AST) che coincidono con le provincie, il cui management, finalmente libero dai gravosi e continui problemi dei presidi ospedalieri, potrà programmare e sviluppare le attività della Medicina Distrettuale, del Materno-infantile, della Prevenzione, della Sanità Pubblica Veterinaria, della Medicina Legale, etc., utilizzando i finanziamenti ordinari e degli Obiettivi di Piano Sanitario Nazionale”.
Pertanto, diciamocelo: farebbero bene, i politici nostri, ogni tanto, a fare un salto in libreria.
Potrebbero così evitar di… bucare la notizia!!!
