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E SE REGGIO SI AFFIDASSE AD UNA SINDACA? ANNA NUCERA HA GIÀ CHIARE LE IDEE    

A microfoni spenti, Anna Nucera svela: “indosso un regalo di mia suocera, che tanto mi voleva bene, e… una… raccomandazione di mamma, utile a difendermi dai colpi d’aria. O bassi, che dir si voglia!” 

È a Spazio Open che l’ex preside Nucera molla gli ormeggi: salpa, nel penultimo giorno di febbraio, la barca che potrebbe condurla fin dentro l’aula titolata a Piero Battaglia, in quel di Palazzo San Giorgio. 

Attacca: “politica è partecipare, decidere insieme. Son pochi i votanti? Male, giacché in quel 50% che vota vi son quelli che son dentro gli ingranaggi, che aspettano o pretendono qualcosa. Mica votano per decidere per il bene del territorio…” 

Ai suoi lati, attorno ad un tavolino che ospita i “simboli delle prime quattro liste, mentre almeno altre quattro le presenteremo nei prossimi giorni”, siedono Franco Arcidiaco e Aldo Libri. Ovvero, sottolinea Arcidiaco, “i due figuri che un anno fa hanno individuato in Anna la donna capace di risollevare Reggio”. Mettendo in campo il “Progetto Reggio” che, sottolinea Libri, “vuol ridare normalità alla Città. È normale che l’acqua nelle case arrivi di tanto in tanto, che i cittadini non abbiano un rapporto propositivo e produttivo col mare nostro, che il Lido comunale venga nominato solo per quel che era un tempo? Ecco, Anna Sindaca riporterà normalità”.  

E se Arcidiaco prospetta una “Reggio Città dei congressi, magari coinvolgendo le grandi compagnie alberghiere, cedendo terreni, creando indotto economico”, Libri rammenta che “per ogni euro investito in cultura v’è un ritorno di sei euro: restituiamo alla Città la sua vera dimensione culturale, che affonda le radici addirittura ai tempi di Anassila…” 

La Nucera, lungo l’intervento, cita, fra i presenti in sala, “Giovanna Roschetti, responsabile reggina dei 5 Stelle, Peppe Ielo di Reggio Civica: stiamo dialogando. E i 5 Stelle hanno progetti molto belli, ma sta a loro poi svelarli”. Ci sarebbe dovuto essere pure Carmelo Versace, ma, svela Arcidiaco, “un impegno gli ha impedito d’esser qui, oggi”. 

Le liste, “Siamo futuro. I giovani con Anna Nucera”, “Progetto Reggio”, “Popolo&Cultura”, “Reggio Lavora”, sono, sottolinea Arcidiaco, “aperte: nascono attorno a dei principi, saranno i reggini a scegliere di candidarsi, di metterci la faccia”. 

La passione per il servizio politico sboccia, in Anna Nucera, allorquando l’anagrafe segnala il compimento del sedicesimo anno d’età: da allora è un continuo, dibattiti, tante ore trascorse in sezione, confronto porta a porta con cittadini, sindacati, organizzazione d’ogni genere, ricerca di soluzioni e sogni che s’accavallano. E a questi ritmi desidera abituare anche i “ragazzi”. E… convoca Salvatore Pani! “Ci siamo conosciuti a un convegno, trovò il mio numero, mi chiamò. Cominciò un dialogo, che oggi diviene impegno per la Città”, sottolinea la candidata Sindaca, sorridendo ad un emozionato neolaureato in Scienze Politiche pronto a “entusiasmar coetanei”. 

“I reggini – tuona Anna Nucera – devono dirigere Reggio: voglio mettere in gioco la gente. A partir dai bisogni reali, legati alla qualità della vita. Reggio deve avere una mission, un’anima. Non c’è niente che non si possa fare: basta aver chiaro l’obiettivo e capire come centrarlo. Qualche idea? Le dieci delibere per i primi cento giorni, specificando cosa vuoi fare e con quali soldi, dicendo dove li prendi quei quattrini. Daremo la possibilità ai Comitati di Quartiere – chiosa la Nucera – d’esser propositivi, rendendoli capaci di realizzar cose: a loro tengo molto, hanno il polso vero della situazione locale. E le periferie devono passar da quartieri dormitorio a piccoli centri decentrati forniti di ogni servizio”. 

E poi la conclusione, ch’è, al contempo, annuncio e promessa, apertura e insistente ricerca del confronto. È, insomma, voglia di metterci la faccia, senza se e senza ma: “accantoniamo ambizioni personali e prosopopea, cambiamo davvero la Reggio che merita di divenire, secondo quel disegno sognato da Italo Falcomatà, una vera e propria Città policentrica. Non sarò io a dividere. Voglio, devo unire: ecco perché insisto sul patto di consultazione. Stiamo dialogando, proponendo, ascoltando: e se ci sarà l’opportunità di rendere il polo ancor più grande, attrattivo, vincente, e ci sarà una figura altra, capace di coinvolgere e vincere, sarò ben lieta di fare un passo indietro. Oggi son candidata Sindaca: domani, innanzi ad un progetto ambizioso, per il bene dei miei concittadini, piuttosto che il capitano son disponibile a fare il terzino della squadra!” 

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