Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

Straface:
“Confronto con territori e Inps per passare dall’assistenza all’autonomia”
Una importante Comunicazione Istituzionale, quella del 5 marzo 2026 diffusa dall’Ufficio Stampa della Regione Calabria proprio relativa all’Assessorato con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale, che fa riferimento all’Assessore Pasqualina Straface coadiuvata dal Direttore Generale del Dipartimento la dott.ssa Iole Fantozzi, che governa il Dipartimento per l’inclusione sociale, la sussidiarietà e il welfare di comunità. Dal titolo che sarà sicuramente, in senso positivo uno stravolgimento dei paradigmi: “Progetti di vita, Straface: “Confronto con territori e Inps per passare dall’assistenza all’autonomia”
Analizzando l’accuratezza del titolo ovvero “Progetti di Vita”, usando il plurale ci fa ben sperare perché la Dignità sociale delle persone (art. 3 della Costituzione) non è acqua fresca, il comunicato lascia ben sperare, cose mai viste in Calabria, perché entrano nel merito, come si evince dalla Comunicazione Istituzionale. Sembra che “reingegnerizzando i processi “ non quelli legali, ovviamente, ma quelli di inclusione sociale, si riesce a fare una radiografica (permetteteci il termine e i processi cosi si governano meglio.Finalmente tavoli operativi (circolari, in cui i partecipanti, hanno la possìbilità di vedersi/guardarsi negli occhi, e non tavoli rettangolari!, ahime! dei cosiddetti tavoli di “presidenza” ),nei tavoli circolari sicuramente occupati da persone che vivono la “trincea” senza freni dovuti alle ideologie, che spesso falsano la realtà, sono esposti i veri bisogni delle persone che hanno una “dignità sociale” uguale a quelle che vivono in Trentino o al Nord, i competenti, per brevità, sono in grado di dare delle soluzioni possibili e la “Politica Alta” deve saper ascoltare e portare avanti, partendo da una riflessione alta che è quella rappresentata dall’art. 3 della Costituzione ovvero che la “Repubblica (e la Regione è la Repubblica!) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Da quello che emerge possiamo dire di essere di fronte ad un processo molto innovativo, un approccio tailor-made (letteralmente “fatto dal sarto”) il che vuol dire una soluzione, in questo caso, un servizio interamente personalizzato, progettato per specifiche esigenze. Il cambiamento continuo significa trovare soluzioni per il massimo soddisfacimento dei bisogni della persona in merito a: tempo libero, istruzione/conoscenza, salute, vivere il quotidiano/autonomia e indipendenza, caregiver, la filiera sociale è lunga e forse è iniziato il percorso, pensate a quanto lavoro si potrebbe creare per la trasformazione delle automobili per le persone disabili che desiderano vivere una vita normale. Restando ancora nell’ambito della moda contrariamente al prêt-à-porter o standard, quello “sartoriale”, il cosiddetto Tailor made, garantisce unicità, alta qualità e un perfetto adattamento al contesto e tutto questo richiede importanti azioni di ascolto e di analisi, infatti un aspetto fondamentale è proprio una fase preliminare di analisi profonda delle necessità, forse questo nella società di oggi è quello che manca: potenziare la capacità di ascolto e di analisi. Tutto questo è possibile valorizzarlo e far smettere la narrazione, “ quella da lontano” che molto spesso sono gli stessi calabresi a non essere pienamente consapevoli che cio’ che conta sono i risultati dei fatti e non le illazioni.
Due esempi che valgono un prezioso scrigno che la Calabria, ha l’obbligo di far sapere a tutti i tavoli mondiali, ripeto mondiali, “partendo dall’antartide” per esportare anche delle best practies che fanno da contraltare alle bellezze naturali della Calabria stessa. Vale la pena ricordare per la “circolarità della conoscenza” è fondamentale e riconoscere il merito dei risultati anche. Molto importante è stata la visita della Straface alla Sig.ra Sabina Radu, 25 novembre 2025 a Taurianova (RC)
(per la foto: si ringrazia l’Eco dello Ionio di Corigliano-Rossano (CS). Direttore Marco Lefosse)
Per comunicare la Sig,ra Sabrina usa gli occhi, attraverso un ausilio tecnico, magari testato dai laboratori dell’INAIL, ma l’innovazione dell’inclusione sociale esiste già in Calabria come riportato in un mio articolo su Calabria.Live del 19 Dicembre 2021 in cui attraverso un visore, sfruttando il movimento degli occhi un team di ingegneri coordinati dal prof. ing. Arrigo Palumbo di Cosenza hanno realizzato un prototipo per muovere una carrozzina motorizzata, nell’ambito del progetto SIMpLE, (Smart solutIons for health Monitoring and independent mobiLity for Elderly and disable people) dell’equipe del prof. ing. Arrigo Palumbo della UMG (Università Magna Grecia di Catanzaro) , Professore e Bioingegnere nella foto mentre guida una carrozzina motorizzata con gli occhi, tramite il visore. ( ambiziosa è la ricerca di studi: “tradurre i pensieri in azioni! Come riportato nell’articolo su Calabria Live, altro che intelligenza artificiale!). Per questo i rapporti Internazionali a tutti i livelli vanno coordinati con la Politica Alta! Perché la Calabria puo’ dare di piu’.
Ma tornando al piano della Regione Calabria dobbiamo ricordare che quello che l’ Assessorato sta facendo è in piena sintonia con la ratifica fatta il 3 marzo 2009 dal Governo Berlusconi della Carta dei Diritti delle persone disabili delle Nazioni Unite (ONU), e per questo motivo riportiamo il testo della Carta dell’ONU. Mentre i riferimenti della legge di ratifica che ha istituito anche l’Osservatorio sulla Disabilità è la Legge del 3 marzo 2009, n. 18, Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
Di seguito il Comunicato Istituzionale della Regione Calabria, che traccia sicuramente una nuova visione, non seconda a nessuno, basta avere fiducia:
“L’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, nel merito degli sviluppi sul fronte dei Progetti di vita, informa che, dopo il ciclo di incontri con gli Ambiti territoriali e i Distretti socio-sanitari è in programma anche un’altra riunione tecnico operativa con il direttore di Inps Calabria, anche in vista della terza fase sperimentale della Riforma della disabilità avviata dall’Istituto nazionale di previdenza sociale.
L’iniziativa è finalizzata al rafforzamento del raccordo istituzionale tra sistema sociale e sistema sanitario, con la prospettiva di garantire uniformità di trattamento e appropriatezza degli interventi per la piena tutela delle persone con disabilità.
Al tavolo con l’assessore Straface e la dirigente generale al Welfare, Iole Fantozzi, parteciperanno anche direttori generali, i direttori dei distretti e i commissari straordinari della Asp della Regione Calabria, i responsabili regionali degli Uffici di piano degli Ambiti territoriali sociali.
Nel corso dell’incontro sarà esaminata anche la bozza di Accordo di programma tra Ambiti territoriali sociali e Aziende sanitarie provinciali, che sarà oggetto di apposita delibera di Giunta regionale, con la quale saranno disciplinati i rapporti tra gli enti coinvolti nell’applicazione delle disposizioni in materia di Punti unici di accordo (Pua), Unità di valutazione multidimensionali (Uvm) e Percorso assistenziale integrato (Pai).
“La nostra Regione – evidenzia l’assessore Straface – sta lavorando per rendere i Progetti di vita strumenti realmente efficaci e personalizzati. L’obiettivo è di promuovere la diffusione omogenea e uniforme dei servizi a favore delle persone con disabilità sull’intero territorio regionale per arrivare alla piena realizzazione del Piano assistenziale integrato per le persone non autosufficienti e per le persone con disabilità che necessitano di sostegni ad alta intensità.
Per tutto ciò è fondamentale sentire i territori, con la piena partecipazione degli Ambiti e dei Distretti, per comprendere bisogni, criticità e buone prassi esistenti”.
“Pertanto, il dialogo con l’Inps servirà, oltre che per allineare procedure e criteri, anche per esplorare modalità di integrazione tra sostegno economico, servizi socio-sanitari e percorsi di inclusione
Lavoriamo per rendere la Calabria una Regione capace di programmare interventi strutturali, superando la logica dell’emergenza. I Progetti di Vita – rimarca infine l’assessore al Welfare -rappresentano una sfida culturale prima ancora che amministrativa: significa passare dall’assistenza alla piena valorizzazione delle capacità di ogni persona”.”
Una sperimentazione/simulazione all’Ospedale di Ariccia (Roma) con operatore sociale disabile, nelle vesti di operartore di call center sociale, che avrebbe potuto lavorare grazie alla legge 68/1999, ma negli scorsi anni tale legge è protagonista, fissa, nel programma tv della Sciarelli: “Chi l’ha vista” !!!
La filiera sociale per una vita autonoma non si deve limitare solo a rendere accessibile e fruibile la casa, l’abitazione, gli ambienti come la cucina, la camera da letto e il bagno della persona disabile ma occorre che si creino le condizioni per una vita autonoma ed indipendente anche fuori dall’ambiente domestico occorre intervenire in particolare sulla mobilità sociale, con mezzi adeguatamente attrezzati almeno per le funzioni importanti: istruzione, tempo libero, cultura e conoscenza, cure, cargiver, indipensabile, centro servizi territoriale, una specie di call center adeguatamente attrezzato per poter accettare i principi della comunicazione accessibile ovvero per disabili sensoriali ciechi e sordi, magari con la presenza di persone disabili formate per rispondere alle richieste di altri disabili, sperimentazione fu realizzata dalla Fondazione Salvatore Crucitti nel 2009 presso l’Ospedale Spolverini di Ariccia (RM), di seguito un estratto della locandina:
Nell’estratto della locandina mettiamo in evidenza tre aspetti: Alloggi Domotici, Teleassistenza e Telesoccorso e Terapia Occupazionale, e questo veniva rappresentato attraverso un convegno per l’inaugurazione dell’alloggio domotico che è rimasto per circa 10 giorni in esposizione, mentre la cucina per persone disabili fu donata dalla Fondazione Salvatore Crucitti Onlus all’Ospedale. Nel link il video amatoriale dell’epoca. per testare alcuni dispositivi per una casa Domotica per la vita indipendente, purtroppo all’epoca ci fu un sbagliata interpretazione della Legge Regionale perché a rispondere alle chiamate presso il CALL CENTER SOCIALE sarebbero dovuti essere delle persone informatiche, mentre sarebbe stato meglio far gestire il CALL CENTER SOCIALE da personale OSS, Operatori per Servizi Sociali, occorre mettere mano anche sulla Legge 68/99 sul collocamento obbligatorio per le persone disabili, ma questa è un’altra storia.
