Menomale che Giuseppe c’è

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia complessa, e non sempre equa, l’italica macchina burocratico-economica-politico-amministrativa.
Ma, andiamo con ordine!
Venerdì dieci d’aprile, prima serata, LaC TV: va in onda il programma ideato e condotto da Antonella Grippo, “Perfidia”. In studio, fra gli altri, v’è il consigliere regionale PD Giuseppe Falcomatà, collegato da remoto Gian Marco Centinaio, senatore della Lega per Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione, eletto nel collegio di Pavia, vice presidente del Senato.
A un bel momento Falcomatà, già sindaco di Reggio Calabria, interroga Centinaio: perché un Sindaco del Centronord ha trasferimenti ordinari per servizi pubblici essenziali e un Sindaco del Mezzogiorno deve utilizzare i finanziamenti europei che sono della Coesione e dovrebbero essere aggiuntivi e non sostitutivi dei trasferimenti dello Stato?
Centinaio, con far “teatrale”, fra l’imbarazzato e il dispiaciuto, sentenzia: forse perché il Sindaco del Centronord magari riesce a gestire quei soldi…
Ovviamente, naturalmente, necessariamente Falcomatà non ci sta, non accetta una simile risposta: no, non è così, perché al Sindaco di Reggio Calabria non arrivano gli stessi soldi del Sindaco di Reggio Emilia. È una bugia dire così. È una bugia. Perché noi amministriamo solo con le risorse europee ed è vergognoso che lei risponda in questo modo.
E Centinaio: facciamo al contrario. A voi i soldi dello Stato e noi ci teniamo i soldi della Coesione. A me va bene…
Falcomatà: devono essere pari le opportunità, altrimenti non può parlare neanche di federalismo. Le risorse ordinarie che arrivano al Centronord devono essere le stesse che arrivano al Centrosud. Quelle della Coesione devono essere aggiuntive, non sostitutive. È vergognoso che un rappresentate dello Stato dica queste cose, si vergogni!
E Centinaio: altro che secessione… (fra il disgustato e l’innervosito…)
Insomma, per dirla con Don Camillo, il personaggio sbocciato dalla penna di Giovannino Gaureschi, a te che t’accingi ad andare a votare, ricorda… nel segreto nell’urna, Dio ti vede, e… Bossi no!
Ma d’altronde, nel 2008, tal figuro, eletto democraticamente senatore in un collegio uninominale lombardo, commenta un’aggressione compiuta da esponenti neofascisti ai danni di alcuni ragazzi di un centro sociale scrivendo su Facebook che i rappresentanti di Forza Nuova si son comportati come molti cittadini di Pavia avrebbero voluto fare, suscitando forti polemiche.
Ma ieri sera gli è andata male: il Meridione era rappresentato da Giuseppe Falcomatà e il senatore Centinaio ha dovuto incassare una nuova, cosiddetta, malaviruta …









