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Verso il CORSO, Visioni e progetti per la rigenerazione dell’ex Cinema Corso

A Vicenzaprosegue fino a domenica 19 aprile la mostra Verso il CORSO. Visioni e progetti per la rigenerazione dell’ex Cinema Corso.  Costruito nel 1948, il Cinema Corso è stato uno dei luoghi più significativi della vita culturale vicentina, distinguendosi per la qualità architettonica e per la centralità nella programmazione cinematografica cittadina. La Fondazione Giuseppe Roi riporta lo spazio del cinema vicentino al centro dello sguardo pubblico, trasformando l’esito del concorso internazionale di architettura indetto con un bando pubblico, per dare nuova vita al CORSO in un racconto accessibile e condiviso. Al concorso hanno partecipato 125 proposte, provenienti da contesti diversi, restituendo la misura di un interesse che supera il perimetro locale e si inserisce in una riflessione più ampia sulla rigenerazione dei luoghi del Novecento. Cinque sono stati i gruppi ammessi alla fase finale, ciascuno portatore di un approccio distinto, la cui sintesi progettuale è esposta nelle sale ipogee di Palazzo Thiene fino al 19 aprile. Il progetto vincitore, sviluppato da ALTRALINEA + SPARCH, interpreta la trasformazione dell’ex Cinema Corso come un intervento capace di agire contemporaneamente sullo spazio architettonico e sul tessuto urbano. L’edificio non viene semplicemente riqualificato, ma ripensato come un dispositivo permeabile, aperto alla città e in grado di generare nuove forme di relazione tra spazio pubblico e attività culturali. Il secondo classificato, guidato dal raggruppamento CHORUS + Fosbury Architecture + Artefice + Prodim + Consulenti, ha sviluppato una proposta fortemente orientata alla ridefinizione spaziale interna, immaginando il Corso come sequenza di ambienti differenziati e connessi, capaci di articolare una pluralità di usi e di pubblici, con particolare attenzione alla fruizione contemporanea e alla modularità. Il terzo classificato, guidato da ARCHISBANG + SINTECNA + ORBYTA ENGINEERING, ha invece privilegiato un approccio più marcatamente tecnologico e infrastrutturale, enfatizzando la capacità dell’edificio di diventare piattaforma per linguaggi digitali e nuovi media, con una particolare attenzione all’integrazione tra impianti, sostenibilità e performance ambientale. Il team quarto classificato (ex aequo), composto da Arch. Federico Bertolo + Arch. Tommaso Bisogno + Buromilan ha proposto una rilettura più architettonica e formale dello spazio, lavorando sulla chiarezza distributiva e sulla definizione di un sistema ordinato di relazioni tra le diverse funzioni, con una particolare sensibilità per il rapporto tra struttura esistente e nuovi interventi. Infine, quarto classificato (ex aequo) il raggruppamento guidato da SDV + SUPERSPATIAL + Arch. Giuseppe Chiariello, ha sviluppato una proposta che enfatizza la dimensione esperienziale e immersiva dello spazio, immaginando il Corso come ambiente capace di trasformarsi in relazione agli eventi e ai contenuti, con un forte accento sulla dimensione performativa e partecipativa. La giuria, che ha garantito l’alto profilo del processo valutativo, era composta da Eva Fabbris, direttrice del Madre – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Ippolito Pestellini Laparelli, architetto e già presidente della Giuria della Biennale Architettura; Antonio Atripaldi, progettista con significativa esperienza museale; Nicola Tracanzan, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti PPC di Vicenza; e Francesca Lazzari, Presidente della Fondazione Giuseppe Roi. I progetti presentati non costituiscono soltanto soluzioni alternative, ma costruiscono un campo di possibilità che la mostra restituisce alla città come patrimonio condiviso: Corso torna alla città non solo come edificio riqualificato, ma come nuovo spazio culturale.

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