LA RIVOLUZIONE CULTURALE DI ALEC ROSS: METTERE INSIEME INTELLIGENZA E SAGGEZZA
Son 192 pagine, che l’editore Feltrinelli ha spedito in libreria lo scorso ventisei di maggio....

Son 192 pagine, che l’editore Feltrinelli ha spedito in libreria lo scorso ventisei di maggio....

Son 192 pagine, che l’editore Feltrinelli ha spedito in libreria lo scorso ventisei di maggio. Costano diciotto euro, che, chi giungerà all’ultima sillaba dell’articolo, non riterrà tanti. Anzi…!
Son state redatte da Alec Ross, autore bestseller e Distinguished Professor presso la business school della Bologna Business School. Board Partner presso Collective Global, una società globale di venture capital, siede nei consigli di amministrazione di aziende nei settori della tecnologia, della manifattura, dei media, dell’educazione, del beverage, della salute e della cybersecurity, ha ricoperto il ruolo di Distinguished Senior Fellow presso la Johns Hopkins University e di Senior Fellow presso la Columbia University School of International & Public Affairs. I suoi scritti sono apparsi in pubblicazioni come The Wall Street Journal e Foreign Policy. I suoi articoli accademici sono stati pubblicati come copertine su riviste come SAIS Review of International Affairs e NATO Review. Durante l’amministrazione Obama, ha ricoperto il ruolo di Consigliere per l’Innovazione del Segretario di Stato, un incarico creato appositamente per lui al fine di modernizzare la pratica della diplomazia e portare soluzioni innovative per promuovere gli interessi di politica estera degli Stati Uniti. Coordinatore per il Comitato di Politica Tecnologica e dei Media nella campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008, ha fatto parte del team di transizione presidenziale Obama-Biden.
Ora, se questo è un sintetico affresco esistenziale dell’autore, quale potrebbe essere il titolo del libro? È presto detto: The Italian Dream: Riprendersi il Futuro.
Ovvero? Una riflessione che parte dalla sua storia familiare, la storia familiare di Alec Ross: i bisnonni emigrarono da Campo di Giove e Cansano, piccoli centri della provincia dell’Aquila, verso gli Stati Uniti in condizioni di estrema povertà. Da quel viaggio nasce un filo generazionale che lo porta, decenni dopo, fino a Washington e alla Casa Bianca. Oggi Ross rilegge quella traiettoria come chiave per interpretare l’Italia contemporanea.
E tal prezioso volumetto, costruito senza raccontarci le solite favole su cibo, sole e mare, al pomeriggio del 4 di giugno, è stato protagonista d’un affollato dibattito in quel di Palazzo San Giorgio, nel cuor della Reggio Calabria politica ed affascinante.
Quella reggina è una delle tappe di “Consonanze – Dialoghi d’Autore”, rassegna promossa da Feltrinelli in collaborazione con Entopan, think tank internazionale sui temi dello sviluppo e dell’innovazione, che mira a portare la cultura oltre i luoghi convenzionali, creando spazi di dialogo autentico tra autori e comunità locali.
A dialogar con Ross è Francesco Cicione, fondatore di Entopan e del suo paradigma “Innovazione Armonica”.
A moderare è l’avvocato Demetrio Naccari Carlizzi, presidente CdA di Sorical.
E se basta semplicemente sfogliare il libro per cogliere, già nelle pagine introduttive, la validità e l’originalità d’un testo ch’è al contempo visionario e pragmatico, Naccari e Cicione centrano compiutamente l’obiettivo dell’incontro: incuriosire il vasto uditorio, suscitare in ciascuno il desiderio di capir cosa ogni singolo individuo può fare, stimolare l’essenziale esercizio della lettura, anticamera della riflessione nonché della… rivoluzione!
Naccari stuzzica, legge fra le righe, esorta Cicione e Ross a fornire risposte, e puntualizza: il comico, vestendo i panni del presidente di Confindustria, si chiedeva: dov’è il foglio del come? Ecco, Cross, con questo libro, suggerisce quei settori sui quali il sogno italiano può diventare percorso di crescita, unificante, opportunità per non guardare solamente al nostro grande passato che rappresenta la nostra memoria, e quindi la nostra base, ma a guardare e costruire il futuro, fermando il declino, offrendo opportunità per le nuove generazioni.
Cicione, invece, parte da un dato: l’Italia è l’unico Paese OCSE ad avere avuto una diminuzione dei salari, nel resto sono saliti di un terzo. Dati che ci restituiscono un Paese che ha smesso di sognare. L’innovazione non è mai coincisa con un sistema Italia ma con il genio italico. L’innovazione è sempre stata discontinua, ha coinciso con individui che hanno fatto la differenza nei loro contesti. L’Italia dei nostri padri e nonni aveva il futuro in tasca. Quell’Italia ha generato dei figli sazi, adagiati su quella ricchezza, hanno smesso di coltivare la fatica del sogno collettivo. C’è un dato, la ricchezza italiana pubblica e privata vale 12 trilioni di euro. Il 10% del PIL mondiale. Non li abbiamo generati noi, ma ereditati. Queto Paese campa di rendita e così vince l’individualismo, ognuno punta a massimizzare la propria rendita. Un trilione e mezzo giacciono sui nostri conti correnti producendo guadagni passivi. Al posto di investire e costruire il sogno italiano, preferiamo tenere i nostri risparmi a generare rendite passive. Per sognare dobbiamo guardare in faccia l’incubo dell’ultimo trentennio, non per scoraggiarsi, questo è un passaggio ottimistico, assumere consapevolezza degli errori fatti, non siamo buoni discendenti dei nostri antenati e non siamo buoni antenati dei nostri discendenti. L’armonia non è solo un metodo. Siamo nella Magna Grecia che ci insegna che l’armonia è un canone, ci spiega come le leggi naturali reggono il cosmo. La vera innovazione armonica mette l’uomo al centro, un uomo umano e non distopico. Il libro di Alec è necessario, il libro di un amico, di una persona che ama l’Italia, che ha scelto di vivere metà del suo tempo in Italia, di sottrarre all’America questo tempo. Ama l’Italia, scrive e parla dell’Italia con l’amore di chi l’ha scelta, non l’ha subita: in questo libro ci aiuta a guardarci allo specchio, ad andare oltre le fragilità,
Spazio, poi, alle riflessioni di Alec Ross, il “cowboy” innamorato dell’Italia: io ho un’idea semplice sui nostri giovani: sono pesci nell’acqua nell’uso delle nuove tecnologie. Il segreto è mettere insieme intelligenza e saggezza, due cose diverse. Abbiamo preso, in America, ventenni, trentenni intelligenti nell’uso della tecnologia – i miei studenti sono più bravi di me nell’uso delle tecnologie – gli abbiamo messo di fianco persone sagge, con capelli grigi, per costruire progetti. Questo richiede un cambiamento culturale. Noi, in Italia, invece trattiamo ventenni, trentenni come se fossero bambini. Si laureano e fanno stage in cui guadagnano spiccioli, senza responsabilità, diciamo che “ci vuole pazienza”. I veri bravi non sono pazienti, partono e vanno in California. Ci sono, a Cupertino, aziende che parlano solo italiano. I lavoratori mi dicono che le loro competenze sono valorizzate più qui che in Italia: per essere responsabilizzati, in Italia avrebbero dovuto aspettare 15 anni. La risposta è dare spazio a questi giovani. Io ho gestito la campagna di tecnologia e media per la prima candidatura d’Obama, avevo una trentina d’anni: Barack mi ha messo di fianco persone sagge e ci ha dato spazio di sperimentare. Alla fine della campagna elettorale ci hanno detto che eravamo dei geni, ma nessuno ha visto che abbiamo fatto tanti errori, come fanno i giovani. Obama ha creato uno spazio per sperimentare, per fare, per non punirci troppo se sbagliano. E abbiamo fatto cose che hanno fatto la differenza in campagna elettorale. Obama ci ha dato responsabilità con accanto persone sagge. Assumiamo i neolaureati, mettiamogli accanto persone esperte, questo è più importate di qualsiasi cosa.
E il sogno italiano? Ecco Ross: è la convinzione che l’Italia possa riprendersi il futuro, non nell’imitazione dell’America, ma nel fare progetti di medio-lungo termine, investendo sui propri valori: bellezza, comunità, creatività, innovazione, qualità della vita e fiducia collettiva.
Ross, insomma, non idealizza l’Italia, ma nemmeno la condanna: la interroga, la provoca e infine le parla. The Italian Dream è un libro utile, in un tempo in cui molti italiani hanno smesso di confidare che il loro Paese abbia un futuro migliore del presente. Alec Ross ci invita a recuperare il gusto della visione, a tornare a sognare in grande, a credere che un’Italia diversa sia non solo desiderabile, ma possibile.
L’Italia è già un sogno. Ma non ha ancora imparato a costruire il proprio futuro. Per riprenderselo, deve smettere di scegliere tra sogno e realtà e iniziare a usarli insieme.
