Fondazione Corrado Alvaro, il TAR annulla il commissariamento: bocciata la decisione della Prefettura
SAN LUCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui...

SAN LUCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui...

Ne discutiamo mercoledì 17 giugno alle ore 18.30 con i Giovani palestinesi d’Italia presso La Base.
Il dossier, nato dalla collaborazione tra People’s Embargo for Palestine, Giovani Palestinesi d’Italia, Palestinian Youth Movement e The Weapon Watch, con il supporto legale dell’European Legal Support Center, offre una mappatura precisa, suddivisa per singole regioni, delle aziende italiane coinvolte nella fornitura di armamenti e componenti belliche.
Oltre al comparto strettamente militare, la ricerca fa luce sulle spedizioni di risorse energetiche, svelando i flussi di carburante e petrolio greggio che partono o transitano dall’Italia per rifornire l’apparato militare israeliano.
Comprendere a fondo le responsabilità dirette del nostro Paese non è più soltanto un esercizio di analisi, ma un dovere politico urgente per fermare il genocidio e la filiera bellica. Riconoscere come i porti, le aziende e le infrastrutture energetiche e industriali italiane supportino attivamente le politiche di aggressione e occupazione militare ci permette di individuare i nodi cruciali sui cui intervenire.
Soltanto svelando la complicità istituzionale e logistica dei territori in cui viviamo possiamo costruire un’opposizione reale, consapevole e radicata dal basso, capace di esigere un effettivo embargo e di fermare i crescenti investimenti nella filiera bellica.
