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di Nadir Masuero
La Libreria Editrice Vaticana (LEV) celebra lo storico traguardo dei suoi primi cento anni di storia. Ospitando il 24 giugno scrittrici e scrittori di fama mondiale, tra cui Elizabeth Strout, Susana Tamaro, Enrico Brizzi, Sorj Chalandon, e Igiaba Scego, la casa editrice vaticana ha festeggiato il suo centenario con un evento culturale straordinario: un’udienza privata concessa da Papa Leone XIV per approfondire il dialogo sui temi fulcro dell’autorialità contemporanea: dalle intelligenze artificiali alla responsabilità degli autori, dai discorsi sulla comunità ai flussi migratori.
L’incontro, svolto in Vaticano, ha ribadito la centralità della parola scritta come strumento di unione e comprensione reciproca. Papa Leone XIV ha definito l’atto dello scrivere come un atto di verità e un gesto di umanità, sottolineando il profondo legame tra la narrazione e la rivelazione. Riprendendo il magistero di Papa Francesco e la celebre esortazione di Paolo VI agli artisti “Abbiamo bisogno di voi”, il Pontefice ha esaltato il potere empatico e formativo dei libri, capaci di abbattere le barriere del fondamentalismo e dell’egoismo per restituire valore alla virtù umana contro un momento storico dominato dalla disumanizzazione (e dalle tecnologie).
Le parole del Santo Padre hanno trovato una profonda eco nelle dichiarazioni degli autori presenti, testimoniando l’impatto universale del messaggio pontificio.
La celebre scrittrice statunitense e premio Pulitzer, Elizabeth Strout, ha espresso profonda gratitudine ed empatia verso la visione espressa dal Papa, dichiarando ad Ansa:
“Il Papa non ha parlato di pace nel mondo, ma so che sta facendo del suo meglio per contribuire a raggiungere la pace nel mondo e questo è meraviglioso”
Per l’autrice, la letteratura si conferma una palestra di umanità essenziale per connettere le persone e superare la solitudine interiore.
Allo stesso modo tra gli ospiti la scrittrice nativa di Roma, italosomala e musulmana, Igiaba Scego ha evidenziato il forte valore simbolico e inclusivo dell’udienza. Scego ha commentato l’evento sottolineando l’importanza del riconoscimento del ruolo degli autori nella società contemporanea, affermando che Papa Leone ci ha fatto sentire che gli scrittori sono una componente vitale, accolti e ascoltati come veri e propri costruttori di ponti tra culture e storie diverse.
Il centenario della Libreria Editrice Vaticana non rappresenta soltanto la memoria storica di un’istituzione editoriale di riferimento per la saggistica teologica e spirituale. Sotto la guida di Papa Leone XIV, la LEV riafferma la propria missione globale: promuovere la lettura come antidoto alla chiusura mentale e valorizzare la scrittura non come un possesso geloso, ma come un bene comune aperto al dialogo interreligioso, sociale e antropologico.
