Fondazione Corrado Alvaro, il TAR annulla il commissariamento: bocciata la decisione della Prefettura
SAN LUCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui...

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La riapertura della tratta ferroviaria Sibari–Crotone è una buona notizia per la Calabria e per migliaia di cittadini che da troppo tempo convivono con disagi e incertezze. Ma sarebbe un errore considerarla un traguardo. È, piuttosto, un punto di ripartenza che dovrà tradursi in un progetto di rilancio definitivo della ferrovia ionica, attraverso il completamento dell’elettrificazione e la creazione di collegamenti diretti, rapidi e affidabili, senza gli ormai consueti cambi di treno a Sibari o Lamezia Terme.
Il ritorno dei convogli sulla linea arriva dopo un importante intervento di ammodernamento che ha interessato binari, ponti, stazioni e sistemi di sicurezza, con investimenti superiori ai 360 milioni di euro. L’introduzione dell’ERTMS rappresenta un passo avanti significativo verso una gestione più moderna ed efficiente della circolazione ferroviaria. Sono risultati concreti che meritano di essere riconosciuti. Tuttavia, la prudenza resta d’obbligo.
La storia recente della linea Sibari–Crotone insegna che gli annunci non sempre coincidono con la normalità del servizio. Negli ultimi anni la riapertura della tratta è stata più volte salutata come definitiva, salvo assistere, dopo pochi mesi, al ritorno degli autobus sostitutivi e a nuove interruzioni. A pagare il prezzo di questa instabilità sono stati soprattutto pendolari, studenti e lavoratori, costretti a fare i conti con tempi di percorrenza più lunghi e una mobilità tutt’altro che affidabile.
È proprio qui che si misura il vero valore della riapertura. Non basta rimettere in circolazione i treni: occorre garantire continuità del servizio. Le prime settimane hanno già evidenziato alcune criticità, con cancellazioni e disservizi che dimostrano come il percorso verso la piena normalità sia ancora in corso. La sfida è trasformare una riattivazione in un servizio stabile, puntuale e competitivo, capace di restituire fiducia a chi ogni giorno sceglie il trasporto ferroviario.
Il nodo decisivo resta quello dell’elettrificazione. I cantieri sono aperti, le palificazioni avanzano e sono in costruzione le nuove sottostazioni elettriche, ma il lavoro è ancora lontano dall’essere concluso lungo l’intera dorsale ionica. Fino a quando la linea non sarà completamente elettrificata, continueranno a esserci limiti operativi che impediranno l’impiego stabile di convogli elettrici sulle lunghe percorrenze e renderanno più difficile ridurre i tempi di viaggio. È questo il passaggio che può davvero cambiare il futuro della ferrovia ionica.
Allo stesso modo, l’innovazione tecnologica dovrà essere completata e valorizzata. L’ERTMS costituisce uno standard europeo che aumenta sicurezza, efficienza e capacità della rete, ma il suo potenziale potrà essere pienamente espresso solo quando sarà esteso all’intera linea e integrato con materiale rotabile moderno. Le infrastrutture, da sole, non bastano: devono tradursi in un servizio migliore per gli utenti.
C’è poi un tema che riguarda la visione complessiva della mobilità. La costa ionica non ha bisogno soltanto di una ferrovia riaperta, ma di una rete realmente integrata. Treni, autobus, parcheggi di interscambio e collegamenti efficienti con l’aeroporto di Crotone devono diventare parti di un unico sistema capace di offrire spostamenti semplici, veloci e continui. Solo così sarà possibile ridurre il ricorso ai servizi sostitutivi e rendere il trasporto pubblico una scelta realmente competitiva rispetto all’automobile.
La memoria dei cittadini resta segnata da anni di promesse, rinvii e cronoprogrammi disattesi. Per questo il momento dei tagli del nastro deve lasciare spazio a quello delle responsabilità. Servono tempi certi per il completamento dell’elettrificazione, risorse garantite fino alla conclusione dei lavori e un monitoraggio costante da parte di RFI, Regione Calabria e Trenitalia, con il coinvolgimento delle rappresentanze dei pendolari. La credibilità delle istituzioni si misura soprattutto sulla capacità di mantenere gli impegni assunti.
La partita, del resto, va ben oltre il trasporto ferroviario. Una ferrovia moderna significa più opportunità per il turismo, maggiore competitività per le imprese, collegamenti più efficienti con il porto di Crotone e con l’aeroporto cittadino, nuove occasioni di sviluppo per un territorio che per troppo tempo ha pagato il prezzo dell’isolamento infrastrutturale. Una rete ferroviaria efficiente non è un lusso, ma una condizione essenziale per la crescita economica e sociale della Calabria ionica.
La riapertura della Sibari–Crotone merita quindi di essere salutata come un segnale positivo, ma non può diventare un punto di arrivo. Il vero successo sarà raggiunto solo quando la linea sarà interamente elettrificata, tecnologicamente all’avanguardia e in grado di offrire collegamenti diretti, frequenti e affidabili. Solo allora si potrà dire che la costa ionica è tornata davvero al centro della rete ferroviaria calabrese, trasformando un’inaugurazione in una svolta concreta e duratura.
Un Libero Pensatore Crotonese
