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Attentato a Ranucci: arrestato Valter Lavitola

Da Giornalistitalia.it

L’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci «è stato commissionato da Valter Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti» di Valter Lavitola «in ambito politico». Lo scrive il Gip del Tribunale di Roma, Iole Moricca, nell’ordinanza con cui ha disposto l’arresto dell’imprenditore ed ex editore e giornalista, Valter Lavitola,  60 anni, ritenuto il mandante dell’azione dinamitarda del 16 ottobre scorso.

Nell’ordinanza si legge che «se, infatti, lo scopo era quello di favorire l’ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato, è indubbio che nella ideazione dell’indagato, agli occhi della vittima e dell’opinione pubblica l’evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l’incolumità del giornalista».
Nell’ordinanza si legge, inoltre che commentando l’attentato, Valter Lavitola aveva commentato che se fosse stato lui il mandante «allora voleva dire che era d’accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola».
I Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati hanno, dunque, dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Valter Lavitola e del suo collaboratore Gomes Clesio Tavares.

In un comunicato dei carabinieri di Roma, viene spiegato che «le due persone sono gravemente indiziate dei delitti di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso in ordine allo sviluppo delle complesse indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, avviate a seguito dell’attentato dinamitardo perpetrato la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia (frazione di Torvaianica), ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci.

Le auto

Le investigazioni avevano già condotto, lo scorso 30 giugno, all’arresto di quattro soggetti, gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali della deflagrazione».
Secondo quanto delineato nel provvedimento cautelare, «i ruoli dei due indagati si sono articolati in compiti di pianificazione e coordinamento operativo»: Valter Lavitola è indiziato di «aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato al cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista. Inoltre, lo stesso Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo sul luogo del delitto in data 15 settembre 2025».
I carabinieri spiegano che «Tavares, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’autovettura del suocero».
«Le misure restrittive – sottolineano i Carabinieri di Roma – si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde. Le risultanze derivano dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l’area dell’attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi».
I carabinieri, ovviamente, precisano che «il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva».

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