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L’addio di Parigi a Kavinsky star della French Touch

Celebrati a Saint-Pierre de Montmartre i funerali del Dj autore di Nightcall morto a 50 anni

da Giornalistitalia.it

Il mondo della French Touch si è dato appuntamento nella chiesa di Saint-Pierre de Montmartre, a Parigi, per l’ultimo saluto a Kavinsky, 50 anni, trovato morto nella sua abitazione per cause ignote.

Kavinsky, pseudonimo di Vincent Belorgey, è un’icona della musica dance elettronica perché, grazie alla fusione delle sonorità transalpine con l’estetica rétro e la synthwave, ha ridefinito la musica da club europea, dimostrando che la Francia può tranquillamente competere con la scena anglosassone.

Disk jockey, attore e produttore discografico, Kavinsky ha affidato la sua musica ad artisti del calibro dei Daft Punk, degli Etienne de Crécy e degli Air raggiungendo il successo nel 2010 grazie a Nightcall, il brano utilizzato l’anno successivo come colonna sonora del film Drive. Canzone, Nightcall, che ruota attorno al suo alter ego: un pilota morto nel 1986 in un incidente stradale con una Ferrari Testarossa nel 1986 torna vent’anni dopo come uno zombie per fare musica elettronica e, nella notte, telefona alla sua ex compagna per avvisarla che, dopo il ritorno dall’aldilà, non è più l’uomo di un tempo e quindi devono parlarsi.

Radunate davanti alla chiesa del quartiere parigino di Montmartre, in una torrida giornata d’agosto, centinaia di persone: fan devoti, artisti, attori, musicisti. Tra essi Thomas Bangalter (ex Daft Punk), il duo Justice, Pedro Winter e il regista Quentin Dupieu.

Tantissimi, ovviamente, i giornalisti, i fotografi e i cineoperatori presenti per raccontare l’ultimo saluto alla star che, al termine della cerimonia, è stata tumulata al cimitero di Saint-Vincent.

Il tutto mentre, davanti alla chiesa di Saint-Pierre, scorreva incessante il fiume di turisti diretti alla Basilica del Sacro Cuore di Montmartre, che dista poche decine di metri. Tutti, però, dietro il cancello della chiesa, in quanto per volontà della famiglia la cerimonia si è svolta in forma strettamente privata. Mentre in chiesa veniva celebrato il funerale, nella piazzetta antistante i turisti cercavano di farsi largo tra fan, giornalisti e il servizio d’ordine curato dalla Polizia Nazionale, chiedendosi se il morto fosse un personaggio famoso. Unanime la risposta da chi lo conosceva: artista da sempre, sensibile, divertente, ma anche profondamente tormentato, mentre dagli altoparlanti veniva diffusa la sua Nighcall, eseguita anche da Angèle in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Parigi 2024. All’arrivo della salma era stato diffuso “Lo squalo” di John Williams, mentre all’uscita, tra gli scroscianti applausi, i suoi celebri “Outsider” e “Brothers in Arms”.

Il passaggio della bara davanti a due ritratti di Kavinsky nel suo iconico look caratterizzato dagli stessi occhiali e lo stesso stile da teenager degli anni ’80, ha insomma consegnato alla storia un personaggio che, come il suo alter ego, ha lasciato questo mondo troppo presto per essere consegnato al mito.

«Con l’improvvisa scomparsa di Kavinsky, la Francia ha perso una delle sue voci più distintive», ha infatti dichiarato il ministro della Cultura, Catherine Pégard, aggiungendo che «dal film Drive alle Olimpiadi di Parigi, il mondo intero ha risuonato sulle note di Nightcall. Al contempo ballabile e nostalgica, la sua musica continuerà a trascendere generazioni e confini».

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