Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

Nei giorni scorsi ci ha lasciato Miljianka Sakovic…, sindacalista del sindacato Samostalni di Kragujevac, insieme a Rajka Veljovic, dal 1999 referente di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija per i molti Progetti di Solidarietà della nostra associazione.
Per quanto mi riguarda questa donna, questa compagna, questa sorella è un pezzo insostituibile del mio percorso di vita e delle piccole battaglie fatte insieme, per non essere complice di ciò che, è stato fatto in quelle terre e a quel popolo, dai criminali della NATO.
Miljia, una donna, una compagna fiera, coraggiosa, coerente, positiva, con una vitalità e una praticità operosa, che solo il male, gli aveva impedito in questi ultimi anni di essere al suo posto di lotta e impegno.
Insieme a Rajka,ci eravamo conosciuti nel lontano 1999, insieme a Ruzica Milosavljievic, allora segretaria del Sindacato Samostalni di Kragujevac e da allora non ci siamo mai più persi, perché avevamo una affinità, storie, valori comuni profondi. Con lei e Rajka, abbiamo progettato, pensato costruito e poi FATTO, decine di Progetti solidali, dalla Zastava di Kragujevac, a scuole, orfanotrofi, famiglie in situazioni di povertà nell’area locale, fino all’enclave di Gorazdevac e nella città di Mitrovica in Kosovo. Noi tre come una squadra operativa funzionante con precisione e intesa perfette, abbiamo anche vissuto, nel Kosovo occupato, situazioni e momenti estremamente difficili e pericolosi, ma mai con negatività, sempre con la serenità e la coscienza di fare cose giuste e utili a gente sofferente e spesso vinta.
Mentre scrivo queste righe, la commozione è dilagante, perché i ricordi di centinaia di momenti vissuti, nel senso più pieno di questa parola, mi scorrono davanti e nella mente: cose da preparare, da fare, spostamenti, assemblee con i lavoratori, visite alle famiglie adottate, situazioni molto complicate, spesso affrontate solo con sguardi fra di noi, pianti, risate,dolori, abbracci, tensioni, balli…come un tutt’uno, com’è sempre stato in quelle terre, con quel popolo.
Sembrerebbe una storia minore, invece è una storia di una grande donna e compagna che, insieme a poche altre, come la sua “sorella” Rajka, nonostante una marea travolgente di avvenimenti contrari sono restate fieramente in piedi, magari piegate nella vita, ma senza inchinarsi di fronte a nessuno, non abbassando la testa, perché della loro vita e scelte, nulla hanno da rimproverarsi e perché la loro coscienza politica e morale, è rimasta integra e trasparente.
Come ai tempi del colpo di stato contro Milosevic nel 2000, lei aveva Slobo in una spilla sulla giacca e c’era nelle strade la caccia ai socialisti, ai sindacalisti, ai compagni, molti gli dicevano di levarla che era pericoloso e lei, senza paura, con il suo orgoglio e fierezza disse: “…Io sono un operaia, ho sempre fatto il mio dovere, onestamente e senza malefatte verso alcuno. Questo è il mio Presidente e non lo tradisco…”. In queste poche parole, ecco chi era Miljianka Sakovic.
Milja se l’è portata via un tumore, una malattia dilagante nella Serbia uranizzata dalle bombe all’uranio della NATO, di cui quella terra è intrisa, uno dei costi per portare la “democrazia” e il benessere a quel popolo…che dopo 26 anni ancora non hanno visto.
Do viden ja Miljia, ricordiamoci così. Per le grandi e belle cose FATTE insieme in questi 26 anni, per il popolo serbo e jugoslavo umiliato e sofferente:
