Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...
Si è conclusa la terza edizione del premio letterario “La Fortuna” Città di Polistena, nato da un’intuizione del direttore artistico Piero Cullari, con l’obiettivo di promuovere le case editrici calabresi e, soprattutto, gli autori calabresi. A promuovere il premio anche quest’anno la libreria Universitaria di Polistena e lo studio odontoiatrico dei fratelli Laruffa, in collaborazione con l’associazione culturale Girolamo Marafioti e la Pro Loco.
Tra gli otto finalisti, Quattro apocalissi di Domenico Benedetto D’Agostino, Il fondo di Angela Tibullo, Mabina di Lilla Sturniolo, Il canto del pettirosso di Rita Fiordalisi, Nameless di Massimo Felice Nisticò, Fernando che canta alla luna di Matilde De Paola, L’essenza dell’odio di Nino Cervettini, spicca il primo romanzo della giovane autrice Victoria Villì A volte la felicità dura 120 secondi edito da Città del Sole edizioni. Un’opera intensa e commovente che racconta la storia travagliata di una giovane e piccola guerriera che ripercorre un viaggio in dietro nel tempo affrontando i fantasmi del passato. La qualità della scrittura e del racconto è valso alla scrittrice il premio Università assegnato dalla Libereria Università di Polistena srl. “Il romanzo – si legge nelle motivazioni – percorre argomenti angosciosi e coinvolgenti quali il passato, la memoria, la perdita, il dolore, una sorta di studio del perché; un pensiero molto frequente in filosofia e psicologia.
L’uomo, per sua natura, è spinto a ricercare in ogni sua azione, in particolar modo nei momenti di crisi e di sofferenza interiore, un qualcosa che consenta di superare ansie e inquietudini. L’autrice, con il suo romanzo, dà una chiave di lettura profondo per superare il passato senza azzerarlo per costruire un nuovo futuro”.
