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A SPAZIO OPEN SBARCÒ MARX

Nelle famose Tesi su Feuerbach, che Marx scrisse nel 1845 ma che divennero pubbliche soltanto nel 1886, allorquando Engels, e Marx era già morto, le inserì in appendice al saggio Ludwig Feuerbach e il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, a un certo punto leggiamo: i filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ma si tratta di trasformarlo.

Marx, insomma, in nuce, cominciava a modellare la pratica della trasformazione rivoluzionaria del reale.

Tali concetti, qualche sera fa, facevano nuovo capolino nella testa di quanti avevano deciso di trascorrere un paio d’ore a Spazio Open, grazioso, confortevole e accogliente luogo, frutto della creativa originalità degli editori Antonella Cuzzocrea e Franco Arcidiaco, che offre l’opportunità di scoprire, in maniera comoda, calda o fresca a seconda del clima, volti e fatti che si celano dietro le famose, strepitose copertine che Città del Sole Edizioni crea per i libri che pubblica.

Quella sera, attorno al tavolo, in procinto di presentare il libro, stavano Franco Arcidiaco, il professor Tonino Perna e l’autore del libro, Alberto Pellegrino.

E ad esser presentato era Marx politico. Scritti politici e giornalisti, che, appunto, Città del Sole, spedì in libreria al tramonto del 2025.

Son 416 pagine e la voluminosità potrebbe indurre a lasciar perdere, a non imbrigliarsi nella lettura d’un testo di certo astruso, complicato, lontano dalla nostra realtà sociale e umana e civile.

Eppure, nelle già citate Tesi, Marx, in un altro paragrafo, scrive che la questione se al pensiero umano spetti una verità oggettiva, non è questione teoretica bensì una questione pratica. Nella prassi l’uomo deve provare la verità, cioè la realtà e il potere, il carattere immanente del suo pensiero. La disputa sulla realtà o non-realtà del pensiero – isolato dalla prassi – è una questione meramente scolastica.

Pertanto, piuttosto che lasciarci vincere da dubbi, per giunta infondati, procuriamoci il libro, sfogliamolo e… rendiamoci conto che, annotava Jorge Luis Borges, il passato è l’argilla che il presente plasma a capriccio. Interminabilmente.

Tra l’altro, cosa rara in questi tempi impastati col pressapochismo e la comoda superficialità, il trio Arcidiaco-Pellegrino-Perna (in rigoroso ordine alfabetico) regala agli intervenuti una chiave di lettura assai particolare: del libro, ovviamente, ma anche del tempo trascorso, del tempo che è, del tempo che verrà.

Qualche esempio?

È presto fatto!

Tonino Perna svela, praticamente subito, che fra i segreti, che rendono questo libro un’autentica sorpresa, v’è l’esser, il libro, dotato d’una trama… Ebbene sì! Pellegrino poteva creare un mattone, ha invece congegnato un… romanzo, ricco di documenti, aggrappato a tante fonti, scorrevole, avvincente addirittura. Capace, in definitiva, di raccontarci come Marx ed Engels si avvicinarono alla realtà del tempo loro, affiancandola, ascoltandola, analizzandola, proponendole suggerimenti e possibili piste nuove.

Alberto Pellegrino, invece, tiene a sottolinear che Karl Marx va letto senza il tarlo della ricerca, magari pure forzata, delle cose d’oggi. In Marx non dobbiamo trovare una lettura dell’oggi. Leggiamolo, Marx, in maniera libera: scopriremo tanto. Anche perché, aggiunge Pellegrino, l’analisi politica è legata al momento: s’è sempre valida, non è più politica, è cosa generica, è teoria…

Franco Arcidiaco, autodefinitosi editore militante, quindi propenso a pubblicare, insieme ad Antonella, mia moglie, quel che ci piace, rammenta che se il Manifesto è ancor oggi il libro più venduto, e quasi tutte le case editrici, in catalogo, lo hanno, è anche vero che il libro di Pellegrino annienta quel vuoto che c’era, quell’assenza di pagine autorevolmente critiche e costruttive attorno al Marx giornalista, e, al contempo, offre l’opportunità di verificare come Marx sia stato capace d’anticipare quel che poi sarebbe accaduto: la globalizzazione, ad esempio, fu prevista da Marx…

Perna svela il… dietro le quinte del libro, richiamando quel carteggio con Mario Tronti, uno dei principali esponenti del marxismo operaista, al quale, continua Perna, Pellegrino confida la volontà di scrivere su Marx un libro. Una confessione, però, accaduta tanto tempo fa, a dimostrazione che l’autore nostro ha molto lavorato, meditato, limato l’opera che oggi abbiamo tra le mani.

Pellegrino precisa che nel Manifesto v’è pure analizzata la situazione italiana. Magari non in maniera diretta: molti casi simili al nostro vengono trattati. La prospettiva politica di Marx include, dunque, il caso italiano, offrendo delle prospettive.

Ora, avviandoci alla conclusione, esortando il lettore a far proprio il libro di Alberto Pellegrino, Marx politico. Scritti politici e giornalisti, Città del Sole Edizioni, 416 pagine, € 30,00, ci permettiamo citar Sant’Agostino…: i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa.

Affinché l’uomo costruisca una visione chiara, concreta, capace di portar frutti e gettar ponti, è opportuno che conosca approfonditamente bene la storia e che abbia voglia d’attender quel che verrà, leggendo magari in anticipo i segni dei tempi futuri.

Per realizzare ciò l’uomo non può non aggrapparsi ai libri, amici fedeli.

Quello di Alberto Pellegrino è uno di quei testi che, una volta letto, non solo non lo si abbandona alla polvere, lo si tiene in bella vista, per la consultazione, perché è sempre buono e giusto lasciarsi aiutare nella comprensione dei fatti e dei volti che circondano questa nostra vita. Perché soltanto dopo aver compreso, oggettivamente, cosa sta accadendo, l’uomo può adoperarsi per mutar la realtà che l’accoglie, lo ospita, lo circonda.

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