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Al professor Caridi il premio letterario “Kerasion”

Sulle pendici della Sila piccola, a settecentocinquanta metri d’altitudine e sul fianco sinistro della valle del fiume Amato, sorge San Pietro Apostolo, comune, da oltre un migliaio d’abitanti, che prese il nome da quella piccola statua dell’Apostolo Pietro eretta nella zona.

Lì, oramai giunto alla sesta edizione, nasce e, annualmente, mentre tramonta l’estate, rivive il Premio Letterario “Kerasion”, all’interno della rassegna culturale “Letture nel Borgo”.

La giuria, presieduta da Vinicio Leonetti, giornalista e scrittore, è chiamata ad individuar vincitori fra opere di narrativa edita (romanzi lunghi e brevi, raccolte di racconti, diari), opere di saggistica edita (saggi, monografie, cronache pubblicati a decorrere dall’anno 2021), poesia edita (poemi, sillogi, raccolte di componimenti lirici) a tema libero.  

E se Miriam Rocca, direttrice del Premio, sottolinea che l’evento nasce “dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di San Pietro Apostolo di celebrare la bellezza della parola scritta e di dare un riconoscimento concreto a chi, attraverso la letteratura, sa toccare le corde dell’animo e raccontare la complessità del mondo. Kerasion è più di un semplice concorso: è un tassello fondamentale del nostro impegno a favore della cultura e dell’arte. È un invito a esplorare nuove voci, a riscoprire il potere delle storie e a costruire ponti tra luoghi, persone e generazioni”, il sindaco Raffaele De Santis chiosa: “restituire centralità alla parola è oggi un atto politico e culturale”.

A sera del ventinove d’agosto scorso, in una gremita piazza Roma e proprio in quel di San Pietro Apostolo, nel catanzarese, a un certo punto del gran galà, presentato dal giornalista Ugo Florio, v’è l’annuncio del vincitore della sezione saggistica. A trionfare è “Il cardinale Ruffo e la straordinaria avventura del 1799”, edito da Rubbettino e scritto dal professor, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, Giuseppe Caridi, la cui vita è concreto intreccio fra insegnamento e ricerca, divulgazione storica e amore per tutto ciò che concerne il passato, prossimo e remoto, del suo amato Meridione. Tant’è che la giuria, nella motivazione, evidenzia che Caridi ha ricostruito con rigore e con “inedite testimonianze storiografiche che l’autore ha ricercato e approfondito” un episodio cruciale della storia meridionale.

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