Fatica senza fatica: il 14 e il 15 marzo tutti al Vittoriale degli Italiani!
Sabato 14 dalle ore 16.00 e domenica 15 marzo dalle ore 11.00, il Vittoriale degli...

Sabato 14 dalle ore 16.00 e domenica 15 marzo dalle ore 11.00, il Vittoriale degli...
Bruno Gemelli, uno dei decani del giornalismo calabrese, è in questi giorni in libreria con il suo nuovo libro edito da Città del Sole edizioni, Il pappagallo silenzioso (120 pagg.14 euro)
Si tratta di storie quasi sempre misconosciute che concorrono a formare un genere letterario ibrido, una commistione di fatti storici e di costume con incursioni narrative e frammenti di saggio e pertanto particolarmente godibili, scritti con la leggerezza di un stylo rapid propria del giornalismo.
Dopo aver dato alle stampe per ultimi e sempre con Città del Sole Il grande otto (2013), Lo strano delitto (2015) ci consegna adesso Il Pappagallo silenzioso, undici nuove storie che al pari delle precedenti hanno come sfondo la Calabria.
Ed è quasi certamente alla Calabria che fa riferimento il titolo, tratto dalla poesia di inizio’900 Il pappagallo silenzioso, del poeta Aldo Palazzeschi, cui Gemelli ha sottolineato l’aggettivo silenzioso, quasi a fare scontrare la realtà apparentemente silente della regione con la pienezza di storie, passioni, conflitti che da sempre si agitano nelle viscere di questa terra e che ci invita a guardare e a comprendere. Siamo talmente abituati a pensare al pappagallo come uccello che parla che non ci fermiamo mai a riflettere sul suo silenzio! La citazione sin dal titolo stesso della poesia di Palazzeschi ci invita a farlo con toni drammatici perché fa scontrare la realtà della parola e quella del silenzio: quel pappagallo che protagonista del componimento se ne sta “su quella finestra” da un secolo. La gente lo chiama, ma lui non risponde, “guarda tacendo”.
Dal punto di vista stilistico e dei contenuti si tratta di undici prose brevi, corsivi di natura letteraria, coerenti con la natura complicata di questa terra, racconti tratte da persone, luoghi e periodi diversi.
Così è sicuramente nel racconto su Teresa Talotta/Anna Magnani del film Roma città aperta o sul primo scrittore di mafia, Francesco Saverio Barillaro e ancora sui disegni capolavoro del Codice Carratelli piuttosto che sulla vicenda del vescovo Perantoni.
Tutte queste vicende che il ns autore scova e insegue vengono accomunate dall’aria di famiglia che si respira nelle pagine del libro quasi a segnalarci che basta guardarsi intorno, sbirciare nei ricordi della propria vita, sfogliare le pagine dei quotidiani o un repertorio delle segnalazioni di incontri per cavarne delle storie importanti che qualcuno ha vissuto, altri hanno raccontato ma molti hanno dimenticato.
Il volume è stato presentato in anteprima al Salone del libro di Torino 2022.
