Fondazione Corrado Alvaro, il TAR annulla il commissariamento: bocciata la decisione della Prefettura
SAN LUCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui...

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Lo scorso 30 giugno 2026 si sono conclusi i delicati e complessi lavori di restauro della chiesa della Michelizia avviati fin dal 2016 in lotti di intervento finanziati con fondi del MIC a cura della SABAP di RC e VV.
La chiesa, risalente al XIII secolo, è testimonianza pregnante della storia della città di Tropea. Il bene è riconoscibile nello scenario naturale del promontorio, che spicca a Nord del borgo, con forme di assoluta purezza architettonica e monumentale solennità. La configurazione è definita da un fronte austero con portale sormontato da timpano spezzato in pietra arenaria e dalla semplicità dell’impianto a unica navata che si conclude nel presbiterio quadrato sormontato da tamburo e cupola.
Gli interventi di restauro attuati dalla SABAP RC-VV hanno risolto problematiche legate sia alla conservazione e al miglioramento del comportamento statico, sia alla restituzione della dignità figurativa del bene e garantendone la fruizione. Non solo, le azioni di risanamento attuate hanno permesso di svelare, al di sotto del pavimento moderno, la presenza di camere sepolcrali e creste di muri riferibili ai resti di più antichi edifici di culto. Ritrovamenti inattesi e preziosi per la comprensione sia della storia del monumento e sia per la conoscenza delle vicende insediative del sito. Le scoperte hanno confermato la presenza di un primogenio edificio votivo dedicato presumibilmente alla Vergine, poi abbandonato e riusato quale ricovero per animali dagli abitanti del quartiere del Carmine, secondo quanto riportato in documenti di archivio e nei racconti popolari. Le strutture rinvenute conservano più piani di intonaco e brani di affresco di epoca bizantina ancora in fase di studio.
Ai restauri hanno fatto seguito interventi volti alla riconfigurazione spaziale del bene attuati mediante realizzazione di un nuovo camminamento e di una moderna pavimentazione trasparente e reversibile atta a rendere leggibili le strutture di primo impianto e, al contempo, rispondere alle istanze contemporanee di piena fruizione e uso del bene. E’ stata anche accresciuta la capacità di percezione e visione della chiesa rendendola suggestiva anche a distanza e dal mare mediante la realizzazione di un impianto illuminotecnico, sia esterno che interno, che ne valorizza le geometrie architettoniche esaltandone dettagli, volumi e colori, e la rende fruibile anche negli orari serali.
Le azioni attuate sono, da ultimo, state affiancate da una campagna di rilievo digitale di dettaglio con laser scanner assolvendo alle esigenze di studio e documentazione della zona archeologica nonché dell’intera chiesa. Il rilievo digitale contribuisce alla completa lettura del bene e diviene un valido supporto alla conoscenza e alla programmazione di future azioni manutentive e di conservazione. Considerata l’imminenza della stagione turistica, nonché il richiamo del monumento, la Soprintendenza confida nella possibilità di apertura alla visita del bene restaurato.
