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Mediterranea

Da Roberto Latini a Gioia Salvatori: il grande teatro contemporaneo arriva a Tropea con Teatro D’aMare

Il festival di LaboArt prosegue con alcuni dei protagonisti della scena italiana, confermando la vocazione del festival a costruire, attraverso la cultura, un dialogo permanente con il territorio.

Tropea, 7 luglio 2026 – Dopo un’apertura che ha posto al centro il tema della disabilità, delle relazioni e della costruzione della comunità attraverso l’arte, Teatro d’aMare prosegue fino al 12 luglio con alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena contemporanea italiana, da Roberto Latini a Gioia Salvatori, da Alessandra Cristiani a Michele Losi. Un programma che conferma la volontà del festival diretto da Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi di rendere stabile, in un territorio conosciuto soprattutto per il turismo balneare, una proposta capace di mettere il pubblico in dialogo con alcune delle esperienze artistiche più significative del panorama nazionale.

«In questi anni abbiamo cercato di costruire un festival che fosse prima di tutto un’occasione di incontro tra il territorio e alcune delle esperienze più significative della scena contemporanea – afferma Maria Grazia Teramo, co-direttrice artistica di Teatro d’aMare -. Portare a Tropea artisti come Roberto Latini, Gioia Salvatori, Alessandra Cristiani e Michele Losi significa offrire al pubblico la possibilità di confrontarsi con linguaggi che raramente trovano spazio in contesti come questo. Anche così si costruisce una comunità: creando occasioni di scoperta e riconoscendo che la cultura può contribuire a prendersi cura dei luoghi tanto quanto delle persone».

Il primo appuntamento di martedì 7 luglio sarà, alle 16.00 a Palazzo Santa Chiara, il workshop “La cura si fa coro”, condotto da Katia Valente, un laboratorio dedicato alla voce come pratica di ascolto reciproco e costruzione collettiva. Alle 21.00 il Giardino del Museo Diocesano ospiterà “Cuoro”, scritto e interpretato da Gioia Salvatori, spettacolo capace di intrecciare ironia, autobiografia e osservazione sociale, seguito alle 22.30 da “Amleto al buio” di Roberto Latini, tra le figure più autorevoli del teatro di ricerca italiano, due volte vincitore del Premio Ubu come miglior attore o performer. Più che una rilettura del capolavoro shakespeariano, lo spettacolo è un’esperienza di ascolto in cui la parola, la voce e il suono diventano materia scenica.

Amleto al buio” tornerà in scena anche l’8 luglio alle ore 21.00, sempre nel Giardino del Museo Diocesano, seguito dal live di Katia Valente.

Giovedì 9 luglio il festival attraverserà linguaggi e spazi diversi. A Palazzo Santa Chiara alle 21.00 andrà in scena “Caduta la neve” di Alessandra Cristiani, tra le performer più significative della scena contemporanea italiana, mentre il Giardino del Museo Diocesano ospiterà alle 22.30 il concerto dei Glomarì. La giornata si concluderà alle 23.30 con “Just Walking”, l’esperienza performativa ideata da Michele Losi per Campsirago Residenza, un percorso notturno che invita il pubblico a riscoprire il territorio attraverso il cammino, trasformando lo spazio urbano in un luogo di incontro e immaginazione condivisa.

Il 10 luglio, alle 17.30 al Giardino del Museo Diocesano, Teatro d’aMare chiuderà il cartellone con “La cura del desiderio”, incontro realizzato in collaborazione con Nutrimenti – Tavolo delle Idee e C.Re.S.Co., dedicato ai temi che hanno attraversato l’intera manifestazione e al ruolo delle arti performative nella costruzione di nuove relazioni tra cultura e comunità. Al dibattito interverrà Barbara Apuzzo, attrice e autrice teatrale, protagonista del documentario “Non è amore questo”, un lavoro che racconta, attraverso uno sguardo intimo e privo di filtri, la quotidianità dell’artista, proponendo una riflessione sul corpo, sul desiderio e sulla disabilità che invita a superare stereotipi e percezioni superficiali. Il lungometraggio verrà proiettato in un luogo segreto del festival.

Dal 10 al 12 luglio il percorso proseguirà inoltre con “Animale di schiena”, il workshop condotto da Alessandra Cristiani al Castello Galluppi di Caria, dedicato alla ricerca sul corpo e sul movimento.

Teatro d’aMare 2026 è un evento organizzato da LaboArt Tropea APS e Comune di Tropea. I workshop del progetto Arte-è-Cura sono finanziati dall’Avviso Pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale” (D.D.G. n. 8026/2025) della Regione Calabria, finanziato nell’ambito del POC Calabria 2014-2020 (Azione 6.8.3); i workshop del progetto Teatro-è-Cura sono finanziati dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Drapia e del Comune di Parghelia, con il sostegno dei main sponsor LaboApartments e Tropis Hotel.

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