È MORTO MELO FRENI, VIVONO LE OPERE SUE
A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

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1. DI COSE SERIE. «Ancora prima che una persona o un manipolo di persone, Il Mostro di Firenze è una serie omicidiaria, un susseguirsi di delitti che rispondo a una certa struttura disponendosi in un certo ordine». Enrico Terrone, fra ordine, struttura, causalità, episodicità e stagionalità, ci regala questo libro, Il seriale. Un’indagine filosofica (Einaudi, Torino, 2025), che parla e scrive di cose molto serie. Una di esse è la serialità dei delitti del su menzionato Mostro di Firenze. Un’altra è la stessa realtà. Un’altra è la serie che è insita/intrecciata/interna alla stessa realtà, e che noi cerchiamo sempre di far venire fuori. «Fabbrichiamo le serie per rappresentare la realtà e c’è dunque un senso in cui le serie sono costrutti mentali, ma ci serviamo di tali rappresentazioni proprio perché la realtà contiene al suo interno configurazioni seriali che vogliamo scoprire». Il punto è quello di stabilire quando le nostre due serie «combaciano», oppure sono «concatenate», e quando no.
2. DI ALCUNI EPISODI. «Cercherò soprattutto di capire quanta serialità ci sia nel mondo? Fino a dove cioè si estenda il dominio del seriale. E quali siano invece le regioni della realtà che risultano immuni a qualsiasi serializzazione». E vediamole, dunque… La realtà è composta da un asset (per definizione seriale) e da altri elementi non seriali e niente affatto serializzabili. In più, occorre valutare il contributo della variabile temporale. Che ruolo ha la serialità nel tempo? «La serie esperienziale (…) è il succedersi degli stati mentali che quell’organismo sente, prova, esperisce appunto, e pertanto può essere conosciuta soltanto dall’organismo medesimo». Accanto ad essa, vi è una «serie metabolica» è, probabilmente, una terza serie del tutto socio-politico-culturale che ricorda tanto la «sovrastruttura» marxista. Inoltre, «la serie esperienziale può essere vista come un succedersi di episodi». In questo senso: «la serie televisiva è costituita da elementi che si iterano in base a una certa struttura e secondo un certo rodine». Laura Palmer esiste (se esiste) soltanto negli «episodi» della «serie» che pota il nome di Twin Peaks, e soltanto attraverso la visione delle relative «stagioni». «Se gli elementi della serie omicidiaria sono i delitti, quelli della serie televisiva sono gli episodi»
3. & DI UNA 4 STAGIONI. «Nella serialità televisiva l’ordine causale non solo determina il susseguirsi degli episodi, ma può anche scandire il concatenarsi delle stagioni», in quanto «quando ci sono più stagioni, al serie televisiva ha per elementi altre serie, che sono le stagioni stesse». Tali quattro stagioni prevedono che ogni singolo episodio sia, strutturalmente, un’opera a sé. «La serie televisiva (…) è seriale già nella creazione, essendo concepita come una struttura che impone un ordine su una serie di episodi a venire». Il creatore-curatore di tale ordine (a meno che non sia «un uomo buono per tutte le stagioni») prevede la perimetrazione del punto di contatto tra la rappresentazione e la realtà. Attraverso la serie, dunque, l’ordine e la struttura si dispongono, l’un l’altro, all’interno di un nesso causale. In definitiva, che cos’è il «seriale»? L’asset che è presente nella realtà e nella sua stessa rappresentazione. Il resto è «vita liquida», come direbbe Zygmunt Bauman. Frammenti di esistenze molto poco serie che non si lasciano decifrare da una «serialità» né aurorale e neppure serale. Enrico Terrone, in questo davvero brillante saggio, individua anche la «serie digitale» che, trasferendo parole e immagini in panoplie di bit (cioè di cifre; tipicamente: di zeri e di uno), segna il distacco massimo dalla realtà per far diventare la vita stessa da naturale che è, algoritmica. Serie delle serie delle serie … Ciò che non è asset resta, comunque, inserializzabile. Eppure, le serie ci aiutano abbastanza. E probabilmente ci consolano e ci recano anche conforto. A parte quelle messe in atto dai serial killer …
