Fondazione Corrado Alvaro, il TAR annulla il commissariamento: bocciata la decisione della Prefettura
SAN LUCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha annullato il provvedimento con cui...

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La Calabria è piena di favole, miraggi, storia, tradizioni e innovazione gastronomica, ricette antiche e prodotti del territorio di una terra incontaminata, vissuti con passione e raccontati nel pieno rispetto della natura dalla cucina dello chef Filippo Cogliandro.
La Calabria è bella anche per queste storie, la storia del Bergamotto di Reggio Calabria e quella del miraggio della Fata Morgana che Cogliandro vede dalla terrazza del suo ristorante L’Accademia Gourmet a Reggio. Ma come il miraggio della Fata Morgana è un effetto ottico, fa parte della storia di Reggio la morfologia del terreno, infatti lungo le coste dell’Italia meridionali, oltrepassato lo stretto di Scilla e Cariddi (Messina) andando verso sud, salta agli occhi uno spettacolo che ci lascia a bocca aperta: a destra si presenta una distesa immensa azzurra, limpida, il mare meraviglioso, infinito, a sinistra una distesa diversa, un mare di campi verdi e gialli di bergamotto, e qui ci soffermiamo catturati dal panorama e dal profumo nell’aria, qui siamo a Reggio Calabria, nella patria del bergamotto, una favola, una storia piena di misteri, più unica che rara.
Il Bergamotto di Reggio Calabria.
Considerato frutto degli dei, la coltivazione del “pero degli Dei” è lungo la costa Ionica in provincia di Reggio Calabria. Il bergamotto ha un marchio riconoscibile, una eccellenza unica ed irreperibile fuori del territorio reggino. Il valore di questo agrume richiesto in tutto il mondo ha avuto ripercussioni positive anche nell’economia locale, tanto che i produttori di bergamotto nella zona reggina negli ultimi anni sono cresciuti di molto. Per quanto riguarda l’etimologia del nome molte cose si dicono, la più attendibile è Begarmudi, “pero del signore” in turco, per la somiglianza che il bergamotto ha con la pera bergamotta. Il primo bergamotteto di cui si ha notizia venne impiantato nelle vicinanze di Reggio Calabria nell’anno 1750 da Nicola Parisi in un fondo denominato “Giunchi”; via, via la piantagione del bergamotto è cresciuta a vista d’occhio. L’estrazione dell’essenza era lunga e penosa, fatta con delle macchine artigianali munite di grattugie, per grattare la buccia da cui, tramite spugne naturali, si assorbiva la pregiatissima essenza. Nel 1844 è cominciata la vera industrializzazione per l’estrazione dell’essenza, grazie all’invenzione della cosiddetta “macchina calabrese” da parte di Nicola Barilla; questa macchina permetteva una resa elevata in tempi brevi, ma soprattutto una essenza di finissima qualità. Fino agli anni ‘60 del secolo scorso l’essenza del bergamotto era molto richiesta, per cui il frutto coltivato veniva raccolto e venduto a dei piccoli produttori di essenza, che a loro volta lo vendevano al consorzio che poi forniva le diverse industrie. Verso gli anni ‘90 la situazione è cambiata, i consorzi cominciarono ad essere gestiti da imprenditori preparati, incoraggiando cosi la coltivazione, dando risposte alla continua domanda. Oggi il bergamotto per i suoi molteplici usi è molto richiesto in diversi campi: profumeria, cucina, medicina, dietologia ed altro.
